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00:19 mercoledì 22 luglio 2026
Per celebrare la memoria di Sam Neill i fan stanno comprando tutte le bottiglie del vino che Sam Neill produceva Two Paddocks, il vino che l'attore produceva in Nuova Zelanda, è passato dal 423° al 5° posto tra i vini più venduti del Paese, un aumento del 1828 per cento.
Un generale iraniano ha detto che l’Iran si bombarderà da solo pur di non farsi invadere e occupare dagli Usa Lo ha dichiarato alla tv di Stato iraniana il generale di brigata Mohammad Akrami-Nia, secondo il quale «questa è la logica della guerra».
Il Comune di Barcellona ha eliminato il bike sharing privato perché le persone abbandonavano sempre le bici in mezzo alla strada e non pagavano mai le multe Spariranno dalle strade 4500 bici delle flotte private. Ma resteranno 8 mila del servizio di bike sharing fornito dal Comune stesso.
Jennifer’s Body è diventato un film cult per la Gen Z ed è per questo che si è deciso di farne un sequel, con le stesse protagoniste dell’originale Le riprese del nuovo capitolo del film del 2009, con Megan Fox e Amanda Seyfried che ritornano ai ruoli di Jennifer e Needy, inizieranno a ottobre.
A Londra ci sarà la prima maratona corsa dentro un negozio Ikea Consiste nel fare 17 giri da un kilometro e mezzo. I posti disponibili sono 80 e non è ammesso il pubblico.
Sarà una coincidenza, ma negli USA durante i Mondiali si è registrato un grandissimo aumento delle richieste di giorni di malattia Il giorno dopo il Knockout Tuesday, la sconfitta negli ottavi di finale contro il Belgio, negli uffici c'era il 26 per cento di presenti in meno.
In Giappone hanno inventato i frigoriferi per tenere al fresco gli esseri umani durante le ondate di calore Costano 9 mila euro, all'interno c'è una sedia, la temperatura è a 15 gradi Celsius, quando ti siedi l'aria fresca viene soffiata verso testa, collo, spalle e schiena.
Il trend social del momento si chiama As Nolan Intended, cioè persone che guardano Odissea su dispositivi assurdi per prendere in giro Nolan e la sua fissazione con l’IMAX Sullo schermo di una lavatrice, su un Apple watch, su un Tamagotchi, sulla macchinetta obliteratrice del bus. Tutto pur di indispettire Nolan.

Non se lo aspettava nessuno ma quest’anno agli Emmy è andato tutto per il verso giusto

Adolescence, The Pitt, Hacks, The Studio, Severance: tutte le serie più amate e discusse dell'anno hanno vinto.

15 Settembre 2025

Durante una premiazione come quella degli Emmy può capitare davvero di tutto: anche una serata in cui tutto va per il verso giusto. 

Gli Emmy di quest’anno infatti hanno azzeccato praticamente tutto, dallo show in sé alla selezione di vincitori. A condurre c’era Stephen Colbert, il conduttore del The Late Show ancora fresco di cancellazione da parte di Cbs (si dice per pressioni politiche, ma anche per gli scarsi risultati d’ascolti). Accolto con una standing ovation, forse alleggerito dalla pressione di dover dimostrare alcunché, Colbert ha condotto con ironia elegante e ottimo ritmo una serata punteggiata dai tradizionali discorsi commossi e un po’ troppo lunghi, nonostante un apposito contatore decurtasse fondi per un’organizzazione di beneficienza ogni volta che qualcuno sforava.

Non sono mancati i contenuti politici. Javier Bardem si è presentato con la keffiah al collo sul red carpet, invocando libertà per la Palestina e chiedendo la fine del blocco agli aiuti umanitari e del genocidio nella Striscia di Gaza. A portare le stesse istanze sul palco, chiedendo libertà per la Palestina e condannando i raid dell’Ice negli Stati Uniti, ci ha pensato anche l’attrice Hannah Einbinder, premiata per il suo ruolo da non protagonista in Hacks: «È mio obbligo, come ebrea, distinguere gli ebrei dallo stato di Israele. La nostra religione e la nostra cultura sono un’istituzione così importante e così antica, davvero diverse separata da questo Stato etnonazionalista.»

Per quanto riguarda le serie premiate, gli Emmy hanno indovinato un’ottima combinazione di sorprese e conferme, a partire dai tre vincitori nelle categorie principali. Come da previsioni, Adolescence ha sbancato nelle categorie come Miglior miniserie dell’anno, segnando una storica vittoria per il giovanissimo Owen Cooper, che interpreta il ragazzino protagonista della vicenda. A soli 15 anni, è il più giovane attore ad aver mai vinto un Emmy. 

In campo comedy, anche qui come da previsioni, è stata una serata perfetta per Seth Rogen, protagonista e creatore di The Studio. La serie sul dietro le quinte folle e romantico di Hollywood ha vinto 13 statuette ed è stata la più premiata della stagione, permettendo a Apple TV+ di entrare nel club delle “big” della tv insieme a Netflix e Hbo, che continua a guidare la classifica dell’emittente con più vittorie dell’edizione. Apple la tallona al secondo posto, anche grazie alla spinta di Severanceesplosa in popolarità tra la prima e la seconda stagione. La serie ha visto premiati gli interpreti Britt Lower e Tramell Tillman, quest’ultimo primo attore afroamericano a vincere nella categoria Miglior attore non protagonista in una serie drammatica, per il ruolo del responsabile del piano degli scissi Seth Milchick. 

Apple TV+ ha mancato la storica doppietta nelle categorie comedy e drama perché Severance è stata battuta dalla nuova hit di Hbo The Pitt. Il medical drama creato dal team di ER che ha segnato ascolti da record negli Stati Uniti ha trionfato come Miglior serie drammatica, portando alla vittoria anche Noah Wyle. L’attore, che venne nominato per cinque anni di fila, senza mai vincere, ai tempi di ER per il ruolo del dottor Carter, ha portato a casa la sua prima, storica statuetta, subito dedicata ai lavoratori del settore sanitario, rivolgendo un pensiero a quanti erano di turno proprio in quel momento. 

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Recensire i film è diventato uno sporco lavoro, ma qualcuno deve pur farlo

Pubblico e critica non sono mai stati così distanti. La figura del critico è sempre più disprezzata e sminuita. Eppure, le recensioni sono un bene sempre più prezioso e ricercato nel mercato del cinema.