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I dazi turistici sono l’ultimo fronte nella guerra commerciale tra Stati Uniti ed Europa Mentre Trump impone agli stranieri una maxi tassa per l'ingresso ai parchi nazionali, il Louvre alza il prezzo del biglietto per gli "extracomunitari".
Papa Leone XIV ha benedetto un rave party in Slovacchia in cui a fare da dj c’era un prete portoghese Il tutto per festeggiare il 75esimo compleanno dell'Arcivescovo Bernard Bober di Kosice.
I distributori indipendenti americani riporteranno al cinema i film che non ha visto nessuno a causa del Covid Titoli molto amati da critici e cinefili – tra cui uno di Sean Baker e uno di Kelly Reichardt – torneranno in sala per riprendersi quello che il Covid ha tolto.
La presidente della Tanzania Samia Suluhu Hassan ha nominato il nuovo governo e ha fatto ministri tutti i membri della sua famiglia In un colpo solo ha sistemato due figlie, un nipote, un genero, un cognato e pure un carissimo amico di famiglia.
Sally Rooney ha detto che i suoi libri potrebbero essere vietati in tutto il Regno Unito a causa del suo sostegno a Palestine Action E potrebbe addirittura essere costretta a ritirare dal commercio i suoi libri attualmente in vendita.
In Francia è scoppiato un nuovo, inquietante caso di “sottomissione chimica” simile a quello di Gisèle Pelicot Un funzionario del ministero della Cultura ha drogato centinaia di donne durante colloqui di lavoro per poi costringerle a urinare in pubblico.
Dopo quasi 10 anni di attesa finalmente possiamo vedere le prime immagini di Dead Man’s Wire, il nuovo film di Gus Van Sant Presentato all'ultima Mostra del cinema di Venezia, è il film che segna il ritorno alla regia di Van Sant dopo una pausa lunga 7 anni.
Un esperimento sulla metro di Milano ha dimostrato che le persone sono più disponibili a cedere il posto agli anziani se nel vagone è presente un uomo vestito da Batman Non è uno scherzo ma una vera ricerca dell'Università Cattolica, le cui conclusioni sono già state ribattezzate "effetto Batman".

Perché negli Usa si vota di martedì

07 Novembre 2016

Martedì 8 novembre si vota negli Stati Uniti per eleggere il nuovo presidente, i 435 membri della Camera dei deputati e una parte del Senato (si decidono 34 seggi su 100). Mentre in molti Paesi le elezioni si svolgono spesso durante i fine settimana, in America si vota tradizionalmente di martedì. A differenza di altre nazioni, poi – dove la giornata elettorale, se non si svolge nel weekend, è dichiarata festiva – negli Usa l’Election Day è un giorno lavorativo come gli altri. Come mai, dunque, si vota di martedì, e non nel fine settimana? Le origini di questa tradizione politica risalgono alla seconda metà dell’Ottocento.

A quei tempi votare richiedeva un grande sforzo per la popolazione, in gran parte distribuita in aree remote del territorio e priva dei mezzi di trasporto moderni. Per raggiungere i seggi elettorali molti cittadini dovevano intraprendere un lungo cammino, dunque non era pensabile farli votare di domenica, anche per non interferire con la loro possibilità di frequentare la messa domenicale. Si decise così di scegliere il martedì, per venire incontro alle esigenze degli abitanti delle zone rurali in base a questo schema: la domenica per la messa, il lunedì per il viaggio verso i seggio, il martedì per il voto vero e proprio. La vicenda è riassunta, oltre che su molti siti d’informazione, anche dallo show di John Oliver sulla Hbo.

Nel caso specifico delle elezioni presidenziali, spesso si sente dire che si svolgono il primo martedì di novembre. In realtà, come dimostra il calendario del 2016, non è del tutto esatto: la tradizione infatti prevede di votare il martedì successivo al primo lunedì del mese (proprio per il fatto che l’idea originale era partire dal lunedì come giornata di viaggio). Questo significa che quando novembre inizia di martedì, come quest’anno, si vota il secondo martedì del mese.

Un seggio per il voto anticipato nel Minnesota (Stephen Maturen/Getty Images)
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