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20:42 martedì 10 marzo 2026
Il brand di Pat McGrath, una della make up artist più famose al mondo, ha dichiarato bancarotta E però ha già trovato nuovi investitori che sosterranno con 30 milioni la ristrutturazione dell'azienda.
Corrado Guzzanti è tornato a interpretare Vulvia di Rieducational Channel in un nuovo programma disponibile su RaiPlay L'occasione è il “talk botanico” La pelle del mondo, un programma dedicato alle piante e alla biosfera condotto dal botanico Stefano Mancuso.
Dal 19 marzo Milano avrà una via dedicata all’anarchico partigiano Giuseppe Pinelli Prenderà il posto dell'attuale via Micene, in zona San Siro, a due passi da dove viveva. Sulla targa ci sarà scritto "Via Giuseppe Pinelli, anarchico partigiano".
L’Iran è riuscito quasi ad azzerare il traffico nello Stretto di Hormuz usando le onde elettromagnetiche contro le navi È il jamming dei sistemi di navigazione che usano il Gps, una tecnica di guerra elettronica sempre più usata ed efficace.
Wikipedia ha modificato le pagine di diverse città della Striscia di Gaza descrivendole come se non esistessero più Dalle modifiche è nata un'accesa polemica, con molti che hanno ricordato come migliaia di persone vivano ancora in quei posti, anche se distrutti.
Il bilocale che fu la prima casa di Pasolini a Roma è diventato un museo e si può visitare L'appartamento fu acquistato nel 2024 dal produttore Pietro Valsecchi, che lo ha poi donato al Ministero della Cultura.
Diecimila scrittori hanno pubblicato un libro vuoto per protestare contro le aziende che “rubano” le loro opere per addestrare le AI Si intitola Don't steal this book e tra i firmatari ci sono anche Kazuo Ishiguro e Mick Herron, l'autore di Slow Horses.
Milena Gabanelli è diventata meritatamente virale per aver detto che «Dio non ci ha ordinato di metterci a 90 gradi» davanti agli Usa Lo ha detto durante un collegamento con il TgLa7 di Enrico Mentana, rimasto anche lui piuttosto sorpreso dalla severissima uscita della collega.

Perché negli Usa si vota di martedì

07 Novembre 2016

Martedì 8 novembre si vota negli Stati Uniti per eleggere il nuovo presidente, i 435 membri della Camera dei deputati e una parte del Senato (si decidono 34 seggi su 100). Mentre in molti Paesi le elezioni si svolgono spesso durante i fine settimana, in America si vota tradizionalmente di martedì. A differenza di altre nazioni, poi – dove la giornata elettorale, se non si svolge nel weekend, è dichiarata festiva – negli Usa l’Election Day è un giorno lavorativo come gli altri. Come mai, dunque, si vota di martedì, e non nel fine settimana? Le origini di questa tradizione politica risalgono alla seconda metà dell’Ottocento.

A quei tempi votare richiedeva un grande sforzo per la popolazione, in gran parte distribuita in aree remote del territorio e priva dei mezzi di trasporto moderni. Per raggiungere i seggi elettorali molti cittadini dovevano intraprendere un lungo cammino, dunque non era pensabile farli votare di domenica, anche per non interferire con la loro possibilità di frequentare la messa domenicale. Si decise così di scegliere il martedì, per venire incontro alle esigenze degli abitanti delle zone rurali in base a questo schema: la domenica per la messa, il lunedì per il viaggio verso i seggio, il martedì per il voto vero e proprio. La vicenda è riassunta, oltre che su molti siti d’informazione, anche dallo show di John Oliver sulla Hbo.

Nel caso specifico delle elezioni presidenziali, spesso si sente dire che si svolgono il primo martedì di novembre. In realtà, come dimostra il calendario del 2016, non è del tutto esatto: la tradizione infatti prevede di votare il martedì successivo al primo lunedì del mese (proprio per il fatto che l’idea originale era partire dal lunedì come giornata di viaggio). Questo significa che quando novembre inizia di martedì, come quest’anno, si vota il secondo martedì del mese.

Un seggio per il voto anticipato nel Minnesota (Stephen Maturen/Getty Images)
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