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16:16 venerdì 17 aprile 2026
Lana Del Rey ha fatto una canzone per 007 ma non il film, il videogioco Molti sono ancora confusi da "First Light": la canzone più bondiana di Lana Del Rey, che sembra la intro di un film di 007 ma un film non ce l'ha.
Le persone che si sono accaparrate i biglietti per le prime proiezioni di Dune 3 li stanno rivendendo su eBay a migliaia di dollari Su eBay si trovano biglietti per gli spettacoli in IMAX venduti al 1500 per cento del prezzo originale.
Il libro fotografico con le ragazze che imbracciano armi che compare in The Drama esiste davvero (più o meno) Si intitola Chicks with Guns, lo ha fatto la fotografa Lindsay McCrum ed è uscito nel 2011. Ed è molto, molto simile a quello che si vede nel film.
La prima canzone dei Massive Attack dopo quasi dieci anni è un pezzo contro la guerra fatto assieme a Tom Waits Si chiama Boots on the ground e parla di disordini che stanno avvenendo negli Usa, mescolando liriche belliche a immagini grottesche.
In Germania hanno lanciato un motore di ricerca che serve a scoprire se i propri parenti erano dei nazisti Lo ha realizzato il Die Zeit in collaborazione con l'Archivio federale nazionale: contiene 10,2 di tessere di iscritti al Partito nazionalsocialista.
Sembra che Zohran Mamdani e Rama Duwaji non parteciperanno al Met Gala di Anna Wintour pagato da Jeff Bezos Secondo le prime indiscrezioni, Mamdani e consorte avrebbero rifiutato l'invito all'evento perché finanziato dal miliardario.
Il governo di Pedro Sánchez rischia di cadere per colpa di Guernica di Picasso Tutto inizia con la richiesta del governo della comunità autonoma dei Paesi Baschi di portare l'opera a Bilbao. Richiesta negata dall'esecutivo Sánchez.
Cosa sappiamo del nuovo film di Sean Baker, a parte che si intitolerà Ti amo! e che sarà molto, molto italiano Il titolo scelto dal regista è di Anora per il nuovo film è Ti amo!, con il punto esclamativo. Secondo le indiscrezioni, potrebbe venire a girarlo in Italia.

Perché negli Usa si vota di martedì

07 Novembre 2016

Martedì 8 novembre si vota negli Stati Uniti per eleggere il nuovo presidente, i 435 membri della Camera dei deputati e una parte del Senato (si decidono 34 seggi su 100). Mentre in molti Paesi le elezioni si svolgono spesso durante i fine settimana, in America si vota tradizionalmente di martedì. A differenza di altre nazioni, poi – dove la giornata elettorale, se non si svolge nel weekend, è dichiarata festiva – negli Usa l’Election Day è un giorno lavorativo come gli altri. Come mai, dunque, si vota di martedì, e non nel fine settimana? Le origini di questa tradizione politica risalgono alla seconda metà dell’Ottocento.

A quei tempi votare richiedeva un grande sforzo per la popolazione, in gran parte distribuita in aree remote del territorio e priva dei mezzi di trasporto moderni. Per raggiungere i seggi elettorali molti cittadini dovevano intraprendere un lungo cammino, dunque non era pensabile farli votare di domenica, anche per non interferire con la loro possibilità di frequentare la messa domenicale. Si decise così di scegliere il martedì, per venire incontro alle esigenze degli abitanti delle zone rurali in base a questo schema: la domenica per la messa, il lunedì per il viaggio verso i seggio, il martedì per il voto vero e proprio. La vicenda è riassunta, oltre che su molti siti d’informazione, anche dallo show di John Oliver sulla Hbo.

Nel caso specifico delle elezioni presidenziali, spesso si sente dire che si svolgono il primo martedì di novembre. In realtà, come dimostra il calendario del 2016, non è del tutto esatto: la tradizione infatti prevede di votare il martedì successivo al primo lunedì del mese (proprio per il fatto che l’idea originale era partire dal lunedì come giornata di viaggio). Questo significa che quando novembre inizia di martedì, come quest’anno, si vota il secondo martedì del mese.

Un seggio per il voto anticipato nel Minnesota (Stephen Maturen/Getty Images)
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