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15:33 lunedì 16 marzo 2026
Il siparietto tra Anna Wintour e Anne Hathaway sul palco degli Oscar è la miglior trovata della campagna promozionale del Diavolo veste Prada 2 Non c'è ancora la certezza matematica della sua partecipazione al sequel, ma sul palco degli Oscar di ieri si è molto immedesimata nel ruolo di Miranda Priestly.
A Sean Penn importa così poco di aver vinto l’Oscar che non si è presentato alla cerimonia e non ha mandato nessuno a ritirare il premio al posto suo «Non ha potuto essere qui questa sera, o non ha voluto, quindi ritirerò il premio a suo nome», ha detto Kieran Culkin, che ha ritirato il premio per lui.
Il “No to War and Free Palestine” di Javier Bardem è diventato il momento più rivisto e commentato di questi Oscar L'attore è salito sul palco del Dolby Theatre di Los Angeles per presentare il premio al Miglior film internazionale. Ma prima ha voluto lanciare un messaggio.
Due episodi di Doctor Who degli anni ’60 che si pensava fossero andati perduti sono stati ritrovati in uno scatolone nella casa di un collezionista Si tratta, tra l'altro, di due puntate molto importanti perché raccontano la storia dei Dalek, i villain più famosi dell'universo di Doctor Who.
Kim Jong-un e sua figlia vestiti uguali che sparano assieme al poligono di tiro sono la più surreale immagine di genitorialità mai vista La giovane Kim Ju Ae, erede designata del Supremo leader, ha mostrato le sue doti balistiche in una splendida giornata padre-figlia al poligono.
Degli scrittori hanno creato un logo da apporre sui libri per far sapere ai lettori che sono scritti da un umano e non dall’AI La Society of Authors chiede a tutti gli editori di appore il logo "Human Authored" sulla quarta di copertina dei libri, per salvare l'editoria dall'AI.
I Fugazi hanno pubblicato un album “scartato” che avevano registrato trent’anni fa con Steve Albini È la prima versione dell'album che è poi diventato In on the Kill Taker. Tutti i proventi andranno all'ente benefico fondato da Albini, Letters Charity.
Dopo quasi un millennio, l’Inghilterra si è decisa ad abolire definitivamente i seggi ereditari della Camera dei Lord Ne erano rimasti 92, che il governo laburista ha cancellato. Concedendo ad alcuni Lord, però, di diventare parlamentari a vita.

La moratoria sulle modifiche al genoma umano

04 Dicembre 2015

Quattro importanti istituzioni scientifiche — due americane, una cinese e una britannica — hanno chiesto una moratoria sulle modifiche profonde del genoma umano, e più precisamente su quelle caratteristiche che potrebbero essere ereditarie.

La National Academy of Sciences, la prestigiosa accademia statunitense per la ricerca scientifica, ha convocato a Washington per un vertice sul tema l’Institute of Medicine (altro ente americano) l’Accademia cinese per le scienze e la Royal Society di Londra. Giovedì le quattro istituzioni hanno dichiarato di comune accordo che in questa fase sarebbe «irresponsabile procedere» con modifiche del genoma umano che potrebbero essere trasmesse alla prole. L’appello non ha valore legale, ma «l’autorità morale» di quattro istituti, nota il New York Times, rende «molto probabile» che l’appello «venga recepito in molti Paesi, se non tutti».

Per “editing” del genoma, si intende la pratica di modificare i geni, in animali o vegetali. La ricerca sull’editing del genoma umano si sta concentrando sul trovare il modo di modificare alcuni geni che causano malattie o predisposizione al cancro, intervenendo direttamente sul DNA con molecole capaci di eliminare le mutazioni nocive, spiega questo video del Wall Street Journal:

L’editing genetico è insomma diverso dalla cosiddetta gene therapy, prassi già accettata che interviene sui singoli tessuti del paziente.

A preoccupare gli scienziati dei quattro istituti riuniti a Washington non è tanto l’idea di modificare il Dna umano per combattere gravi malattie, quanto l’idea che queste modifiche possano essere ereditarie, finendo per causare la modifica del genoma non solo di un paziente ma anche dei suoi discendenti, con risultati a lungo termine difficilmente prevedibili: «La domanda importante è quando, e se, vogliamo usare l’editing dei geni per cambiare l’eredità umana», ha detto al Nyt David Baltimore, ex presidente del CalTech.

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