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00:24 venerdì 6 febbraio 2026
Un articolo fatto con l’AI pubblicato da un’agenzia di viaggi ha portato dei turisti a cercare delle inesistenti terme in uno sperduto paesino in Tasmania All'improvviso, nel minuscolo paesino di Weldborough, 33 abitanti, si sono presentati decine di turisti che chiedevano come raggiungere le terme.
Da oggi Stati Uniti e Russia potranno aggiungere al loro arsenale militare tutte le testate atomiche che vogliono Sono le conseguenze del mancato rinnovo dell'accordo New START, che limitava la proliferazione delle armi nucleari.
Pieter Mulier è il nuovo Direttore creativo di Versace Diventerà ufficialmente Chief Creative Officer l'1 luglio.
La Lofi Girl di YouTube aprirà il suo primo Lofi Café in centro a Parigi Proprio come nel suo canale, diventato famosissimo durante la pandemia e attivo ancora oggi, sarà un posto dove studiare e rilassarsi insieme.
Negli Epstein Files Donald Trump viene citato più volte di Harry Potter nella saga di Harry Potter 38 mila volte, per la precisione. Il conteggio lo ha fatto il New York Times, per dimostrare quanto solido fosse il rapporto tra Trump ed Epstein.
It’s Never Over, il documentario su Jeff Buckley arriverà finalmente anche in Italia, a marzo Soltanto per tre giorni, però: una proiezione-evento per celebrare 60 anni dalla nascita del cantautore di Grace.
Tra le centinaia di giornalisti licenziati improvvisamente dal Washington Post ce n’è una che lo ha scoperto mentre lavorava per il giornale in una zona di guerra La corrispondente Lizzie Johnson ha scoperto di essere rimasta senza lavoro mentre scriveva dal fronte ucraino, al freddo e senza corrente.
Darren Aronofsky si è guadagnato l’appellativo di “traditore del cinema” perché ha fatto una serie usando solo l’AI Sia i critici che i colleghi stanno commentando molto negativamente (per usare un eufemismo) sia la scelta di Aronosfsky che il pessimo risultato ottenuto.

E non ci hanno messo The Times They Are a-Changin

27 Aprile 2011

The Nation, settimanale di riferimento dell’America progressista (pardon, di una certa America progressista) ha stilato una lista delle dieci migliori canzoni di protesta (o sarebbe meglio dire canzoni da protesta) della storia recente. Che sarebbero, nell’ordine:

  1. Get Up, Stand Up (Bob Marley). Tracy Chapman, che chiude quasi ogni concerto così, sarà contenta…
  2. Suspect Device (Stiff Little Fingers)
  3. Ku Klux Klan (Steel Pulse)
  4. The Revolution Would not be Televised (Scott Heron)
  5. Little Boxes (Malvina Reynolds). Gianluca Nicoletti, che ne aveva fatto la sigla di Melog, forse non sarà così contento…
  6. I Ain’t Marchin’ Anymore (Phil Ochs)
  7. Waiting for the Great Leap Forward (Billy Bragg)
  8. Lonesome Death of Hattie Carroll (Bob Dylan)
  9. Respect (Aretha Franklin)
  10. Stop the Violence (Boogie Down Production)

Prima domanda: ma non siamo un fuori tempo massimo per pensare alle canzoni di protesta?

Seconda domanda: visto che vi piace Dylan, almeno potevate metterci The Times They Are a-Changin?

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