Il Metropolitan Museum di New York ricostruisce, con dipinti, disegni e fotografie, come artisti e scienziati hanno rappresentato il cielo tra l'inizio dell'Ottocento e gli anni Venti del Novecento.
L’ultimo brano di Dolly Parton sarà un duetto con gli U2 disponibile nel loro nuovo album
L’album contiene 12 canzoni che esplorano «i temi della spiritualità, dell'amicizia, della libertà e della resistenza di fronte a forze oscure e minacciose». Tra le collaborazioni c'è ne è anche una con Rosalia.
Dolly Parton è scomparsa il 25 agosto all’età di 80 anni, lasciando un vuoto nel cuore di tutti noi. La regina di Nashville, della country music e agguerritissima filantropa (avevamo scritto delle sue opere di bene qui) ha voluto lasciare un ultimo, straordinario regalo ai suoi milioni di fan: un featuring con gli U2 nel brano Torn, tratto dal loro quindicesimo album Carnaval de Luz. Per l’esattezza, si tratta di una traccia scritta a sei mani dagli U2 insieme a Dolly Parton e a Johnny McDaid, degli Snow Patrol.
Inizialmente Bono aveva proposto alla Parton un progetto che si ispirava al folk irlandese, ma lei lo aveva rifiutato ritenendolo «troppo irlandese». La cantante propose allora una propria bozza intitolata Torn, su cui Johnny McDaid e Bono hanno poi rimesso mano, riscrivendone i testi per adattarli alla storia di una madre che vede la propria famiglia dividersi: una tenera canzone country che sviscera il dolore dei legami familiari spezzati – che alla luce dell’ordinanza restrittiva contro il nipote della Parton, Bryan Seaver che avrebbe minacciato di violenza, tentato di estorcere e promesso di distruggere il lascito e l’impero commerciale della zia – questa canzone sembra arrivare brutalmente nel momento giusto.
In un’intervista pubblicata su Rolling Stone, Bono racconta che «Quando si è ammalata, si è alzata dal letto per cantare questa canzone. E puoi sentirlo. Ha cantato con tutta se stessa, non posso credere che si tratti di una donna di 80 anni». La copertina di Carnaval de Luz ritrae la band che passeggia in fila sulla riva del mare, in un’immagine che richiama subito ai Beatles. Insomma, una sorta di “Abbey Beach“. Su U2place.org – il forum dedicato agli U2 – l’evidente tributo beatleiano ad Abbey Road, ha visto un richiamo anche alle atmosfere di Remain in Light dei Talking Heads. Un tipo di omaggio verso i classici della storia del rock che la band ha già sperimentato in passato, come accadde ai tempi di Pop.
Tra i dettagli più curiosi emersi dalle analisi dei fan c’è poi la conformazione del font della parola “Luz”, dove le lettere u e z sembrano fondersi per formare la sigla U2, mentre la U appare abbracciata dalla L precedente, una immagine che se traslata in numeri romani indica proprio il cinquanta, rimandando esattamente al cinquantesimo anniversario del gruppo. Inoltre, l’album contiene 12 canzoni che esplorano «i temi della spiritualità, dell’amicizia, della libertà e della resistenza di fronte a forze oscure e minacciose».
Tra gli altri collaboratori c’è Brian Eno, – reduce dal lavoro sulla colonna sonora più incredibile dell’anno – che ha co-firmato i testi e suonato in Go (Carnaval De Luz), The Greatest Show on Earth e Can’t Stop Us Now, affiancato da Martin Garrix come co-autore di Glorify, Daniel Lanois che suona la pedal steel guitar in Torn e per finire anche un featuring con Rosalía in The Mirror Maker. Con l’uscita prevista per il 13 novembre, saranno così trascorsi quasi 9 anni esatti dall’ultimo lavoro della band, Songs of Experience, pubblicato il 1° dicembre 2017.