Può un rapper a malapena 20enne insegnare a ragazzi e ragazze poco più piccoli di lui cosa è l'uroboro e convincerli a leggere Morte di Ivan Il'ič? La risposta è sì.
Quella volta in cui chiesero alla neo Premio Nobel Anne Carson che libri nuovi stesse leggendo e lei rispose che non legge libri nuovi ma solo «libri usciti nel 500 a.C.»
E non a caso ha vinto il Nobel per la Letteratura (anche) per il modo in cui è riuscita a costruire «un dialogo giocoso con la tradizione classica».
Questa volta i pronostici avevano ragione: il Nobel per la Letteratura 2026 è andato alla canadese Anne Carson, che alla vigilia si giocava la vittoria con la scrittrice cinese Can Xue. L’Accademia di Svezia ha premiato la sua opera audace e creativa, capace di inventare nuove forme per la letteratura contemporanea muovendosi, come si legge nella motivazione riportata da ANSA, «in un dialogo giocoso con la tradizione classica». È un riconoscimento che arriva dopo anni passati a comparire nelle liste dei favoriti, e che premia una scrittrice da sempre difficile da incasellare: poetessa, saggista e traduttrice, 76 anni, nata il 21 giugno 1950 a Toronto.
Prima ancora che poetessa, Carson è una classicista. Si è formata in Lettere classiche all’Università di Toronto, studiando anche a St Andrews, in Scozia, e ha insegnato greco antico e letterature comparate in università come McGill, Princeton, Michigan e NYU. Lo rivendica con un umorismo asciutto anche davanti ai microfoni: intervistata dal New Yorker sul red carpet dei National Book Awards, dove era finalista per la poesia, alla domanda sul miglior libro uscito nell’anno ha risposto: «Non leggo davvero libri usciti quest’anno. Leggo libri vecchi, perché sono una classicista, quindi per lo più i libri che leggo sono stati pubblicati nel 500 avanti Cristo». Il consiglio di lettura? «Omero. Dico sempre Omero». E il miglior consiglio di scrittura ricevuto? «Non ne ho mai ricevuto nessuno. Francamente, non lo chiedo». Quello da dare agli altri, invece, sta tutto in tre parole: «Cominciare dal mezzo». Il palmarès era già quello di una classica vivente: nel 2001 è stata la prima donna a vincere il T.S. Eliot Prize, e poi due Griffin Poetry Prize, il Premio Principessa delle Asturie e il PEN/Nabokov.
@newyorker At this year’s National Book Awards, the classicist, poet, and professor Anne Carson shared with us the author she recommends to everyone and the best writing advice she’s given. #classics #booktok #writingadvice #poetry #ancientgreece
In Italia, dove alcune sue opere sono state tradotte solo di recente, molti anni dopo l’edizione originale, il punto di partenza ideale è Autobiografia del rosso (La nave di Teseo), romanzo in versi che riscrive il mito di Gerione. Accanto ci sono Era una nuvola (Crocetti, 2021) e Come l’acqua (Crocetti, 2025), mentre Utopia ha portato in libreria i saggi: nel 2021 il suo primo saggio, Eros il dolceamaro, che parte da Saffo per arrivare a Woolf, Kafka e Calvino, e nel 2023 Decreazione. Leggerla adesso significa scoprire che Edipo, Saffo e Gerione hanno ancora parecchio da dirci, e che la poesia, quando la scrive Carson, può essere insieme erudita, ironica e devastante.