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16:54 lunedì 25 maggio 2026
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Chi è il vincitore del premio per il libro con il titolo più strano dell’anno

06 Dicembre 2021

Considerando che ogni anno nel mondo escono migliaia e migliaia di libri, arrivare in cima a qualsiasi classifica a tema letterario è un impresa quasi impossibile. Eppure, c’è chi questa impresa riesce a compierla: Roy Schwartz, per esempio. Come racconta Literary Hub, Schwartz ha scritto un libro in cui racconta e analizza l’influenza che la cultura ebraica (e in particolar modo quella degli ebrei americani) ha esercitato su una figura-cardine della cultura pop del Novecento: Superman. Per gli appassionati e i cultori del fumetto supereroistico americano l’argomento è interessantissimo, per tutti gli altri lettori la cosa interessantissima è il titolo che Schwartz (o il suo editore, o chissà chi) ha scelto per la sua opera: Superman è circonciso?. Un titolo troppo bello per passare inosservato, ovviamente: il Diagram Prize for Oddest Title of the Year 2021 lo ha premiato, appunto, come titolo più strano dell’anno che sta per finire. Superman è circonciso? ha battuto nettamente l’altro candidato al titolo, il libro The life cycle of russian things: from fish guts to Fabergé. Le percentuali non lasciano dubbi su quale titolo i lettori abbiano trovato più strano: degli 11.000 che hanno partecipato alla votazione, più della metà (il 51%, per l’esattezza) hanno votato per Superman è circonciso?

«È stata una sfida tosta, ma sono contento di essermi dimostrato all’altezza», ha dichiarato Schwartz dopo aver ricevuto la notizia della sua vittoria. «Sono veramente onorato di ricevere questo premio. Mi ricorda che anche alla letteratura più seria è concessa la possibilità di essere divertente. Per quanto possa essere importante un libro, se non è accessibile a tutti e non è divertente, a che serve?». Una sfida tosta, ha detto Schwartz, e non ha torto: oltre a The life cycle of russian things: from fish guts to Fabergé, il suo libro ha dovuto battere la concorrenza di Curves for the mathematically curious, un libro sulle “eleganti e spesso sorprendenti curve” che si incontrano mentre si studiano le curve matematiche; Hats: A very unnatural history, che racconta quali uccelli e mammiferi sono entrati a far parte, nel corso degli anni, della nostra abitudine di fabbricarci dei cappelli da mettere in testa; Miss, I don’t give a shit: engaging with challenging behaviour in schools, una pratica guida per i docenti costretti ad affrontare studenti difficili; e, infine, Handbook of research on health and environmental benefits of camel products, titolo di per sé sufficientemente esplicativo (oltre che molto strano).

Le ragioni del trionfo di Schwartz le ha spiegate Tom Tivnan, managing editor di The Bookseller (la rivista che organizza il premio) e coordinatore del Diagram Prize: «Dopo la vittoria di The dirt hole and its variations nel 2019 e di A Dog Pissing at the Edge of a Path: Animal Metaphors in Eastern Indonesian Society l’anno scorso, abbiamo ormai la conferma che i nostri lettori sono attratti dai titoli che hanno quel non so che di malizioso».

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