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18:16 venerdì 11 settembre 2026
C’è un videogioco in cui vivi le poche gioie e i tanti dolori di un dipendente di una piccola casa editrice indipendente Si chiama Small Press Tycoon, tutte le cose che si dicono e si vedono nel gioco fanno molto ridere perché, chi lavora nell'editoria indipendente può confermare, sono molto vere.
Secondo uno dei capi della sicurezza di Anthropic, «c’è il dieci per centro di probabilità che l’AI ci uccida tutti entro questo decennio» L'ennesimo dirigente di un'azienda AI che dice che le aziende AI stanno per far succedere qualcosa di grave. Senza che nessuno intervenga per fermarle.
Da oggi è disponibile in streaming La Superviviente, un incredibile documentario sulla donna che si inventò di essere una sopravvissuta all’11 settembre Diretto da Kike Maíllo, racconta la storia Alicia Esteve, che per sei anni finse di essere la sopravvissuta Tania Head. Finse tanto bene da diventare la presidente dell'Associazione dei sopravvissuti del World Trade Center.
Queste parole pronunciate nel 1979 da Emma Bonino sull’ipocrisia degli antiabortisti non sono mai state così attuali e così vere «Sono contro l'aborto, dicono. Però contro l'aborto clandestino nessuno faceva assolutamente niente», disse, in una storica puntata di Acquario di Maurizio Costanzo, andata in onda nel 1979 e disponibile su RaiPlay.
Che siano un record o meno poco importa, i 25 minuti di applausi per NAZA sono il momento più importante di questa Mostra del Cinema È l'unico documentario in concorso, il titolo è un acronimo militare israeliano che indica i civili che si prevede moriranno in un attacco e lo hanno realizzato due dei registi di No Other Land.
I Muse hanno dovuto cambiare nome utente su Instagram perché Muse ora è il nome del nuovo assistente AI di Meta La band è stata costretta ad abbandonare @Muse e accontentarsi di @Musetheband, perché l'AI, evidentemente, conta più della band.
Un’inchiesta di Haaretz sul 7 ottobre 2023 è valsa al giornale una querela di Benjamin Netanyahu in persona Il giornale sostiene che Netanyahu non prese alcuna iniziativa nonostante fosse stato avvertito di un imminente attentato di Hamas pochi giorni prima del 7 ottobre.
Il crossover tra A24 e Dior sembra strano ma in realtà ha perfettamente senso sia per A24 che per Dior Per i prossimi due anni il brand diverrà main partner del Cherry Lane Theatre di New York, istituzione centenaria acquisita da A24 nel 2023

Di cosa si è parlato questa settimana

Andare in pizzeria con Giorgia Meloni, fare una visita al Museo egizio con Christian Greco, quasi morire d'infarto per colpa di ITAlert e le altre notizie degli ultimi giorni.

di Studio
23 Settembre 2023

Polemiche – Teatro Greco
Nel mondo al contrario, gli sconti sul biglietto del museo sono strumenti pensati non per favorire l’accesso di alcuni ma per scoraggiare quello di altri. Nel mondo al contrario, un direttore di un museo viene accusato di razzismo per aver lanciato un’iniziativa che prevede la possibilità, per i cittadini di lingua araba, di acquistare due biglietti al prezzo di uno. Nel mondo al contrario, il direttore di un museo viene invitato a dimettersi perché ha cercato di invitare più persone a visitare il suo museo. Nel mondo al contrario, a chi lo accusa di discriminazione nei confronti dei cristiani, il direttore è costretto a ricordare che l’arabo non è la lingua dell’Islam e che esistono i cristiani copti. Nel mondo al contrario, il direttore del Museo egizio di Torino Christian Greco deve ribadire che lui si occupa di Antico Egitto e che il mondo al contrario di Lega e FdI non è sua competenza. Beato lui.

Altre polemiche – Prosciutto e Meloni
Capita a tutti di avere un impegno fissato e all’ultimo momento scoprire di non avere proprio nessuna voglia: è una debolezza umana, troppo umana. Di solito la soluzione è abbastanza semplice: ci si inventa una scusa credibile – ho fatto tardi a lavoro, devo badare alla prole – e si conta sulla comprensione altrui. Capita pure alle Presidenti del Consiglio invitate a cena alla Casa Bianca dal Presidente degli Stati Uniti. Joe, scusami, proprio non ce la faccio a passare, vengo da 12 ore di lavoro al Palazzo di vetro assieme ai «Paesi africani» (se c’erano tutti, 12 ore alla fine sono pure poche), ho mia figlia che mi rompe l’anima perché vuole la pizza e visto che sono a New York pensavo di farle assaggiare la vostra leggendaria slice. E vabbè, non ti preoccupare, c’è un’Assemblea generale dell’Onu all’anno, sarà per la prossima volta, Giorgia, avrà risposto Biden. Che, chissà, magari è stato lui a consigliare a Meloni di andare a cena da Ribalta: vera pizzeria italiana per una vera italiana, altro che New York slice.

Esteri – Annientamento
L’invasione russa in Ucraina ci ha ricordato che queste cose nel mondo succedono ancora e sempre, perché fino al 24 febbraio del 2022, per ignoranza o comodità, l’Europa e l’Occidente hanno vissuto nell’illusione che la guerra fosse ormai un vecchio attrezzo definitivamente chiuso nella soffitta della storia. Non è così e non è mai stato così, e questa settimana abbiamo avuto modo di ricordarcelo ancora una volta seguendo la fine del conflitto in Nagorno Karabakh, la resa della comunità armena di fronte all’ultima offensiva azera. La Repubblica autoproclamata d’Artsakh, come la chiamavano gli indipendentisti, finisce così, dopo 30 anni di guerra a intermittenza. Finisce così, come l’invasione dell’Ucraina ci ha ricordato finiscono tutte le guerre: i carrarmati per le strade, le case distrutte, i civili uccisi, le fughe di massa, le accuse di pulizia etnica.

Social – Molto forte, incredibilmente vicino
Tra il video virale dell’anziana signora (questo, forse il più bello) e i cellulari dei complottisti No It Alert avvolti nella carta stagnola – secondo loro il nuovo sistema di avviso della Protezione Civile sarebbe in realtà uno strumento «per tracciare le persone e analizzare la loro posizione e attività» – ci sono tutti quelli che sostiengono di aver rischiato un infarto quando, il 19 novembre, alle ore 12, il cellulare ha improvvisamente iniziato ad emettere un suono fastidioso e fortissimo che in futuro servirà per informare direttamente la popolazione in caso di gravi emergenze imminenti o in corso. Giusto per instillare nelle nostre vite un’atmosfera ancora più apocalittica.

Milano – Strade perdute
Milano deve rallentare. La città non riesce a stare dietro ai suoi cittadini che, sempre più numerosi, preferiscono la bicicletta alla macchina. E allora giovedì tanti milanesi che hanno la questione a cuore sono scesi in strada, a bloccare 4 punti nevralgici della città, per far provare agli automobilisti una frazione del disagio che loro provano pedalando per le vie di Milano. Dall’inizio dell’anno nel capoluogo sono morti cinque ciclisti e otto pedoni, l’ultima vittima lunedì mattina. Le richieste? Una città la cui mobilità sia pensata a misura d’uomo prima che di macchina: la proposta dei manifestanti è introdurre il limite di velocità di 30 km/h in tutte le strade del centro e più piste ciclabili, perché adesso “di Milano si muore”.

Personaggi – Vattimo amore
A dare la notizia è stato Simone Caminada, assistente e compagno per 14 anni del filosofo, da Vattimo sempre difeso, anche davanti al Tribunale di Torino, dalle accuse di aver condizionato la sua psiche per accaparrarsi l’eredità. Negli ultimi anni si parlava di lui, malato di Parkinson, soprattutto sulle pagine di cronaca giudiziaria, ma nei suoi 87 anni di vita Gianni Vattimo è stato il più grande analista del pensiero di Martin Heidegger, il massimo esponente del pensiero debole (ovvero dell’abbandono delle pretese di fondazione della metafisica tradizionale e dalla relativizzazione di ogni prospettiva filosofica o politica che intenda presentarsi come definitiva), spiegato nella raccolta di saggi curata con Pier Aldo Rovatti nel 1983, il presentatore del programma di divulgazione filosofica La clessidra su Rai3, un professore universitario, un direttore di riviste, un politico e molto altro.

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