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Britney Spears si è chiesta «da dove ca**o salta fuori» la mela di Pistoletto in Stazione Centrale a Milano L'ha scritto sotto la foto di uno sconosciuto che, senza alcun apparente motivo, Britney ha voluto postare sul suo profilo Instagram.
Era dal 2013 che non si verificava un incidente ferroviario grave come quello in Andalusia Al momento sono 39 le vittime e 150 i feriti accertati nell'incidente, numeri che, purtroppo, quasi sicuramente saliranno.
Si è scoperto che a difendere la Groenlandia in caso di un attacco americano dovrebbe essere un viceammiraglio americano Doug Perry, 58 anni, veterano della navigazione sottomarina, è l'uomo che i Paesi membri della Nato hanno scelto per proteggere l'Artico.
Josh Safdie ha detto che nella prima versione del finale di Marty Supreme Marty diventava un vampiro Persino un produttore dalla mente aperta come A24 ha pensato che fosse un finale troppo strano e l'ha costretto a cambiarlo, ha spiegato il regista.
Il miliardario Larry Ellison, fondatore di Oracle, ha dovuto cambiare nome al suo megayacht dopo essersi accorto che leggendolo al contrario diceva “Im a nazi” Peccato, perché Izanami, divinità madre del pantheon shintoista, era proprio un bel nome. Almeno, lo era se lotto da sinistra a destra.
Dopo la morte del figlio di Chimamanda Ngozi Adichie, in Nigeria è iniziata una protesta contro il disastroso stato della sanità nazionale La scrittrice ha perso un figlio di appena 21 mesi e ha fatto causa all'ospedale in cui era ricoverato, accusando i medici di gravissime negligenze.
15 francesi, 13 tedeschi, 2 finlandesi, 2 norvegesi, un britannico, un olandese, nessun italiano: sembra una barzelletta ma è il contingente militare europeo in Groenlandia Basteranno un centinaio di soldati a fermare le mire espansionistiche degli Stati Uniti d'America? Il rischio di scoprirlo presto, purtroppo, c'è.
Maria Corina Machado ha offerto il suo Premio Nobel a Trump, lui se l’è preso e ha detto che se lo tiene Ma la Fondazione Nobel ha fatto sapere che non vale, non basta avere il Premio Nobel per essere il Premio Nobel.

4 designer da conoscere a Milano

Rivista Studio e ASPESI incontrano 4 designer internazionali che hanno scelto Milano come loro città d'elezione. Dal numero in edicola.

05 Luglio 2022

Per ASPESI, l’impegno per la cultura è una parte essenziale che lega il marchio a chi sceglie i loro capi. La cultura a cui si interessa ASPESI, alla cui direzione creativa c’è il designer americano (ma milanese d’adozione) Lawrence Steele, non è mai intesa come mero accumulo di informazioni, ma come curiosità intellettuale che spinge a scoprire e a visitare stanze sempre nuove, facendosi aprire le porte da artisti e creativi affini ai valori del brand. Questo approccio volto all’incontro – e al confronto – si manifesta in tutte le collaborazioni attivate da ASPESI che, stagione dopo stagione, coniuga l’attenta ricerca stilistica a campagne realizzate con fotografi di fama mondiale, progetti dallo spirito ironico e controcorrente, fino ad arrivare agli incontri con grandi artisti contemporanei. Così nasce questa edizione speciale di Studio Club: per celebrare il ritorno del Salone del Mobile a Milano, che si è tenuto dal 7 al 12 giugno, Rivista Studio e ASPESI hanno scelto di raccontare il lavoro di quattro designer internazionali che hanno scelto Milano come loro città d’elezione. La copia del numero in edicola si acquista anche online, qui.

Anniina Koivu. Foto di Alessandro Furchino

Designer, curatrice, autrice: per @anniina.koivu, finlandese ma milanese d’adozione, il progetto più bello è sempre quello a cui sta lavorando (intervista di Teresa Bellemo).

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Nicolas Bellavance –Lecompte. Foto di Alessandro Furchino

Co-fondatore della Carwan Gallery e di Nomad, la fiera itinerante di arte e design, @nb_lecompte è curatore, gallerista, architetto. Canadese, ha scelto Milano come città-base per i suoi progetti (intervista di Alessia Delisi).

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Joy Herro. Foto di Alessandro Furchino

Libanese di origine ma ormai da tempo a Milano, @joyherro ha fondato @thegreatdesigndisaster insieme a @gregorygatserelia, progetto con cui mettono in collegamento collezionisti e artigiani per creare il mobile perfetto (intervista di Alessia Delisi).

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Philippe Tabet. Foto di Alessandro Furchino

Conversazione con il designer francese @philippe_tabet, di base a Milano, su quante sedie si possono disegnare in una vita e su come far incontrare il passato con l’innovazione (intervista di Teresa Bellemo).

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Le interviste si leggono sul numero 51 di Rivista Studio, acquistabile in edicola e online.

Tutti gli abiti sono ASPESI
Foto di Alessandro Furchino
Assistente fotografo Giacomo Colombo
Digital Operator Paola Ristoldo
Video editing Jacopo Segatto
Moda Francesco Saverio Costanzo
Hair Marco Minunno @blendmanagement using hair by Sam McKnight
Make Up Artist Manuela Balducci using Espressoh

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