Tim Sweeney sta usando il suo patrimonio personale per salvare milioni di chilometri quadrati di foresta, sottraendoli alla speculazione immobiliare.
Sempre più persone vanno dallo psicologo dicendo di essersi ammalati di depressione per colpa della politica
Stress cronico, spaesamento, ansia. La cura più efficace, al momento, sarebbe l'attivismo, quello vero.
Alcuni pazienti arrivano spinti da un’ansia inspiegabile, altri si siedono nello studio del terapista avendo già inquadrato il problema: negli ultimi anni gli studi degli psicologi statunitensi si sono riempiti di persone che manifestano tutti i sintomi di una “depressione politica”. Il termine è stato coniato dalla psicoterapeuta Ann Cvetkovitch nel suo libro Depression: A Public Feeling, pubblicato nel 2012. Se i sintomi della depressione politica sono identici a quelli della depressione non politica, sono le cause a distinguere queste due manifestazioni della malattia, ha osservato Cvetkovitch: i cittadini sono immersi in una realtà sociale da cui negli ultimi anni arrivano continuamenti stimoli violenti, scenari apocalittici e un senso così insormontabile d’ingiustizia da causare una inevitabile ricaduta psicologica. Brett Ford, docente associata di psicologia all’Università di Toronto che studia stress ed emozioni, spiega che la politica è diventata una forma di stress cronico: «Gli stressor cronici agiscono su larga scala, non hanno una fine chiara, danno la sensazione di non essere controllabili in nessuna maniera e generano costantemente emozioni negative».
Il Guardian ha dedicato un lungo approfondimento al fenomeno, tentando di inquadrarne cause ed effetti e intervistando molti esperti del settore. Se da sempre a periodi di grande incertezza economica e politica coincide un aumento di richieste di sostegno psicologico, la situazione negli ultimi anni si è fatta cronica, tanto che la diffusione di questa forma di depressione è rilevata charamente anche dalle istituzioni e piattaforme che si occupano di queste questioni. Una prima ondata di depressione politica si è registrata negli Stati Uniti durante la prima presidenza di Trump, ma il record si è toccato dopo i risultati delle elezioni del 2024. Forbes riporta i dati di servizi di assistenza psicologica online come ZocDoc e Spring Health, inondati di richieste di appuntamenti dopo la rielezione di Trump. Tanto che nel 2024 oltre il 79 per cento degli statunitensi dice di provare forte ansia riguardo alle azioni delle presidenza statunitense e due terzi delle persone in cura da un terapista durante le sedute parlano anche di politica. Non esistono ricerche che approfondiscano il fenomeno alla stessa maniera in Europa e in Italia, ma ci sentiamo abbastanza sicuri di poter affermare che, quando queste ricerche verranno fatte, i risultati non saranno tanto diversi da quelli statunitensi.
Inizialmente gli specialisti consigliavano di affrontare questo tipo di disagio limitando l’esposizione alle notizie o sviluppando strategie per gestire l’ansia causata dall’attualità politica. Con il tempo, però, la strategia per affrontare la depressione politica è cambiata: essere sconnessi dalla realtà non è una soluzione praticabile sul lungo periodo, né davvero efficace. A chi finisce si ammala di questo tipo di depressione viene oggi consigliato di “darsi da fare”, di concentrarsi su attività che contribuiscano al benessere e al miglioramento della propria comunità. Stabilire contatti positivi con altre persone nel tessuto sociale, fare piccoli gesti concreti per aiutare chi è in difficoltà sembra essere la forma più efficace per combattere il senso d’impotenza che vivono tanti cittadini.
Prima della guerra tra Iran e Usa e Israele il costo di un volo privato da Riyad all'Europa oscillava tra 50 e 80 mila dollari, ora è arrivato a 350 mila.