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14:43 venerdì 9 gennaio 2026
Per impedire ai manifestanti di organizzare altre proteste, il regime iraniano ha spento completamente internet in tutto il Paese Tra giovedì 8 e venerdì 9 gennaio, il traffico internet in Iran si è azzerato. Letteralmente. Il regime spera così di rendere più difficile l'organizzazione di nuove proteste.
X è diventato il sito che produce e pubblica più deepfake pornografici di tutta internet Grazie soprattutto all'AI Grok, che ogni ora sforna circa 7 mila immagini porno, usando anche foto di persone vere, senza il loro consenso.
Su Disney+ arriveranno brevi video in formato verticale per gli spettatori che non vogliono vedere film né serie ma solo fare doomscrolling L'obiettivo dichiarato è quello di conquistare il pubblico il cui unico intrattenimento sono i contenuti che trovano a caso sui social.
I fan di Stranger Things si sono convinti che sarebbe uscito un altro episodio della serie e l’hanno cercato su Netflix fino a far crashare la piattaforma Episodio che ovviamente non è mai esistito, nonostante un teoria nata tra Reddit e TikTok abbia convinto migliaia di persone del contrario.
Al funerale di Brigitte Bardot c’era anche Marine Le Pen La leader del Rassemblement National era tra i pochissimi politici invitati alla cerimonia, tenutasi mercoledì 7 gennaio a Saint-Tropez.
Durante un raid a Minneapolis gli agenti dell’Ice hanno ucciso una donna che stava scappando e il sindaco ha detto che è meglio per loro se ora «si tolgono dalle palle» «Sparite. Non vi vogliamo qui», ha detto Jacob Frey dopo l'omicidio della 37enne Renee Nicole Macklin Good.
I manifestanti iraniani hanno inventato un nuovo coro per augurare la morte all’Ayatollah Khamenei Un coro abbastanza esplicito, anche: si parla dell'anno nuovo, di sangue e di cosa si meriterebbe il capo della Repubblica islamica.
La tuta indossata da Maduro mentre veniva sequestrato dagli americani è diventata uno dei capi più desiderati del momento Lo certificano i meme, ma anche Google Trend, che nel weekend ha riscontrato un’impennata di ricerche collegate al completo di Nike Tech.

Anche i pesci soffrono di depressione (e possono aiutarci)

17 Ottobre 2017

I pesci possono soffrire di depressione proprio come gli esseri umani, racconta Heather Murphy sul New York Times. Non solo: possono essere usati dagli scienziati come organismi modello per studiare una delle malattie mentali più diffusa, e sviluppare così antidepressivi sempre più efficaci. «È quasi inquietante notare quanto la loro neurochimica sia simile alla nostra», dice Julian Pittman, professore al Dipartimento di scienze biologiche e ambientali della Troy University in Alabama. Insieme a un team di scienziati, Pittman sta studiando un gruppo di pesciolini: la caratteristica che li rende perfetti per questo tipo di esperimenti è che, quando sono giù di morale, tendono a non nasconderlo affatto, anzi.  Basta fare il “test della nuova vasca”: se i pesci sono depressi scendono lentamente e rimangono fermi vicino al fondale. Non si muovono, non mangiano, non nuotano. Se sono sani, salgono verso l’altro e esplorano il nuovo ambiente.

La severità del disturbo depressivo è calcolabile misurando la quantità che il pesce passa sopra o sotto la metà della vasca. Questo atteggiamento aiuta soprattutto a testare gli antidepressivi e a capire se funzionano. Viene da chiedersi: si tratta davvero di depressione? Come capire se un pesce “sta male”? E poi, può un pesce “sentirsi” in un modo piuttosto che in un altro? «Certo, non possiamo chiedere agli animali come stanno», ha ammesso il Dr. Diego A. Pizzagalli, direttore del Centro per la ricerca sulla depressione, l’ansia e lo stress della Harvard Medical School. Ma i ricercatori possono analizzare i parallelismi nelle fluttuazioni della serotonina e della dopamina.

«Una cosa che abbiamo notato è che i pesci sono naturalmente curiosi e sempre in cerca di cose nuove», dice un altro studioso. «Quando un pesce si comporta da depresso, spesso è soltanto annoiato. Per aiutarlo potrebbe bastare introdurre nuovi oggetti nella sua vasca o trovare il modo per cambiare il suo ambiente. Il problema per esempio, potrebbe essere una boccia troppo piccola, la bassa qualità dell’acqua e la mancanza di ossigeno. È provato che se un pesce viene improvvisamente immerso in un ambiente molto più ricco e complesso, il suo stress diminuisce e il suo cervello cresce.

Foto Getty
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