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00:56 giovedì 5 febbraio 2026
Darren Aronofsky si è guadagnato l’appellativo di “traditore del cinema” perché ha fatto una serie usando solo l’AI Sia i critici che i colleghi stanno commentando molto negativamente (per usare un eufemismo) sia la scelta di Aronosfsky che il pessimo risultato ottenuto.
Un grave scandalo sessuale avvenuto sul set di Good Time potrebbe costare l’Oscar a Josh Safdie e a Marty Supreme E sarebbe anche la ragione, questo scandalo, della brusca separazione di Josh dal fratello Benny.
In Giappone ha aperto un bar solo per persone che vogliono licenziarsi Secondo la regola d'oro del locale, la persona che entra annunciando di aver finalmente deciso di licenziarsi beve gratis.
La figlia di David Lynch ha annunciato che l’ultima e inedita sceneggiatura scritta dal padre diventerà un libro Unrecorded Night è la serie tv che Lynch non è mai riuscito a farsi produrre. Dovremo accontentarci di leggerla.
Mamdani ha messo un ex detenuto e attivista per i diritti dei carcerati a capo del sistema penitenziario di New York Stanley Richards è chiamato a gestire il Department of Correction in un momento di grande difficoltà, dovuto soprattutto all'aumento delle morti in carcere.
L’affresco dell’angelo con il volto di Giorgia Meloni è già diventato un’attrazione turistica Dopo il restauro, ci sono sempre più turisti che accorrono alla Basilica di San Lorenzo per valutare di persona la somiglianza tra l'angelo e Meloni.
Mehdi Mahmoudian, lo sceneggiatore candidato all’Oscar per Un semplice incidente, è stato arrestato in Iran per aver firmato una lettera contro l’Ayatollah Assieme a lui sono stati arrestati altri due firmatari: al momento non si hanno notizie di nessuno dei tre.
È uscita la prima campagna di Dario Vitale per Versace, che è anche l’ultima A firmare le immagini sono Steven Meisel, la fotografa messicana Tania Franco Klein e l'artista Frank Lebon. L'ispirazione, abbastanza evidente, è Richard Avedon.

Il Nonno e Putin

In pochi giorni, un po' di omicidi sospetti nella capitale russa. E una foto dal passato che imbarazza il premier.

21 Gennaio 2013

Forse a Mosca sono stanchi di leggere quel che scrivono i tabloid ogni volta che un russo perde la vita in Gran Bretagna (è accaduto spesso negli ultimi anni e non s’è trattato sempre di disgrazie), così hanno deciso di regolare qualche conto a casa. La settimana scorsa un giovane manager di nome Artyom Suslov è stato aggredito da tre uomini nel centro di San Pietroburgo: Suslov lavora in teatro e organizza da qualche mese uno spettacolo ispirato a Lolita che ha ricevuto critiche abbastanza pesanti da gruppi conservatori. A quanto pare i tre lo hanno anche costretto a confessare di essere un pedofilo di fronte a una telecamera.

Passa qualche giorno e il direttore del Bolshoi di Mosca, Sergei Filin, affronta un uomo in strada che lo ferisce con l’acido. Ora si trova in ospedale e rischia di perdere la vista. Non è finita. Venerdì un cecchino ha uscito il boss dei boss della mafia russa, Aslan Usoyan, conosciuto con il nome di Ded Khasan (ded significa “nonno”), mentre usciva dal suo ristorante preferito con una bella donna bionda e una decina fra gorilla e colleghi. La storia di Ded Hasan è servita a tirare fuori questa fotografia, che ha almeno una ventina d’anni e ritrae il giovane il Putin con alcuni amici. Putin è il primo sulla sinistra, porta la giacca rossa e il magione a collo alto. Per alcuni giornalisti russi, però, il personaggio più interessante è quello al centro, quello con la felpa bianca: si dice che sia proprio il boss Usoyan, e se fosse vero la fotografia proverebbe i rapporti fra Putin e la mafia russa.

La cosa si è fatta talmente seria che è intervenuto persino il portavoce del Cremlino: non so chi sia quell’uomo, ha detto Dmitri Peskov al canale Dozhd Tv, ma è chiaro che non si tratta di Usoyan. E nessuno s’è sognato di mettersi a contare quante bottiglie di birra ci siano sul tavolo (sembrano nove) e quante fiasche di vodka (a prima vista almeno tre, ma poi ci sono anche quelle di whiskey sul fondo), e qui si gioca una buona parte della differenza fra la stampa russa e quella inglese.

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