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08:28 mercoledì 27 maggio 2026
La governatrice di Tokyo vuole che i lavoratori vadano in ufficio in pantaloncini e scarpe da tennis perché fa troppo caldo E anche per risparmiare sulla bolletta, visto che il costo dell'energia è aumentato moltissimo a causa della crisi nello Stretto di Hormuz.
Su YouTube stanno riscuotendo grandissimo successo gli audiolibri brutti, piratati e fatti con l’AI Un sondaggio del 2025 ha rilevato che il 35 per cento dei fruitori di audiolibri ha ascoltato almeno un titolo piratato su YouTube, e la maggioranza lo ha fatto perché era gratis.
Bezos ha detto che Mamdani dovrebbe smetterla di prendersela con i miliardari e il giorno dopo Mamdani ha intimato ad Amazon di pagare 9 milioni di dollari di multe stradali arretrate Multe comminate perché i fattorini lasciano i furgoni Amazon in mezzo alla strada, con il motore acceso, a inquinare.
La Cina ha lanciato degli embrioni nello spazio per scoprire se è possibile avere bambini spaziali Un esperimento necessario per capire se i sogni di colonizzazione galattica dell'umanità sono davvero realizzabili o no.
Il Comune di Detroit, città natale della techno, ha istituito la Settimana della Techno La sindaca Mary Sheffield ha proclamato la settimana dal 18 al 25 maggio Detroit Techno Week, in coincidenza con il festival Movement all’Hart Plaza.
I tech bros hanno fatto di tutto per convincere il Papa che l’AI è cosa buona e giusta, ma i loro sforzi non sono serviti a granché A giudicare dai contenuti della prima enciclica di Leone XIV, dedicata all'AI, i tentativi diplomatici di Big Tech, che ha inviato i suoi emissari in Vaticano nelle scorse settimane, l'hanno lasciato abbastanza indifferente.
Una risoluzione dell’ONU ha stabilito che i governi sono obbligati a fare tutto il possibile per combattere la crisi climatica Risoluzione approvata con solo 8 voti contrari. Per la sorpresa di nessuno, tra chi si è opposto ci sono Stati Uniti, Russia, Arabia Saudita, Iran, Israele, Bielorussia, Liberia e Yemen.
La giuria di un prestigioso premio letterario ha premiato un racconto generato con l’AI senza accorgersi che era chiaramente generato con l’AI The Serpent in the Grove di Jamir Nazir sarebbe tutta farina del sacco di una AI. E, forse, Jamir Nazir nemmeno esiste davvero.

Il periodo di iper-produzione delle serie tv è ufficialmente superato: oggi se ne producono sempre meno

22 Gennaio 2024

Da quando nel 2015 ha coniato l’espressione “Peak TV” per descrivere l’iper-produzione di serie tv che finiscono per saturare i canali della tv tradizionale e i cataloghi delle piattaforme streaming, John Landgraf, presidente di FX Networks, ha continuato annualmente a offrire pronostici sullo stato della televisione. Sembra ora arrivato, con qualche anno di ritardo rispetto a quanto inizialmente previsto da Landgraf, un momento di decelerazione nella produzione delle serie tv.

Come riportato da IndieWire, nel 2023 il numero di serie tv prodotte è infatti diminuito per la prima volta dopo anni di crescita. A dimostrarlo, i risultati di una ricerca portata avanti dall’azienda londinese Ampere Analysis che, riferendosi esclusivamente alle serie televisive “made in USA”, ha calcolato un declino del 24 percento nel numero di serie prodotte nel 2023: solo 481 rispetto all 633 del 2022. Nemmeno nel 2020, con i rallentamenti derivanti dalle restrizioni legate alla pandemia, erano state registrate cifre così basse. Una decrescita ancora maggiore è stata osservata rispetto alla commissione di nuovi prodotti (37 percento in meno nel 2023 rispetto al biennio precedente). Quest’ultimo dato rende chiaro che, almeno nel breve periodo, non torneremo a poter scegliere tra più 500 nuove serie ogni anno come ci eravamo abituati a fare. 

Il doppio sciopero che ha fermato Hollywood lo scorso anno e la recessione economica sembrano essere solo parte del problema (posto che si voglia considerare un cambio di rotta un problema). Come spiega Landgraf, la Peak Tv «ha reso una grande sfida trovare storie originali e coinvolgenti e il livello di talento necessario per sostenere quelle storie» portando a uno scenario in cui, oltre a pochi prodotti di qualità che riescono ad affermarsi e a riscuotere successo di pubblico e critica, l’eccesso di proposte ha avuto «un enorme impatto sull’abilità di ciascuno di destreggiarsi in questo caos e suscitare un effettivo entusiasmo».

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