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13:44 lunedì 14 settembre 2026
Il governo israeliano vuole revocare la cittadinanza ai registi di NAZA, Yuval Abraham e Rachel Szor, per alto tradimento Vincitori del Premio speciale della giuria a Venezia, i due si sono ritrovati accusati dal Ministro della Cultura Miki Zohar.
Da gennaio la Svezia dà un “sussidio di rimpatrio” alle persone immigrate per andarsene via dal Paese, ma finora non lo ha richiesto praticamente nessuno Il programma è partito a inizio 2026. Finora ci hanno aderito soltanto 171 persone in tutta la Svezia. I cittadini stranieri sono più di due milioni, un quinto della popolazione totale.
C’è un videogioco in cui vivi le poche gioie e i tanti dolori di un dipendente di una piccola casa editrice indipendente Si chiama Small Press Tycoon, tutte le cose che si dicono e si vedono nel gioco fanno molto ridere perché, chi lavora nell'editoria indipendente può confermare, sono molto vere.
Secondo uno dei capi della sicurezza di Anthropic, «c’è il 10 per centro di probabilità che l’AI ci uccida tutti entro questo decennio» L'ennesimo dirigente di un'azienda AI che dice che le aziende AI stanno per far succedere qualcosa di grave. Senza che nessuno intervenga per fermarle.
Da oggi è disponibile in streaming La Superviviente, un incredibile documentario sulla donna che si inventò di essere una sopravvissuta all’11 settembre Diretto da Kike Maíllo, racconta la storia Alicia Esteve, che per sei anni finse di essere la sopravvissuta Tania Head. Finse tanto bene da diventare la presidente dell'Associazione dei sopravvissuti del World Trade Center.
Queste parole pronunciate nel 1979 da Emma Bonino sull’ipocrisia degli antiabortisti non sono mai state così attuali e così vere «Sono contro l'aborto, dicono. Però contro l'aborto clandestino nessuno faceva assolutamente niente», disse, in una storica puntata di Acquario di Maurizio Costanzo, andata in onda nel 1979 e disponibile su RaiPlay.
Che siano un record o meno poco importa, i 25 minuti di applausi per NAZA sono il momento più importante di questa Mostra del Cinema È l'unico documentario in concorso, il titolo è un acronimo militare israeliano che indica i civili che si prevede moriranno in un attacco e lo hanno realizzato due dei registi di No Other Land.
I Muse hanno dovuto cambiare nome utente su Instagram perché Muse ora è il nome del nuovo assistente AI di Meta La band è stata costretta ad abbandonare @Muse e accontentarsi di @Musetheband, perché l'AI, evidentemente, conta più della band.

David Lynch ha detto di non poter più uscire di casa a causa di un enfisema polmonare

06 Agosto 2024

In un’intervista concessa a Sight and Sound per il numero in uscita a settembre, David Lynch ha raccontato di avere un enfisema polmonare e di non potere più uscire di casa: «Sono bloccato, che mi piaccia o no. E poi c’è il Covid, per me sarebbe un guaio vero se mi dovessi ammalare, anche se dovesse essere solo un raffreddore». Il regista ha spiegato che la malattia gli permette di camminare solo per pochissimo tempo prima di ritrovarsi senza fiato. La causa dell’enfisema è il tabagismo, il vizio del fumo che Lynch ha avuto per tutta la vita: ha smesso di fumare soltanto due anni fa, quando era chiaro che le sigarette gli avevano ormai rovinato la salute.

Ovviamente, Sam Wigley, il giornalista di Sight and Sound che ha realizzato l’intervista, ha chiesto a Lynch se questo significa che la sua carriera di regista è finita: Lynch ha spiegato che di sicuro non potrà più tornare sul set e che quindi gli viene molto difficile, in questo momento, immaginare di girare un altro film. Ma ha anche detto di essere disposto a tutto pur di riuscirci e che non avrebbe problemi a dirigere “da remoto”, standosene a casa, al sicuro. In un post su X pubblicato dopo la diffusione della notizia, Lynch ha ribadito di essere «in splendida forma, a parte l’enfisema». Soprattutto, il regista ha fatto una precisazione: «Sono felicissimo e non smetterò mai di dirigere». Quindi, le notizie sulla fine della sua carriera che da ieri si leggono sui social sono grandemente esagerate.

Proprio come ci si aspetta da lui, nello stesso post Lynch ha anche ribadito il suo amore per le sigarette: «Fumare mi è sempre piaciuto moltissimo, mi piace il tabacco – il profumo, il gesto di accendere la sigaretta, e poi fumarle». Anche se, come per tutti i piaceri, il regista ammette che vengono concessi solo in cambio di un prezzo: «Per me è stato l’enfisema». Noi, dal canto nostro, speriamo che il vero prezzo da pagare non sia il prossimo film di David Lynch.

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