Una è un dipinto intitolato "Pietà Spirituali", l'altra un busto marmoreo del Cristo Salvatore. La storia della loro attribuzione al Buonarroti è piuttosto avventurosa.
In Artificial, il prossimo film di Luca Guadagnino, ci sarà la prima colonna sonora composta da Damon Albarn
E ha spiegato che lavorare a questo film gli ha fatto capire che le intelligenze artificiali non saranno mai capaci di fare musica vera.
Dopo aver collaborato con il duo Trent Reznor e Atticus Ross per le colonne sonore di Bones and All, Challengers e Queer, Luca Guadagnino si è rivolto a un’altra leggenda degli anni ’90 per la colonna sonora del suo prossimo lungometraggio. Come già anticipato nelle scorse settimane, Damon Albarn sta componendo la colonna sonora del suo nuovo film, dedicato alla nascita di ChatGPT. In queste ore Albarn ha raccontato a varie testate l’ambizioso progetto, che lo ha portato a riflettere sull’impiego dell’intelligenza artificiale nella musica. Artificial infatti, girato in Piemonte negli scorsi mesi e al momento in post-produzione, racconterà l’ascesa di OpenAI e la nascita dei Large Language Model, focalizzandosi sulla rivalità tra l’attuale Ceo Sam Altman ed Elon Musk. Nel 2015 furono proprio loro a fondare assieme la società che ha inventato ChatGPT.
Il cantante, fondatore dei Blur e leader dei Gorillaz, ha raccontato a NME di star lavorando alla colonna sonora, spiegando che includerà sia pezzi che canterà personalmente sia tracce strumentali, elettroniche e orchestrali. Un’esperienza che lo ha portato a riflettere a fondo sull’intelligenza artificiale e sul ruolo sempre maggiore che ricopre nella produzione musicale. Secondo Albarn la musica prodotta dall’AI somiglia a quella fatta dagli umani solo e soltanto a livello superficiale: «Questo lavoro mi ha confermato che l’intelligenza artificiale non potrà mai fare musica con un’anima», ha infatti dichiarato il musicista, sottolineando come a suo parere la dimensione emotiva e personale della composizione resti indissolubilmente legata all’esperienza umana. A fare la differenza a favore delle macchine sarebbe soltanto la facilità con cui si può “fare” musica grazie a loro: «Quando (fare musica, ndr) diventa facile, perde significato» ha aggiunto però Albarn. «È una sorta di strana intuizione che l’ascoltatore percepisce: coglie il percorso che l’artista ha fatto per creare quello che sta ascoltando, lo avverte nel tono della voce e in tutto il resto. È una cosa che non si può rimpiazzare».
Non è la prima volta che Albarn si avvicina al mondo dell’intrattenimento nelle vesti di compositore: nel 2016 ha infatti scritto le canzoni di wonder.land, un musical teatrale tratto da Alice nel paese delle meraviglie di Lewis Carroll, e ha scritto alcune tracce anche per il film Pride di Matther Warcus. Quella commissionata da Guadagnino sarà però la prima colonna sonora cinematografica interamente curata e composta dal leader dei Gorillaz. Il coinvolgimento di Albarn aggiunge un nome di primo piano al progetto cinematografico di Guadagnino, che in Artificial ha voluto di nuovo al suo fianco anche un’icona della moda: l’amico designer Jonathan Anderson, che si è occupato dei costumi del film.
Questo non è soltanto un film sulla realizzazione di un film (leggendario) o sulla storia di un movimento artistico (rivoluzionario). È soprattutto un invito a fermarsi e chiedersi: cos'è che vogliamo dal cinema di oggi e di domani?
Sarà ambientato 300 anni prima dell'inizio del primo episodio della serie originale. C'è però un problema: Hbo sta girando un'altra serie spin-off di Game of Thrones ambientata nello stesso periodo.
Nel film di Nicolangelo Gelormini, ispirato a uno dei più sconvolgenti casi di cronaca nera italiana, c'è una riflessione di cui non si è parlato abbastanza: quella secondo la quale la letteratura, oggi, in questo mondo, rende deboli.