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Le azioni di Warner Bros. sono salite del 170 per cento da quando è iniziato il triangolo con Netflix e Paramount L'offerta d'acquisizione di Netflix e la battaglia con Paramount hanno trasformato Warner nel titolo più desiderato del 2025.
Xavier Dolan ha confermato che non è più in pensione e che quest’anno girerà un nuovo film Dopo aver annunciato l’addio al cinema nel 2023, il regista ha deciso di tornare a lavoro e ha mostrato una nuova sceneggiatura su Instagram.
Anche quest’anno lo Studio Ghibli ha festeggiato il Capodanno pubblicando un nuovo disegno di Hayao Miyazaki Sui social dello studio è apparso il disegno di Miyazaki che celebra nel 2026 l'anno del cavallo, secondo lo zodiaco cinese.
Secondo le prime ricostruzioni, il rogo di Crans-Montana sarebbe stato causato dalle stelle filanti infilate nelle bottiglie di champagne Una foto mostrerebbe il momento dell’innesco del rogo durante i festeggiamenti di Capodanno, costato la vita a quarantasette persone.
Martin Scorsese ha scritto un editoriale sul New York Times in cui spiega perché Misery è il miglior film di Rob Reiner In un commosso editoriale, Scorsese ha individuato nel thriller del 1990 l’apice della filmografia del collega, ricordando la loro amicizia.
Dopo il documentario su Diddy arriverà un documentario sui figli di Diddy che parlando di Diddy Justin e Christian Combs racconteranno il rapporto col padre in una docuserie che uscirà nel 2026 e di cui è già disponibile il trailer.
La crisi climatica sta portando alla velocissima formazione del primo deserto del Brasile La regione del Sertão sta passando da arida a desertica nell'arco di una generazione: un cambiamento potenzialmente irreversibile.
L’episodio di Stranger Things in cui Will fa coming out è diventato quello peggio recensito di tutta la serie E da solo ha abbassato la valutazione di tutta la quinta stagione, nettamente la meno apprezzata dal pubblico, almeno fino a questo punto.

Dopo la Crimea? Mappa delle regioni russofone “a rischio secessione”

19 Marzo 2014

Dopo la Crimea, Putin vorrebbe annettere altre regioni dell’Europa orientale dove la maggioranza della popolazione è russofona? Alcuni politici e osservatori critici del Cremlino sostengono che la recente secessione e annessione della Crimea, ex provincia ucraina a maggioranza russofona che ora è diventata parte della Federazione russa, potrebbe aprire un vaso di Pandora.

«Temiamo un effetto contagio», ha dichiarato in una recente intervista con l’Associated Press il ministro degli Esteri rumeno Titus Corlatean. Il diplomatico, in particolare, teme che la Transnistria voglia seguire l’esempio della Crimea: si tratta di una regione della Moldavia (paese i cui legami con la Romania sono molto forti, e dove il rumeno è una delle lingue dominanti), dove la popolazione è russofona.

Intanto l’Ukraine Crisis media center ha diffuso questa infografica, sulla presenza di forti minoranze russofone nei paesi dell’ex Unione sovietica: in alcune regioni specifiche, queste minoranze in realtà sono una maggioranza.

Il messaggio è: se dovesse passare il principio che dove c’è una forte presenza di etnia russa ci sono gli estremi per una secessione, allora la regione può esplodere.

Ora, bisogna tenere conto del fatto che si tratta di una informazione di parte (l’Ukraine Crisis media center è vicino all’attuale governo ucraino, e dunque avversario di Putin), e che ogni situazione è diversa (del rischio di secessione della Transnistria si parla da anni, non tutte le regioni descritte hanno una situazione altrettanto critica). In ogni caso il fatto che esistono fortissime minoranze russe in molti paesi dell’ex blocco sovietico è vero e che in molti casi questo ha un peso coi rapporti col Cremlino.

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