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07:09 venerdì 10 aprile 2026
Per la prima volta in dieci anni non c’è neanche un film italiano in corsa per la Palma d’oro al Festival di Cannes Le ultime speranze riguardavano il nuovo film di Nanni Moretti, Succederà questa notte. Che però, a quanto pare, non è ancora finito.
La tregua tra Usa e Iran prevederebbe un pedaggio di 2 milioni di dollari per ogni nave che passa per lo Stretto di Hormuz. Prima della guerra non c’era nessun pedaggio Il problema è che, secondo l diritto internazionale, non si può imporre un pedaggio in acque internazionali. Ma sia Iran che Usa hanno promesso di farlo.
L’autrice del best seller The Housemaid ha rivelato la sua vera identità perché era stanca di chi sosteneva che fosse un maschio Ha venduto milioni di copie in tutto il mondo con lo pseudonimo Freida McFadden, ma alla fine è deciso di rivelare il suo vero nome, Sara Cohen.
Un’importante associazione americana ha chiesto la rimozione di Trump in base al 25esimo Emendamento, quello che permette di destituire un Presidente perché mentalmente instabile La National Association for the Advancement of Colored People ricorrerà a questa misura estrema, usata, e solo in parte, in altri tre casi nella storia.
Dopo le polemiche sul mancato finanziamento da parte del Ministero della Cultura, decine di cinema in tutta Italia stanno riportando in sala il film su Giulio Regeni Oltre 60 cinema tra Roma, Milano, Torino, Bologna e Firenze hanno deciso di ricominciare a proiettare il film. E altri se ne stanno aggiungendo ora dopo ora.
Una biblioteca di Chicago cerca persone che sappiano leggere il corsivo per trascrivere dei testi antichi ma fatica a trovarle perché sempre meno persone sanno leggere il corsivo La Newberry Library sta trascrivendo tutti i documenti in corsivo conservati nel suo archivio, ma il progetto prosegue a rilento perché la lettura del corsivo è una competenza rara, ormai.
L’ultimo trend nel turismo è l’extreme daytrip, cioè viaggi all’estero, con voli low cost, che durano un giorno solo e in cui si visita tutto il visitabile in 24 ore senza fermarsi mai È la gitarella in giornata portata alle estreme conseguenze. Di stress, di turistificazione e di impatto ambientale, soprattutto.
Asghar Farhadi ha scritto una lettera in cui chiede a tutto il mondo del cinema di protestare contro Stati Uniti e Israele per quello che stanno facendo in Iran «Al di là di qualsiasi convinzione o posizione, uniamoci per fermare queste azioni disumane, illegali e distruttive», ha scritto il regista.

Perché il Coronavirus devasta alcuni luoghi e ne ignora altri?

04 Maggio 2020

È una delle domande che ci facciamo dall’inizio dell’emergenza sanitaria provocata dal Coronavirus: perché colpisce in maniera drammatica alcune zone e ne ignora del tutto altre? La risposta più veritiera è probabilmente che ne sappiamo ancora troppo poco perché, come spiegano gli esperti al New York Times, non disponiamo ancora di dati sufficienti per avere un quadro epidemiologico completo e che le lacune nella conta dei morti e dei contagiati nei Paesi che stanno combattendo il virus rendono molto pericoloso trarre delle conclusioni: la distribuzione dei test è ancora troppo irregolare, per cui è lecito supporre che la diffusione del virus sia ampiamente sottostimata, così come i decessi.

In questa situazione di incertezza che accompagna la fase 2, tuttavia, un quadro generale inizia a delinearsi. Dopo aver intervistato più di 20 esperti in malattie infettive, funzionari sanitari, epidemiologi e accademici di tutto il mondo, il New York Times ha individuato quattro fattori principali che potrebbero aiutare a spiegare dove prospera il virus e dove non invece non lo fa: età media della popolazione, abitudini culturali, condizioni ambientali e velocità delle risposte del governo. È importante sottolineare, però, che ognuna di questi “spiegazioni” è accompagnata da numerose controindicazioni, come ad esempio quella della popolazione anziana: spiegherebbe in parte il caso dell’Italia, ad esempio, ma non quello del Giappone (che ha la popolazione più anziana al mondo) dove il numero di decessi si è mantenuto relativamente basso ma che nelle ultime settimane ha visto un aggravarsi della situazione. È plausibile che una popolazione giovane contragga sintomi più lievi o sia asintomatica, riducendo così il rischio di infezione, come sembra suggerire il caso dell’Africa che è il continente più giovane al mondo e dove i decessi per ora sono stati all’incirca 45.000 a fronte di una popolazione di più di un miliardo di persone. Eppure succede anche che nella regione del Guayas, in Ecuador, il virus abbia reclamato la vita di più di 7000 persone, di cui solo l’11% aveva più di 60 anni. 

Per quanto riguarda l’abitudine al distanziamento sociale, certamente ha aiutato quei Paesi dove il saluto senza abbracci, baci o strette di mano non è diffuso, dall’India a Taiwan, dalla Corea del Sud al Giappone. Allo stesso tempo, però, in molte parti del Medio Oriente, come in Iraq o nei Paesi del Golfo Persico, la maggior parte delle persone si abbracciano o si stringono la mano per salutarsi eppure non si sono ammalati in maniera massiccia. Parallelamente, i Paesi che non registrano abitualmente importanti flussi turistici sono rimasti per ora abbastanza protetti dal virus, ma il dubbio che sia solo una questione di tempo è anche qui legittimo. Anche sul fattore clima bisogna essere prudenti: se il nuovo Coronavirus si comporterà come gli altri virus influenzali, di cui pure fa parte, è plausibile che il caldo e l’umido della stagione estiva ne diminuiranno di molto la potenza, ma non dobbiamo dimenticare che ci sono stati focolai importanti anche in Brasile e in Amazzonia. «La migliore delle ipotesi è che le condizioni estive aiuteranno [a combattere il virus, ndr], ma è improbabile che determineranno, da sole, un significativo rallentamento della crescita o un calo dei casi», ha affermato Marc Lipsitch, direttore del Center for Communicable Disease Dynamics presso l’Università di Harvard. Il quarto fattore, infine, è l’azione dei governi, dal tracciamento dei contagi alle misure di isolamento dei positivi in strutture apposite fino alla capillarità dei test, tutte misure che sono determinanti nell’abbassare la curva solo se prese con tempestività. E che saranno fondamentali per affrontare la seconda ondata, con la consapevolezza che siamo solo all’inizio di una lunga battaglia.

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