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15:29 venerdì 23 gennaio 2026
Arctic Monkeys, Pulp, Blur, Fontaines D.C., Depeche Mode, Cameron Winter, King Krule, Wet Leg, Anna Calvi: l’album Help 2 è il sogno realizzato degli amanti dell’indie E questi sono solo alcuni degli artisti e delle band riuniti dalla War Child Records per questo album di beneficenza che uscirà il 6 marzo.
Jeremy Strong è talmente fan di Karl Ove Knausgård che lo ha anche intervistato per Interview I due hanno parlato del nuovo romanzo di Knausgård ma soprattutto di quanto entrambi odino essere famosi.
A Davos gli Stati Uniti hanno presentato il piano per la costruzione di “New Gaza” ed è peggio delle peggiori aspettative Si è parlato molto di grattacieli e appartamenti di lusso affacciati sulla costa, molto poco, quasi per niente del futuro di istituzioni e popolo palestinese.
Cameron Winter dei Geese ha tenuto un concerto a sorpresa a un minuscolo evento di beneficenza per Gaza Si è esibito per 250 fortunati e ignari spettatori al Tv Eye di New York, presentandosi pure con un nome falso, Chet Chomsky.
La comunità scientifica è strabiliata da una mucca che ha imparato a usare una scopa per grattarsi La mucca si chiama Veronika, ha 13 anni, vive in Austria ed è il primo esemplare di bovino a dimostrare questa capacità con scientifica certezza.
Dopo quattro anni di silenzio, finalmente è uscita una nuova canzone degli Arctic Monkeys Fa parte dell'album benefico di War Child Records che uscirà a marzo e che, oltre a riunire band e artisti strepitosi, vanta la collaborazione di Jonathan Glazer.
Metà delle città più popolose del mondo sono a rischio siccità perché consumano più acqua di quanta ne abbiano L’analisi mostra livelli critici di stress idrico in molte metropoli. In Italia Roma, Napoli e l'intera Sicilia sono già in fascia rossa.
Sinners è diventato il film con più candidature agli Oscar di tutti i tempi Sono 16 le nomination per i vampiri di Ryan Coogler: mai così tante per un film nella quasi centenaria storia degli Academy Awards.

La breve guida del New York Times per mangiare da soli

08 Novembre 2019

Quando Sarah Jessica Parker interpretava Carrie Bradshaw, gli iPhone non erano ancora stati inventati. Per questo all’inizio di una puntata di Sex and the city consigliava alle donne e agli uomini single di portare con sé un libro qualora avessero deciso di andare al ristorante da soli. Come una sorta di scusa che li avrebbe tolti dall’imbarazzo di stare seduti a guardare gli altri, e a essere guardati. Il New York Times ha fatto più o meno la stessa cosa, interpellando alcuni esperti così da fornire ai lettori un breviario su come mangiare da soli.

A dare il primo consiglio è Amanda Cohen, chef di New York City, che per San Valentino ha creato un menù degustazione per solitari: «Le persone che si recano al ristorante senza nessuno che le accompagni, non dovrebbero rimanere in silenzio, ma anzi interagire con il personale». Sarebbe bene poi secondo Jess McHugh, autrice dell’articolo, entrare nel locale con una precisa strategia. Per alcuni potrebbe essere guardare il telefono, per i solitari che mangiano a casa e non vanno al ristorante invece guardare la televisione. L’importante, secondo la terapeuta Megan Bruneau, è «conoscere le proprie esigenze, per non ritrovarsi a disagio». Quando si cena o pranza da soli a casa, bisognerebbe inoltre abbracciare il proprio guilty pleasure, che si traduce con “non avere paura di mangiare ciò che vuoi e come vuoi”. Come emerso da una ricerca di Samantha Widder, consulente per il programma di studi alimentari alla New York University, «molte persone si limitano quando sono da sole. Alcuni mi dissero di pranzare e cenare solo con cibi morbidi per il terrore di soffocare e di non avere nessuno che potesse salvarli. La cosa migliore invece sarebbe proprio il contrario: sfogarsi».

Ciò che può migliorare l’esperienza è inoltre «bere un buon calice di vino e brindare a noi stessi, sia a casa che al ristorante», spiega Victoria James, sommelier di New York. Infine, scrive McHugh, dovremmo concentrarci sul cibo: i suoi colori, il gusto, il profumo. È a questo proposito che l’autore riporta le parole di Lynn Rossy, alla direzione del Centro di Mindful Eating, dedicato al mangiare consapevolmente. «Questa cosa, il fatto di concentrarsi su ciò che stiamo mangiando, non dovrebbero farla solo le persone sole. Poiché consente a tutti di vivere il momento, dimenticandosi del resto».

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