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07:51 mercoledì 8 aprile 2026
L’anteprima mondiale della nuova stagione di Euphoria sarà al Coachella È la prima volta che al Coachella si tiene una prima di film o di una serie tv. L'appuntamento è per l'ultima notte del festival, per una proiezione sotto le stelle.
Grazie al Diavolo veste Prada 2, Anna Wintour è finita per la prima volta sulla copertina di Vogue assieme alla sua alter ego Miranda Priestly, cioè Meryl Streep Per l'occasione si è fatta intervistare da Greta Gerwig, mentre l'attuale direttrice di Vogue faceva da stenografa.
Dua Lipa sarà la curatrice di uno dei più importanti festival letterari d’Inghilterra, il London Literature Festival Dopo il successo del suo book club, la popstar sarà la guest curator della più longeva fiera del libro di Londra.
La Sydney Opera House ha pubblicato sul suo canale YouTube, integralmente e gratuitamente, il film-concerto di Thom Yorke È un concerto del novembre 2024 che finora si era potuto vedere solo live oppure per tre giorni al cinema nello scorso marzo. Adesso è disponibile per tutti.
L’ultimo post di Trump sulla crisi nello Stretto di Hormuz è così delirante che in molti iniziano a dirsi seriamente preoccupati della sua salute mentale Il Presidente si rivolge ai «crazy bastards» iraniani, minacciandoli di scatenare un «living in Hell» se non «open the fuckin’ Strait»: persino tra i Repubblicani inizia a esserci una certa inquietudine.
Le prevendite per Dune 3 sono andate sold out in poche ore nonostante manchino otto mesi all’uscita del film In una sala IMAX di Londra, dove il biglietto costa quasi 30 euro, tutti i 498 posti sono stati prenotati in appena due minuti.
L’Unicef ha pubblicato una guida per aiutare i genitori a spiegare la guerra ai bambini La guida spiega come parlarne ai più piccoli non "isolandoli" dalle notizie, ma aiutandoli a capire la situazione, in base alla loro età.
Il primo problema che gli astronauti della missione Artemis II hanno dovuto risolvete è stato il bagno rotto Lo Universal Waste Management System della navicella Orion ha avuto un problema poco dopo aver raggiunto l'orbita terrestre. Per fortuna, l'astronauta Cristina Koch è riuscita a ripararlo, autonominandosi «idraulica dello spazio».

Perché si riparla di una lite tra Richard Ford e Colson Whitehead del 2001

15 Giugno 2017

Nel 2001 Colson Whitehead, l’autore afroamericano che lo scorso aprile ha vinto il premio Pulitzer per il suo romanzo The Underground Railroad, ha recensito una raccolta di short story di Richard Ford, A Multitude of Sins. La recensione di Whitehead, decisamente virata sulla stroncatura, diceva: «Quasi ogni storia tratta di tradimento, regolarmente in una di due fasi: nella fine dei giorni più caldi di una relazione clandestina, o nel periodo successivo a una scappatella. I personaggi sono quasi indistinguibili. Se fossi un epidemiologo, direi che una sorta di epidemia spirituale ha iniziato a contagiare i professionisti della upper-middle-class bianca». All’inizio Ford non ha risposto, ma due anni dopo, quando i due scrittori si sono incontrati a una festa, l’autore di Sportswriter ha detto al collega «sei un bambino, dovresti crescere», prima di sputargli in pieno volto.

513xB+00JBL._SY344_BO1,204,203,200_L’accaduto è tornato d’attualità per un pezzo che Ford – appena tornato in libreria con Between Them (in Italia, Tra di loro, edito da Feltrinelli) – ha pubblicato su Esquire, “A Novelist Takes on His Critics”. Nel suo intervento, il settantatreenne dice: «Mi rendo conto che le mie sensazioni riguardanti quel mio brutto comportamento sono solo un punto di questioni legittime. Ma posso dirvi che, a oggi, non ho cambiato idea sul signor Whitehead, o la sua recensione, o la mia replica». A quasi quindici anni di distanza, insomma, Ford non ha dimenticato, e anzi dimostra di aver serbato intatto il suo rancore per Whitehead, che al tempo dei fatti aveva risposto al gesto del collega dicendo: «Vorrei mettere in guardia le molte altre persone che hanno passato al setaccio il libro: potreste aver bisogno di un impermeabile, in caso di Ford inclemente».

A voler essere precisi, Ford è solito prendere le critiche sul personale, specifica il Guardian: dopo una recensione negativa firmata di Alice Hoffman, ha rivelato allo stesso quotidiano inglese di aver portato un suo libro nel cortile sul retro di casa sua e avergli sparato (!), recapitandolo poi all’autrice per via postale; in un’altra occasione, decenni dopo una stroncatura di Larry McMurtry del suo romanzo d’esordio, A Piece of My Heart, ha dichiarato che non gli dispiacerebbe «mostrare a Larry cosa penso della sua recensione». Ma la portata dello scontro con Whitehead per alcuni è sintomo di un altro problema, che ha a che fare col razzismo (Whitehead, come detto, è di origine afroamericana): la saggista Rebecca Solnit ha scritto che «non è una battaglia, è solo un verme bianco che sputa su un uomo di colore come i razzisti bianchi che partecipano ai contro sit-in». Peraltro, nota sempre il Guardian, è lo stesso Richard Ford ad aver ammesso in diverse occasioni di essere cresciuto con una mentalità da uomo bianco nato nel Mississipi degli anni Quaranta: nel 1999, scrivendo di un viaggio sul fiume Mississipi fatto con un collega, ha anche ammesso di essersi espresso – in una serie di lettere risalenti alla fine degli anni Ottanta – con «insulti razzisti».

Immagine in evidenza e testata Getty Images
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