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15:58 martedì 25 agosto 2026
La tv di Stato iraniana ha messo una taglia di 10 milioni di dollari sulla testa di Barron Trump Dando anche dei consigli pratici e logistici su come uccidere il più piccolo dei figli del Presidente degli Stati Uniti.
Un tizio ha creato una mappa di tutti i musei più strani e di nicchia del mondo Volete sapere dov'è che si trova il museo delle pompe di benzina, quello delle archeoplastiche o degli spazzacamini? Questo è lo strumento che fa per voi. E sì, questi musei esistono tutti e si trovano tutti in Italia.
Tra i film in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia si è aggiunto all’ultimo NAZA, il nuovo documentario dei registi di No Other Land Yuval Abraham e Rachel Szor Prodotto (tra gli altri) dal Guardian e da Jonathan Glazer, e il titolo è l'acronimo con cui l'intelligence israeliana conta i civili palestinesi che muoiono nei raid.
C’è un film d’animazione così brutto che sta diventando campione d’incassi perché le persone vanno a vederlo per accertarsi che sia davvero così brutto Niu Lai è il film del momento in Cina, prodotto dell'ingegno di una madre e un figlio senza nessuna esperienza e formazione in cinema d'animazione. E si vede.
Le donne iraniane si stanno togliendo il velo e stavolta il regime è troppo impegnato nella guerra con gli Usa per farci qualcosa La repressione non si ferma, ma ormai le donne che semplicemente rifiutano di mettere l'hijab sono troppe per perseguirle e condannarle tutte.
A Jeff VanderMeer è piaciuta moltissimo la copertina della traduzione italiana del suo ultimo romanzo, Absolution Così tanto che le ha dedicato un post su Instagram, definendo «just stunning» il lavoro di Einaudi e di Lorenzo Ceccotti.
In tutta Europa la vendemmia non è mai iniziata così presto (e sì, anche in questo caso c’entra la crisi climatica) In Sicilia, Franciacorta, Trentino, Toscana, Borgogna, Champagne, Portogallo, Spagna. Si è iniziata la raccolta già a luglio, in alcuni casi.
Grazie al successo dell’Odissea di Nolan, il Met di New York ha deciso di esporre al pubblico la più antica “copia” esistente dell’Odissea di Omero Un papiro risalente all'Egitto tolemaico, che contiene tre versi assenti nella versione canonica dell'opera.

Di che colore erano i tirannosauri?

20 Febbraio 2018

Il mondo è pieno di disegni di dinosauri: sui libri che parlano di dinosauri, per esempio, sui sussidiari delle elementari e da molte altre parti. Come facciamo a sapere che aspetto avevano tirannosauri, stegosauri, velociraptor e compagnia bella, se nessuno ne ha mai visto un esemplare? Ricostruire la forma che avevano è uno dei lavori dei paleontologi, che lavorano a partire dalle ossa fossilizzate o da altri fossili, ma come la mettiamo con il colore? Negli ultimi anni, certo, gli scienziati hanno provato a stabilire con certezza la pigmentazione di alcuni dinosauri (come il microraptor, un dinosauro carnivoro piumato: in quel caso hanno studiato le nanostrutture presenti nel fossile). Ma nella maggior parte dei casi le colorazioni che vedete nelle illustrazioni dei dinosauri sono una scelta dell’artista.

Infatti disegnare animali estinti, inclusi i sopracitati dinosauri ma anche i più recenti mammut o le tigri dai denti a sciabola, è un genere artistico a sé stante. La “paleoarte”, come la chiamano,  è anche uno specchio dei tempi in cui viene realizzata: visto che alcuni dettagli sono frutto della decisione dell’artista, il modo in cui rappresentiamo i dinosauri è un riflesso di come immaginiamo i dinosauri in un dato momento storico. Zoë Lescaze ha scritto un libro dedicato proprio alla paleoarte e a quello che ci racconta: edito lo scorso anno da TASCHEN, Paleoart: Visions of the Prehistoric Past spazia dal periodo delle guerre napoleoniche, periodo in cui andava di gran moda «lo studio dei rettili marini preistorici», ai giorni nostri. Recentemente Francis Gooding lo ha recensito sulla London Review of Books, soffermandosi sulla relazione tra il contesto geografico, storico e politico, da un lato, e l’immaginario visivo della preistoria.

L’Ottocento, scrive Gooding, è stato un momento di fioritura della paleoarte, che però si è sviluppata in due filoni assai differenti, che rappresentavano una visione diversa non solo del passato ma anche del presente (di allora). Da un lato c’era quello che Lescaze definiva una «rappresentazione infernale» della preistoria, con combattimenti cruenti tra dinosauri, geyser e vulcani minacciosi: «Questa rappresentazioni rivelano un disagio profondo davanti all’idea stessa di creature estinte e preistoriche» da parte di una società in un momento di progresso scientifico e di transizione. Dall’altro lato, specie in Gran Bretagna, si diffonde anche una versione più apollinea della paleoarte, dove «il dinosauro diventa come il nobile signore della creazione, non un drago infernale»: questa «visione sublime della preistoria» coincide non il periodo d’oro dell’impero britannico.

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