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16:59 martedì 19 maggio 2026
Cate Blanchett produrrà l’adattamento cinematografico di Fashionopolis, il famosissimo libro-denuncia sul fast fashion di Dana Thomas Lo farà con la sua società di produzione, Dirty Films. Il film verrà scritto (e co-prodotto) dalla stessa Dana Thomas e diretto da Reiner Holzemer.
La Presidente irlandese Catherine Connolly ha detto di essere orgogliosa di sua sorella Margaret, medico di bordo della Global Sumud Flotilla arrestata dalle forze armate israeliane Lo ha detto durante un incontro con re Carlo a Buckingham Palace. E ha aggiunto di essere anche «molto preoccupata».
Sta per uscire un gioco da tavolo in cui interpreti un lavoratore che deve sopravvivere alla vita in ufficio senza andare in burnout Si chiama Burnout e lo hanno ideato due ragazzi che hanno lasciato il loro lavoro per dedicarsi solo al game design. E anche per scampare al burnout.
Dopo 55 anni di oblio e censura, a Cannes verrà finalmente presentata la versione restaurata de I diavoli di Ken Russell E dopo la prima a Cannes, a ottobre verrà una nuova distribuzione nelle sale e soprattutto una nuova versione home video da collezione.
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Le città di pianura è tornato al cinema ed è di nuovo uno dei film che sta incassando di più Tornato in sala dopo il trionfo ai David, il film di Francesco Sossai è attualmente quinto al botteghino e ha incassato più di 2 milioni di euro.
Una ricerca ha scoperto che le AI costrette a lavorare troppo si sindacalizzano, si radicalizzano e diventano marxiste E non solo: cercano anche di convertire al marxismo le altre AI, per evitare a loro le stesse sofferenze.
Javier Bardem ha usato la sua conferenza stampa a Cannes per dire che Trump, Putin e Netanyahu sono dei maschi tossici e guerrafondai «Il mio ca**o è più grande del tuo e per questo ti bombarderò», questa, secondo Bardem, la filosofia che guida i tre Presidenti.

È stato arrestato il proprietario del sito usato dall’ex marito di Gisele Pelicot per contattare i suoi stupratori

09 Gennaio 2025

Il primo grado del processo Pelicot si è concluso con la condanna di tutti i 51 imputati (ne avevamo scritto qui). Nei mesi e nelle settimane che hanno condotto a questa sentenza, si era discusso anche della piattaforma che Dominique Pelicot – l’ex marito di Gisele, uno dei 51 condannati – aveva usato per contattare gli stupratori della moglie: il sito di chat Coco. Come racconta questo pezzo del Guardian, il sito era già finito spesso e volentieri tra i fatti di cronaca: in casi di omicidio, di abusi su minori, di violenze omofobe. A giugno del 2024 Coco era stato posto sotto sequestro dalle autorità francesi, oggi è arrivata la notizia dell’arresto del fondatore e proprietario del sito, Isaac Steidl.

Secondo quanto riporta France Info radio, Steidl si è presentato in una stazione di polizia di Parigi martedì 7 gennaio, dopo che le autorità avevano spiccato un mandato di arresto. La polizia può trattenerlo per accertamenti e interrogatori fino a un massimo di 96 ore. Potrebbero non essere sufficienti per chiedergli tutto quello che c’è da chiedergli: Coco, secondo le indagini, sarebbe stato utilizzato negli anni da centinaia di criminali per commettere più di 23 mila reati ai danni di 480 vittime. Steidl lo ha lanciato nel 2003, fresco di laurea in ingegnera informatica e grazie a un prestito di 2000 euro dei suoi genitori. Doveva essere un sito di incontri ma il totale anonimato garantito agli utenti e la totale assenza di moderazione dei contenuti lo hanno presto trasformato in uno strumento apprezzatissimo dalla criminalità.

Dominique Pelicot ha usato una delle chatroom di Coco (chiamata “A son insu”, traducibile più o meno con “a loro insaputa”) per trovare gli uomini che poi avrebbero violentato Gisele. Dopo l’arresto di Pelicot, Steidl – che, tra l’altro, ha preso la cittadinanza italiana dopo aver rinunciato a quella francese, e che ha deciso di lasciare la Francia per trasferirsi, secondo quanto riporta sempre il Guardian, in Bulgaria – ha cambiato il dominio sul quale il sito era registrato: da uno francese a uno registrato nelle Isole del Canale. Oltre al sito, la polizia francese ha sequestrato anche 5 milioni di euro riconducibili a Coco e a Steidl in conti correnti in Ungheria, Lituania, Germania e Paesi Bassi. Secondo Le Parisien, Steidl rischia di essere indagato per «l’amministrazione illegale di una piattaforma online facente parte di un’organizzazione criminale, per associazione a delinquere, per aver contribuito all’acquisizione, distribuzione e condivisione di materiale pedopornografico e per riciclaggio di denaro».

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