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09:36 sabato 7 marzo 2026
Ars Technica ha cancellato un articolo che condannava l’uso dell’AI dopo che si è scoperto che conteneva citazioni inventate dall’AI L'autore del pezzo si è scusato e ha detto che da ora in poi non si fiderà più delle citazioni suggerite da ChatGPT.
A distanza di due giorni l’una dall’altra sono spuntate due nuove opere attribuite a Michelangelo Una è un dipinto intitolato "Pietà Spirituali", l'altra un busto marmoreo del Cristo Salvatore. La storia della loro attribuzione al Buonarroti è piuttosto avventurosa.
L’agenzia meteorologica giapponese fa delle previsioni esclusivamente dedicate alla fioritura dei ciliegi Quelle di quest'anno dicono che i fiori sbocceranno con un certo anticipo rispetto al solito: i primi arriveranno tra meno di due settimane.
C’è una proposta di legge per inserire la gentilezza tra i parametri con cui l’Istat misura la qualità della vita Proposta che è arrivata in Parlamento e che sostiene che una società più gentile sia non solo moralmente migliore ma anche più ricca economicamente.
L’invito per la sfilata di Dior alla settimana della moda di Parigi è una sedia In miniatura ma pur sempre una sedia che rimanda alle Sénat, quelle utilizzate all'interno del Jardin de Tuilleries, location della sfilata.
In Artificial, il prossimo film di Luca Guadagnino, ci sarà la prima colonna sonora composta da Damon Albarn E ha spiegato che lavorare a questo film gli ha fatto capire che le intelligenze artificiali non saranno mai capaci di fare musica vera.
Il favorito per diventare il prossimo Presidente del Consiglio del Nepal è un ex rapper che non si toglie mai gli occhiali da sole Si chiama Balen Shah e la sua immagine è così legata a quel modello di occhiali da sole che nei negozi hanno preso a chiamarli "occhiali Balen Shah".
Il bene più a rischio a causa della guerra in Medio Oriente non è né il petrolio né il gas ma il fertilizzante Nella regione se ne produce moltissimo, la guerra ha già causato problemi logistici e aumenti dei prezzi che rischiano di stravolgere l'agricoltura mondiale.

C’è un artista che scrive finti coccodrilli di personaggi famosi

03 Febbraio 2023

Adam McEwen è un artista britannico che si è specializzato in una peculiarissima forma d’arte: il necrologio. Il necrologio finto e inventato, per la precisione. Come racconta Oliver Basciano sul Guardian, l’arte di McEwen consiste nello scegliere un personaggio famoso – finora ha raccontato vita, morte e miracoli di Dolly Parton, Greta Thunberg, Grace Jones, Lewis Hamilton e moltissimi altri – far finta che sia morto e cominciare a scriverne il coccodrillo. Dopodiché impagina il testo in delle finte pagine di giornale, ne stampa delle versioni enormi e le mette in esposizione nelle gallerie d’arte. In questo momento le sue opere si possono ammirare alla galleria Gagosian di Davies Street, a Londra. 

«Il necrologio è una forma di narrativa basata sulle decisioni: nel 1984 ha fatto questo, nel 1987 ha fatto quello. Chi scrive racconta una storia», ha spiegato McEwen al Guardian. «Sono decisioni che prendiamo per rispondere alla domanda “Come faccio a rendere la vita che ho più simile possibile alla vita che vorrei”. Non è una cosa così diversa dal realizzare un’opera d’arte. Sei tu quello al comando, anche se non ti senti così». McEwen ha iniziato a scrivere coccodrilli finti più di 20 anni fa, quando il suo lavoro consisteva nello scrivere coccodrilli veri per il Daily Telegraph. Leggendo di quelle persone che in vita avevano realizzato così tanto, racconta McEwen, lui si sentiva «incastrato» in un lavoro senza senso, che sì, gli richiedeva relativamente poco sforzo e che pagava abbastanza bene, ma che non gli dava alcuna soddisfazione. La sua nuova vita da artista cominciò alla fine di una piccola mostra al termine della quale a tutti i partecipanti fu regalata una T-shirt firmata Vivienne Westwood da personalizzare. McEwen pensò che sarebbe stato divertente stampare sulla maglietta un breve racconto della vita di Malcom McLaren – manager dei New York Dolls, “inventore” dei Sex Pistols ed ex marito di Westwood – scritto nella maniera che all’epoca gli era più congeniale: quella del necrologio, appunto.

Dopo quel primo coccodrillo ne sono venuti molti altri (Bill Clinton, Kate Moss, Bret Easton Ellis, solo per citarne alcuni), prima in forma di semplici fotocopie stampati in dimensioni molto superiori a quelle di una T-shirt o di un foglio A4. Le dimensioni di queste opere sono dovute a una cosa che il primo editor di McEwen gli disse quando cominciò a scrivere i coccodrilli per il Daily Telegraph: «Sono come dei monumenti dedicati al personaggio in questione». E quindi lui decise di realizzarli con le dimensioni di veri e propri monumenti. Tra le sue altre ispirazioni, McEwen cita Andy Warhol, gli artisti della Pictures Generation, in particolare i finti fotogrammi di Cindy Sherman e la “rielaborazione” delle prime pagine dei giornali di Sarah Charlesworth. Come loro, McEwen è appassionato al concetto di verità e a quello che la manipolazione mediatica ne fa: «La storia è fluida come la finzione. Esclude delle persone e poi decide invece di includerle. L’unica cosa di cui però possiamo essere assolutamente certi è che quella persona, prima o poi, morirà».

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