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11:06 martedì 17 marzo 2026
Il creatore di Fortnite sta usando i miliardi guadagnati con il videogioco per comprare foreste e salvarle dall’abbattimento Tim Sweeney sta usando il suo patrimonio personale per salvare milioni di chilometri quadrati di foresta, sottraendoli alla speculazione immobiliare.
Agli Oscar due film hanno vinto lo stesso premio e così molte persone hanno scoperto che agli Oscar si può pareggiare e che è già successo sette volte in passato È avvenuto nella categoria Miglior cortometraggio live action, dove il premio lo hanno vinto sia The Singers che Two People Exchanging Saliva.
In Voce Triennale arriva Equinozio, tre giorni e tre notti di concerti, performance e talk per festeggiare l’inizio della primavera Da venerdì 20 a domenica 22 marzo «una lunga e leggera progressione di danze», come l'ha definita il curatore Carlo Antonelli.
Macron ha usato una canzone dei Justice come colonna sonora del video in cui presenta il nuovo arsenale nucleare francese Il post è stato successivamente modificato per rimuovere la canzone, lasciando solo le parole nette del Presidente sull’invincibilità delle armi nucleari francesi.
Il siparietto tra Anna Wintour e Anne Hathaway sul palco degli Oscar è la miglior trovata della campagna promozionale del Diavolo veste Prada 2 Non c'è ancora la certezza matematica della sua partecipazione al sequel, ma sul palco degli Oscar di ieri si è molto immedesimata nel ruolo di Miranda Priestly.
A Sean Penn importa così poco di aver vinto l’Oscar che non si è presentato alla cerimonia e non ha mandato nessuno a ritirare il premio al posto suo «Non ha potuto essere qui questa sera, o non ha voluto, quindi ritirerò il premio a suo nome», ha detto Kieran Culkin, che ha ritirato il premio per lui.
Il “No to War and Free Palestine” di Javier Bardem è diventato il momento più rivisto e commentato di questi Oscar L'attore è salito sul palco del Dolby Theatre di Los Angeles per presentare il premio al Miglior film internazionale. Ma prima ha voluto lanciare un messaggio.
Due episodi di Doctor Who degli anni ’60 che si pensava fossero andati perduti sono stati ritrovati in uno scatolone nella casa di un collezionista Si tratta, tra l'altro, di due puntate molto importanti perché raccontano la storia dei Dalek, i villain più famosi dell'universo di Doctor Who.

Le prime impressioni su Civil War di Alex Garland sono molto forti

15 Marzo 2024

D’altra parte si chiama Civil War, ritrae una guerra civile interna alla cosiddetta “più grande democrazia del mondo” e tra poco ci saranno le elezioni più rischiose per la tenuta di quella cosiddetta democrazia: come poteva il nuovo film di Alex Garland portarsi dietro giudizi tiepidi?

Il film, distribuito dall’ormai mitologica A24, arriverà in Italia il 18 aprile, ma intanto è già uscito negli Usa, dove è stato presentato al festival SXSW. Com’è andata? Generalmente bene, in molti casi molto bene. Partiamo da un tweet di Erik Davis, uno dei più importanti giornalisti cinematografici americani, attualmente direttore di Fandango, che ha scritto: «Civil War è diverso da qualsiasi cosa io abbia mai visto». Ha parlato di una «ricchezza e una profondità che non si trovano da altre parti. Il miglior lavoro di Garland – cinema impeccabile e mozzafiato dall’inizio alla fine».

Su Variety, una delle testate cinematografiche più importanti, Peter Debruge scrive che il film «non si può guardare tranquillamente come se fosse intrattenimento. È uno shock provocatorio al sistema: Civil War è fatto per essere divisivo». Inoltre, una nota sulla protagonista Kirsten Dunst: «Il pubblico non ha mai visto una Dunst così». Si riferisce al ruolo estremamente action dell’attrice, nel film una reporter di guerra che si trova a seguire una guerra nel suo stesso Paese. Tutto il trio di protagonisti, in realtà, è composto da giornalisti: uno statement particolarmente incisivo in un’epoca in cui il giornalismo è in un periodo, beh, quantomeno complesso, soprattutto quello politico americano, tra ex Presidenti non particolarmente amanti della verità e uno scenario internazionale sempre più violento.

«Un tributo al giornalismo di guerra», scrive invece l’Hollywood Reporter, che però precisa che non vengono mai spiegati i motivi per cui le Western Forces of Texas and California si sono messe in guerra contro il resto d’America. Il magazine riporta altre opinioni entusiastiche, come quella di Perri Nemiroff, che dice: «Civil War è fenomenale. Un film epico ma profondamente intimo, che utilizza l’esperienza e le motivazioni di un gruppo di giornalisti di guerra per mostrare la realtà terrificante di un mondo che non riesce a imparare. Altri giornalisti attualmente al SXSW parlano di «capolavoro», dicono di essere «senza parole», aggiungono che il film è «una violenza ai sensi» (immaginiamo in senso positivo). Poi anche altri «senza parole», e un «absolute fucking masterpiece».

È stato criticato per il tempismo, temendo che potrebbe creare ulteriori spaccature in una società già divisa e violenta come quella odierna degli States, ma a vedere il trailer – in cui si parla di cecchini dell’esercito che sparano regolarmente sui giornalisti, per esempio – vengono in mente anche scenari extra-americani e terribilmente contemporanei. Il timing, in realtà, è dei migliori.

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