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Il presidente del Nepal Balen Shah, che è un ex rapper, ha scelto come suo Ministro degli Interni Sudan Gurung, che è un ex dj E il suo primo provvedimento è stato ordinare l'arresto del suo predecessore, liberato solo dopo 12 giorni di prigione e interrogatori.
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Nei suoi primi 100 giorni da sindaco di New York, Mamdani ha fatto una cosa meglio di tutti i suoi predecessori: aggiustare le buche per strada Il sindaco ha appena sigillato la centomillesima buca della sua amministrazione, un traguardo raggiunto nei cento giorni dall'insediamento. E di cui va molto fiero.
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Stefano Gabbana lascia la presidenza di Dolce&Gabbana In una nota riportata oggi si specifica che la scelta del co-fondatore del brand nato nel 1985 non avrà però alcun impatto sul suo contributo creativo al gruppo.
Una ricercatrice è riuscita a completare la prima mappa dei nervi del clitoride E grazie a questa mappa si è scoperto che le informazioni che avevamo sul clitoride non solo erano pochissime ma in molti casi anche sbagliate.
Il governo pakistano si è inventato due giorni di festa nazionale per svuotare Islamabad ed evitare disordini durante il negoziato tra Usa e Iran La capitale al momento è deserta: per strada non c'è quasi nessuno, ci sono poliziotti e soldati ovunque, in attesa dell'arrivo delle delegazioni di Usa e Iran.

Premio Strega, la stagione degli outsider

La cinquina finale del più importante premio letterario italiano è diventata settina, ma non c'è neanche un venerato maestro.

08 Giugno 2022

Da quando il Premio Strega ha smesso di essere prevedibile, non si contano più sorprese e novità, a volte veri e propri colpi di scena (l’ultimo, la clamorosa esclusione di Teresa Ciabatti dalla cinquina nel 2021). L’8 giugno è stata annunciata quella che doveva essere la cinquina 2022 e che per la prima volta nella storia è composta invece da sette libri: due libri ex-aequo al quinto posto, più un libro “ripescato” visto che i primi cinque appartenevano alla grande editoria (il regolamento protegge gli editori medio piccoli inserendo il primo libro più votato di una piccola casa editrice se i primi cinque sono pubblicati da colossi).

La cornice della votazione è già fuori dalla tradizione, si tiene a Benevento e si segue in streaming, lontani dal caldo afoso di casa Bellonci, solitamente stipata di persone e in una Roma tropicale. A prendere più voti è Mario Desiati, con il romanzo Spatriati (Einaudi), smentendo così una vecchia stroncatura di Giorgio De Rienzo uscita sul Corriere della Sera in cui, lamentando la mancanza di stile nel romanzo Vita precaria amore eterno, profetizzava: “con questo non-stile non si va da nessuna parte”. Lo segue Claudio Piersanti (Rizzoli) e Marco Amerighi pubblicato da Bollati Boringhieri. È la prima volta che Bollati Boringhieri arriva in finale allo Strega – un’altra sorpresa –, dopo aver ripreso a pubblicare narrativa italiana nel 2018 e aver vinto nel 2019 il Premio Campiello con il libro di Andrea Tarabbia Madrigale senza suono. Quarto posto per Veronica Raimo, freschissima di Premio Strega Giovani appena assegnato e libro più venduto dei dodici candidati. Quinti insieme sono Fabio Bacà e Alessandra Carati (Mondadori). Fabio Bacà riporta – altra sorpresa – il marchio Adelphi in finale. Era capitato di vedere Adelphi alla finale solo una volta, proprio con Roberto Calasso, nel 1989, con Le nozze di Cadmo e Armonia, l’anno in cui vinse Giuseppe Pontiggia. Il libro rientrato in gara per la legge del piccolo editore è di Veronica Galletta pubblicato da minimum fax.

Le stranezze ovviamente non finiscono qui. I due libri Einaudi ancora in gara, di Mario Desiati e di Veronica Raimo, riportano inevitabilmente indietro all’atmosfera di recenti edizioni, segnate dalla difficoltà di gestire due libri del marchio Einaudi entrambi in cinquina. Nell’edizione 2019 in cinquina vanno Marco Missiroli, dato per favorito da mesi con Fedeltà, e Nadia Terranova con Addio fantasmi. I libri forse si cannibalizzano i voti, di sicuro disperdono le energie di scuderia e impediscono di convogliare voti su un unico candidato: vince Antonio Scurati con M. Il figlio del secolo (Bompiani). L’anno dopo la storia si ripete. Nell’anno pandemico 2020 entrano in cinquina sia Valeria Parrella, con Almarina, che Gianrico Carofiglio con La misura del tempo. Ancora voti dispersi, vince per la seconda volta lo Strega Sandro Veronesi (con il Colibrì e La Nave di Teseo). E così, è dal 2017, dal trionfo di Paolo Cognetti e le sue Otto montagne, che Einaudi non si intesta il premio. Quest’anno non si può sbagliare.

Si è notato subito che tra i dodici candidati di questa edizione non c’erano venerati maestri. Non è l’anno dei Walter Siti, né quello degli Edoardo Albinati. Autori cioè già con una lunga carriera alle spalle, predestinati, autori da classifica, già antologizzati, nonostante Desiati sia già finito tra i primi cinque nel 2011, l’anno di Edoardo Nesi (altro scrittore con carriera alle spalle). Comunque vada, quest’anno non sarà un premio alla carriera: è la stagione d’oro per gli outsider. Nel 2022 non si può diventare davvero mainstream se non si appare un po’ out.

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