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Un festival cinematografico in Canada ha iniziato a proiettare film a velocità 1.5x per attirare la Gen Z L'esperimento è iniziato con Amour Apocalypse di Anne Émond, che a velocità x1.5 dura 66 minuti invece di 100. Ben 34 minuti risparmiati.
Alla donna francese ricoverata in condizioni gravissime a causa dell’hantavirus era stato detto che i suoi sintomi erano dovuti all’ansia Nonostante i sintomi e il fatto che fosse letteralmente appena scesa dalla MV Hondius, la diagnosi dei medici è stata questa: stress misto ad ansia.
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In quasi nessuna delle capitali europee un mese di salario minimo è sufficiente a pagare un mese di affitto L'Italia in questo studio non è menzionata, perché in Italia c'è la crisi abitativa ma il salario minimo no.

In Cina c’è una scrittura che capiscono solo le donne

08 Novembre 2022

Nella sua nuova sezione dedicata alle lingue antiche, Secret Languages, la Bbc ha pubblicato il teaser di un documentario dedicato al Nushu, un sistema di scrittura inventato dalle donne per comunicare tra loro senza che gli uomini capiscano. Nato 400 anni fa nella contea di Jiangyong, nella regione dell’Hunan, quando secondo la società patriarcale e maschilista della Cina di età imperiale le donne erano ancora considerate indegne di ricevere un’istruzione e quindi analfabete, il Nushu era un modo per esprimersi e raccontare che escludeva gli uomini dalla conversazione. «Il Nushu nasce dalle lacrime delle stelle in cielo, non devi avere paura», scriveva una donna dell’epoca: questa frase compariva in una mostra organizzata da D3082 a Venezia nel 2020, ennesima dimostrazione che negli ultimi anni questa scrittura antica sta attirando sempre più interesse. Ha cominciato infatti a essere insegnata all’Università Tsinghua di Pechino, viene usata su WeChat e adesso è la protagonista di Hidden Letters, il documentario diretto dalla regista Violet du Feng che descrive com’è nata e cosa significa per le donne moderne. Come sottolinea la regista, si tratta di «una storia che la maggior parte dei cinesi non conosce. In letteratura, ci sono pochissime registrazioni delle vite, dell’esistenza e delle esperienze delle donne, non mi hanno mai insegnato nulla sul Nushu».

Nella testo che accompagnava la mostra a Venezia, il Nushu veniva definito «un codice di una libertà creativa dotata di una potenza formale ricercata e conquistata con discrezione da donne che, attraverso la scrittura, il canto, il ricamo, hanno tramandato vicende quotidiane, moniti, leggende, ma soprattutto la solidarietà e la comprensione reciproca per il destino che le accumunava. Dichiarazioni di amicizie eterne, “contratti” tra laotong – sorelle giurate – che sancivano un legame indissolubile». Una forma comunicativa che nei secoli ha permesso alle donne di trovare respiro fuori da una condizione oppressiva. Ancora oggi, la sua pratica trova spazio in alcuni percorsi psicoterapeutici e molte donne continuano a lasciarsi ispirare da questa tradizione, come rivela Du Feng nel documentario Hidden Letters. «Il Nushu è uno spazio che consente alle donne di confidarsi l’una nell’altra, di essere vulnerabili l’una con l’altra, di condividere le nostre lotte e sfide, e di riunirsi e quindi avere uno spazio per costruire la nostra sorellanza».

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