Non è la prima volta che sogniamo di vivere nel futuro prima ancora di sapere se ci piacerà. Stavolta il sogno ha la forma di un cipriacell.
Per la sua nuova serie fotografica Cindy Sherman ha chiesto a Chanel dei vestiti da “rovinare” e Chanel sorprendentemente le ha detto sì
La serie Fabric Matrons, in mostra a Londra da Hauser & Wirth, nasce da una collaborazione con la maison francese che le ha dato carta bianca e metri e metri di stoffa.
Hauser & Wirth presenta, fino al 23 dicembre nella sede londinese di Savile Row, Fabric Matrons, la nuova serie di Cindy Sherman. Sono grandi ritratti di signore avvolte in tessuti che vengono dagli archivi di Chanel, che ha collaborato con l’artista per la realizzazione degli scatti, nati quasi per caso, mentre l’artista si trovava in una gioielleria degli Hamptons. Come la stessa Sherman ha raccontato a Vanity Fair, si trovava da London Jewelers, e stava sfogliando un vecchio numero estivo della rivista edita dallo stesso gioielliere, lasciata vicino all’ingresso. In un servizio fotografico c’era Christie Brinkley, sua coetanea, ritoccatissima e coperta di gioielli, con un anello di diamanti su ogni dito. Sherman ha pensato che lì ci fosse un personaggio, una donna della sua età che ostenta i propri gioielli, sentendosi irresistibile. Ha comprato allora stoffe e bigiotteria con gli strass e ha provato a interpretarla. Questa volta, però, nonostante i tentativi il personaggio non prendeva vita.
Sherman fotografa quasi solo se stessa, ma nelle sue immagini non è mai – di fatto lei – lei. Con trucco, parrucche, protesi e costumi si trasforma ogni volta in un personaggio diverso, quasi sempre uno stereotipo femminile preso dal cinema, dalla televisione o dalle riviste. Tutto è cominciato con gli Untitled Film Stills, tra il 1977 e il 1980, 69 foto in bianco e nero con la casalinga, la femme fatale, la ragazza di provincia e altre figure. Da allora ha impersonato dive, clown, signore dell’alta società e il suo lavoro è diventato uno dei modi più acuti di raccontare come le immagini costruiscono l’identità (e gli stereotipi) delle donne. Sherman ha parlato di un blocco come non le era mai capitato, tanto da odiare il lavoro per la prima volta in vita sua e da annotare nel diario un dubbio «chi mai avrebbe voluto guardare foto di vecchie signore?».
In quel momento è arrivata la proposta di Chanel che preparava il secondo numero di Arts & Culture, il magazine d’arte lanciato nel giugno 2025, e le chiedeva un’opera inedita per la copertina, offrendole accesso libero al proprio archivio. Sherman ha accettato ad una sola condizione, poter tagliare e bucare i tessuti, e Chanel ha inaspettatamente accettato. Dopo i primi campioni ha chiesto di più, finché non sono arrivati rotoli interi e con tutta quella stoffa a disposizione le figure si sono allargate con i drappeggi trovando la forma della serie. Con Chanel Sherman aveva già collaborato nel 2010, quando la maison l’aveva invitata a usare l’archivio per un servizio sulla rivista POP. Da lì era nata la serie Ominous Landscapes; figure goffe e straniate in abiti d’epoca nella cornice dei paesaggi islandesi e capresi. Del resto Sherman lavora con la moda dagli anni Ottanta, e con Comme des Garçons aveva già fatto una campagna che metteva in dubbio il senso stesso della pubblicità. Il nuovo Arts & Culture esce il 23 ottobre. Ha trecento pagine, è gratuito e oltre al portfolio di Sherman contiene testi di Patti Smith, Andrew Durbin e Lisa Immordino Vreeland.