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23:24 domenica 5 aprile 2026
Il primo problema che gli astronauti della missione Artemis II hanno dovuto risolvete è stato il bagno rotto Lo Universal Waste Management System della navicella Orion ha avuto un problema poco dopo aver raggiunto l'orbita terrestre. Per fortuna, l'astronauta Cristina Koch è riuscita a ripararlo, autonominandosi «idraulica dello spazio».
Trovatevi qualcuno che vi guardi come Kim Jong-un guarda le sue forze speciali che svolgono insensate e dolorosissime prove di forza Le prodezze dei soldati nordcoreani sono diventate ovviamente virali, tra pile di mattoni frantumate a panciate e grandi sorrisi rivolti al leader supremo.
La prima immagine del nuovo film di Bong Joon-ho non sembra per niente un film di Bong Joon-ho Il film si intitola Ally e ha una protagonista così carina e paciosa che molti non riescono a credere che venga dalla stessa mente che ha pensato Parasite.
Giuseppe Alfarano di Camini (RC) passerà alla storia come il primo sindaco italiano dimessosi perché nel suo Comune ci sono troppi cani randagi Il sindaco ha lasciato la carica dopo aver provato personalmente a risolvere la questione. Ma alla fine si è dovuto arrendere e ha parlato di «abbandono istituzionale».
Kristoffer Borgli, il regista di The Drama, è finito nei guai per un vecchio saggio in cui raccontava la sua relazione con una ragazza 17enne È riemerso su Reddit un testo del regista in cui raccontava in chiave positiva la sua relazione con un'adolescente, paragonandosi anche a Woody Allen.
Una ricerca ha dimostrato che le persone che più amano il gergo “aziendalese” sono anche quelle che sul lavoro prendono le decisioni più sbagliate L'università di Cornell ha dimostrato che chi si fa "sedurre" dall'iperbolico corporate speak non ha grandi capacità strategiche e di analisi.
Le correzioni di Jonathan Franzen diventerà una serie Netflix con protagonista Meryl Streep L'adattamento sarà a cura dello stesso Franzen, che della serie sarà anche produttore esecutivo assieme a Streep.
Durante la sua visita di Stato in Giappone, Macron ha ricevuto in regalo un disegno di Porco rosso autografato da Hayao Miyazaki (e ha fatto anche la Kamehameha di Goku assieme a Sanae Takaichi) Miyazaki, oltre alla sua firma, sul disegno ha lasciato anche un breve ma chiaro messaggio: «Insieme difendiamo la pace».

La vittima di ogni attentato terrorista recente sta benissimo

06 Luglio 2016

Passando in rassegna i tweet, i post su Facebook e gli articoli costruiti con questi materiali dopo le più recenti stragi di matrice terrorista, si nota una foto ricorrente: un ragazzo di trent’anni coi capelli neri e un aspetto vagamente latino è apparso nella lista delle vittime dell’incidente del volo EgyptAir 804 di maggio, in un video del New York Times che commemorava i frequentatori del gay club Pulse di Orlando rimasti uccisi il 12 giugno e, per finire, in diversi post riguardanti la più recente strage dell’aeroporto Ataturk di Istanbul.

Caso ancora più strano, il giovane era comparso anche nelle ore seguenti una sparatoria della polizia messicana su un gruppo di attivisti che protestavano contro la riforma della scuola lo scorso 19 giugno, stavolta nelle parti del funzionario che aveva ordinato di aprire il fuoco. A tutti gli effetti, dopo lo schianto del volo egiziano la Bbc aveva notato che molte condivisioni sui social recanti immagini fasulle di vittime inesistenti erano legate ad account registrati in Messico: France 24 ha deciso di andare a fondo della questione, trovando la vera identità del ragazzo.

Le persone contattate dall’emittente francese hanno risposto tutte allo stesso modo: conoscevano bene la persona della foto che avevano condiviso, un tizio che aveva rubato loro del denaro (fino a mille dollari) e che quindi meritava, nelle parole di uno dei gestori degli account, che la sua reputazione venisse «rovinata». Ma come è potuto finire in liste di vittime di stragi compiute in California e Turchia? France 24 è riuscita a contattare il cittadino messicano in questione, che ha dichiarato che la sua foto ha fatto il giro del mondo «per colpa di una cosa iniziata come scherzo dopo una vertenza legale».

Il ragazzo sostiene di non essersi rivolto alla polizia «perché in Messico in casi di questo genere non si va da nessuna parte», ma di aver poi scritto a media come il Times e la Bbc perché rimuovessero il suo volto da articoli in cui non c’entrava nulla, «però non ho ricevuto risposta». Per la legge messicana, chi contribuisce a ledere l’immagine e la dignità di una persona sul web può aspettarsi una reclusione in carcere da sei mesi a due anni.

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