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13:22 lunedì 29 giugno 2026
Gli influencer non potranno vedere L’Odissea in anteprima perché per Universal le loro recensioni rischiano di danneggiare il film A quanto pare, le recensioni degli influencer sono state un problema per Disclosure Day e Universal non vuole ripetere l'errore.
Senza neanche accorgersene, l’Italia ha compiuto uno dei più grandi sforzi di riforestazione di sempre ed è diventata ufficialmente una “nazione forestale” Per la prima volta dal Medioevo, sul territorio ci sono più foreste che campi agricoli, dice l'Unione nazionale comuni comunità enti montani.
CAM Sugar ha svelato delle foto mai viste prima dello studio di Ennio Morricone Sono state mostrate nella conferenza stampa di presentazione del Festival Internazionale delle Colonne Sonore, organizzato da CAM Sugar e Triennale Milano.
C’è un gioco da tavolo in cui la missione è organizzare e compiere un attentato contro Mussolini Si intitola Attento al dvce! ed è un racconto delle «gesta di poche persone, spesso sole e mal organizzate ma colme di rabbia, coraggio e soprattutto di speranza in un mondo nuovo libero dal fascismo».
Si è scoperto che Peter Thiel ha fondato una società segreta in cui le persone più ricche e potenti del mondo si ritrovano per parlare di argomenti piuttosto strani Tra gli incontri organizzati da questo curioso club figurano "Fondiamo una setta" e "Come va la tua vita sessuale?".
Per combattere l’ondata di caldo, i cinema indipendenti di Parigi hanno lanciato il Cine-clim, cioè proiezioni gratuite nelle sale con l’aria condizionata nelle ore più calde della giornata Dalle 13 alle 16, un film gratis, in una sala fresca, con precedenza a under 25, over 65, donne e persone disabili.
L’Alligator Alcatraz di Trump non è durata neanche un anno e non è servita quasi a niente Inaugurata l'1 luglio dello scorso anno, è stata chiusa e sono già iniziati i lavori per smantellarla. Tenerla aperta è costato 1 milione di dollari al giorno.
L’ultimo, ridicolo risultato del sovranismo italiano è Emma, l’AI che dà solo risposte sbagliate e deliranti E stata chiusa cinque giorni dopo il lancio e dopo aver sbagliato a rispondere a letteralmente tutte le domande che le sono state fatte.

Chi è Gigi Gaston?

26 Giugno 2012

Gigi Gaston, resa protagonista da un artista americano, Josh Gosfield, di una nostalgica mostra allestita a Torino presso la galleria Claudio Bottello Contemporary, è uno di quei personaggi che si ha l’impressione di aver già visto e conosciuto, ma non si sa bene come e quando. Con Gigi si torna infatti indietro alla Parigi dei Sessanta, anni in cui sbocciavano in Francia i fiori adolescenti dello yè-yè, ragazze che bisbigliavano nei microfoni i sommessi inni della gioventù inquieta, divisa fra la nostalgia per le bambole e le voglie dell’amore. Françoise Hardy, France Gall, Sylvie Vartan sono alcuni fra i nomi di yè-yè girls incredibilmente famosi all’epoca e che ormai solo pochi cultori ricordano. La più celebre e la più dimenticata di tutti è senz’altro Gigi Gaston, vera stella di prima grandezza nel firmamento dei rotocalchi europei.

Vita tormentata e avventurosa, dalla nascita in una famiglia di zingari in Bulgaria, perseguitati dal regime comunista, all’adozione da parte di una ricca famiglia parigina, al primo amore col fratellastro Etienne in una romantica Parigi di stanze sotto i tetti, fino al successo con un serie di 45 giri indimenticabili come Je suis perdue, per il quale Jean Luc Godard realizza un proto videoclip. Trionfo e dolore si uniscono la sera in cui è consacrata all’Olympia e perde Etienne in un incidente stradale. Da quel giorno diventa “il fiore nero”, dal titolo del romanzo La fleur noire che Françoise Sagan le dedica. Si chiude la fase di idolo dei ragazzini e comincia quella di regina della stampa scandalistica: vive una relazione proibita con l’attore e playboy italiano Giorgio Fortuna, che culmina con un figlio e il matrimonio e termina drammaticamente quando Gigi, non sopportando più i tradimenti del bel Giorgio, gli spara per la strada a Roma. Clamorosamente assolta dal crimine passionale, scompare nel 1972 e di lei si perde ogni traccia.

Perché non ce la ricordiamo? Perché non è mai esistita.

Josh Gosfield, artista di New York, affascinato da ogni aspetto della cultura pop, in particolare europea e latina, illustratore e grafico con una lunga esperienza in pubblicità e per riviste come New York Magazine, Time, New Yorker, Newsweek, Esquire, ha infatti inventato Gigi Gaston di sana pianta, ricreando la sua vicenda con una cura puntigliosa del particolare: tutto sembra plausibile e realistico perché Gigi non è che un pastiche delle vite e delle vicende artistiche delle yè-yè girls realmente esistite: espatriata bulgara come la Vartan, come lei segnata da matrimoni difficili e incidenti stradali, canta nello stile della Hardy, e se Bob Dylan non può aver scritto di Gigi, come appare in una delle tante fantastiche citazioni nel catalogo (altre di David Bowie, Keith Richards, John Lennon, Norman Mailer), è vero invece che il menestrello ha citato la Hardy in una sua poesia. E avanti così in un vertiginoso gioco di rimandi fra realtà e finzione che si può apprezzare nel catalogo, in forma di magazine, della mostra “Gigi the Black Flower” in corso alla galleria Claudio Bottello Contemporary di Torino. In esposizione grandi stampe che raffigurano le innumerevoli copertine di dischi, prime pagine di rotocalchi e riviste, pubblicità e foto tutte dedicate a Gigi e ricreate in impeccabile stile d’epoca, ricorrendo al collage di vecchie riviste italiane, francesi, inglesi di cui Josh ha fatto incetta su eBay. Il progetto però copre più media, ed è straordinario il video in cui Gosfield è riuscito a creare una mimesi perfetta dello stile nouvelle vague di Godard, mentre un altro video, trailer del mockumentary su Gigi, rivela qualche altro segreto su questa figura misteriosa. Spiritoso, accuratissimo e intelligentissimo, questo lavoro di Josh Gosfield rende il pubblico divertito complice di una enorme messinscena, in cui è presente sottotraccia la riflessione sul ruolo dei media nella creazione della fama. E così Gigi, che non abbiamo mai conosciuto perché non è mai esisitita, risulta talmente autentica che finiamo volentieri per ricordarla come è più che se fosse vera.

Francesco Satta

Fino al 30 giugno presso Claudio Bottello Contemporary, via Bogino 17h, Torino



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