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06:33 mercoledì 17 giugno 2026
Le maglie da calcio più desiderate di questi Mondiali costano soltanto 50 dollari, raccontano New York e sono un’idea di Mamdani Sono state disegnate da un'artista di Brooklyn e realizzate da una piccola azienda famigliare di Bed Stuy. Una risposta al costosissimo merchandise ufficiale del Mondiale.
Un regista ha deciso di distribuire il suo primo film esclusivamente in videocassetta per protestare contro l’AI È la prima volta che succede in 22 anni. Il film si intitola This is How the World Ends e lo ha diretto Robert dos Santos.
In Cina hanno cancellato più di 12 mila corsi di laurea perché l’AI li ha resi obsoleti I tagli si sono concentrati soprattutto (come sempre in questi casi) nelle arti e nelle discipline umanistiche, ma ce ne sono stati parecchi anche nelle lingue straniere e nella gestione aziendale.
Una ricerca ha dimostrato che andare in bici fa così bene a corpo e mente che dovrebbe rientrare nelle politiche di salute pubblica La ricerca comprende 87 studi da 19 Paesi e conferma che la bici è uno dei più efficaci strumenti per migliorare la qualità della vita in città.
È disponibile in streaming Free Party: A Folk History, uno dei più bei documentari di sempre sulla storia dei rave Presentato nel 2023, il film di Aaron Trinder racconta la nascita della scena rave britannica e soprattutto il leggendario festival di Castlemorton, uno dei più grandi rave di tutti i tempi.
Ci vorranno almeno sei mesi per rimuovere tutte le mine piazzate nello Stretto di Hormuz e riaprirlo davvero Ma prima bisogna capire se queste mine ci sono, perché l'Iran potrebbe come non potrebbe averle piazzate.
La Cassazione ha stabilito che se i tuoi colleghi ti causano ansia e stress il tuo capo deve risarcirti (e tanto, anche) Dopo la sentenza il lavoratore in questione è stato riassunto e il datore di lavoro costretto a pagare un risarcimento di 80 mila euro.
A Berlino ci sarà la più grande retrospettiva mai dedicata a Ryuichi Sakamoto Si intitola seeing sound, hearing time e, dopo Tokyo e Pechino, arriva finalmente anche in Europa, dall'11 settembre 2026 al 23 maggio 2027.

C’eravamo tanto amati, Timothée

La relazione con Kylie Jenner mette il fandom dell'attore davanti a un dilemma: si è arreso anche lui alle leggi hollywoodiane in fatto di power couple? O, peggio ancora, si è innamorato davvero?

04 Febbraio 2024

La cosa bella dei Golden Globe è che per noi italiani avvengono quasi sempre in concomitanza con il rientro reale alla vita di tutti i giorni dopo due settimane di apnea fatta di giorni lenti, pranzi, cene, veglioni. La cerimonia è la risposta alla necessità di tutti di ricominciare lentamente, di riempire gli uffici di chiacchiere di sottofondo, condivise, leggere. Ma non è soltanto per questa solita coazione alla chiacchiera leggera che quest’anno i Golden Globe sono stati per giorni dibattuti. Non soltanto per il red carpet, per Jeremy Allen White che vince il premio come Miglior attore di una serie comedy poche ore dopo l’uscita della sua pubblicità per Calvin Klein (sì ok bene però ora basta, è ovunque). Non solo per Kieran Culkin che ha preso in giro Pedro Pascal per non aver vinto il premio come Miglior attore in una serie drammatica. Non solo per tutto questo, ma soprattutto per loro due: Timothée Chalamet e Kylie Jenner, seduti allo stesso tavolo, perduti in pubbliche effusioni che hanno sconvolto gli animi e spezzato cuori in giro per il mondo, ma soprattutto per l’Internet. Questi due, che ufficialmente si frequentano da settembre (ma in realtà le prime voci parlano di aprile) a un certo punto vengono ripresi assorti occhi negli occhi mentre si dicono cose sottovoce con annesso bacio finale. Qualcuno potrebbe addirittura azzardare un “beh, insomma e quindi?” e probabilmente avrebbe ragione, ma il fuoco del rientro al mondo reale ha bisogno di legna, il cuore delle fan è fragile e si era già crepato con quel video – più o meno rubato – durante il concerto di Beyoncé dove la cosa era diventata di proprietà del gentile pubblico.

Il cuore è fragile a maggior ragione se poi si scopre grazie alla lettura di un labiale che Selena Gomez (che aveva recitato in Un giorno di pioggia a New York di Woody Allen con Chalamet) chiede una foto con lui e la terribile Kylie dice di no. E se alla notizia di questo grande rifiuto persino Taylor Swift, che di certo nella sua vita ne ha viste tante, inorridisce incredula, le povere fan cosa possono dire? Con un altro agile labiale si scopre che i Chalenner non stavano parlando di piani sequenza né si stavano dicendo cose sconce: banalmente a lei piace molto la collana Cartier di lui e quasi quasi ne prenderà una uguale (un classico con le collane Cartier).

Per le povere fan non ci sono buone notizie. E forse la più brutta non sarebbe nemmeno che il loro è vero amore, così vero da poter essere urlato dalle Alpi alle Ande. In fondo questa sarebbe una cosa bella, sono innamorati, e i cinici da dietro le tende si chiedono se li si nota di più se si rallegrano della nuova coppia o se invece scommettono sul numero esatto di settimane che la separa dalla rottura. Forse la notizia è ben peggiore: forse Timothée Chalamet ha ingannato tutti. Con quel fascino pulito (possiamo dire troppo pulito), con quello stile sempre giusto quando esce per il caffè da Starbucks ma di classe quando si presenta sui red carpet (possiamo dire che quest’ultimo Celine era noioso? Ma sì), con quel suo modo un po’ intellò di siglare sodalizi artistici (possiamo dire che avere su Instagram la foto di Luca Guadagnino come profile pic è molto cringe? Fossi in Luca chiamerei o scriverei un necrologio ad hoc per suggerire anche basta), con quel suo giocare con la pesca mentre suonano le canzoni di Franco Battiato e di Sufjan Stevens somewhere in Northen Italy ci ha illuso di essere diverso. Ha illuso milioni di fan e meno fan con quel nome e cognome tutto francese che da sempre denota classe e un certo charme nonché l’ovvia abitudine di leggere classici in lingua per non annoiarsi al mare.

E invece eccolo mainstreamamente cedere alla bellissima, cooptato nella grande famiglia Jenner-Kardashian che tutto può, a tutto arriva e con tutto aumenta la sua brand image. In tutto questo infatti a uscirne come quella che prende ciò che le serve è lei, Kylie Jenner, già un po’ annoiata con la molletta per capelli agli US Open di tennis, mentre guarda altrove mentre lui la bacia ai Golden Globe. Intanto, è già “innovatrice” sulla cover del WSJ Magazine in cui compare addirittura con intellettualissima stringata maschile nera corredata da calzino bianco. Già bellissima ma stavolta con un je ne sais quoi artsy sulla cover di Interview Mag. Chalamet, dispiace ma forse è arrivato (già) il momento di dirti au revoir.

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