Foto sgranatissime, video incomprensibili, una musica che se ascoltata al contrario riproduce il messaggio «exciting announcement tomorrow».
L’ultimo tweet di Chadwick Boseman è il tweet con più like nella storia di Twitter
“Rest in power” è la frase che amici, fan e colleghi in questi giorni hanno scritto sui social per ricordare Chadwick Boseman, l’attore, volto di Black Panther e quindi ex re di Wakanda, scomparso sabato 29 agosto dopo una lunga malattia durata quattro anni. E l’ultimo tweet pubblicato dal suo account ufficiale, quello con cui la famiglia ha annunciato la perdita, è diventato il tweet più apprezzato nella storia di Twitter: un record che l’account del social network ha ufficializzato scrivendo: «Il tweet con più like di sempre. Un tributo degno di un re». Al momento sono oltre 7 milioni di like, e oltre 3 milioni di retweet.
— Chadwick Boseman (@chadwickboseman) August 29, 2020
Il tweet con la foto dell’attore, include una dichiarazione della sua famiglia che rivela che Boseman era in condizioni critiche dal 2016. «È stato un vero combattente, Chadwick ha perseverato in tutto questo, regalandoci molti dei film che abbiamo imparato ad amare così tanto. Tutti sono stati girati tra innumerevoli interventi chirurgici e durante la chemioterapia», hanno scritto. «L’onore più grande della sua carriera è stato interpretare il re T-Challa in Black Panther».
Intanto, Boseman continua a essere ricordato dai colleghi di Hollywood, dai registi come Spike Lee che ha condiviso sul proprio profilo Instagram alcuni scatti dalla sua ultima opera, Da 5 Bloods, in cui Boseman aveva un ruolo chiave, ma anche dalle comunità nere e dal mondo politico. «Ha fatto vivere la nostra storia sul grande schermo», ha detto il reverendo Martin Luther King III, mentre Obama ha ricordato di quando Boseman si recò alla Casa Bianca per lavorare con alcuni ragazzi, «un vero eroe per tutti i nostri giovani afroamericani». Chadwick aveva dedicato il suo ultimo tweet, lo scorso 12 agosto, a Kamala Harris. «Ho il cuore spezzato», ha scritto lei.
La chiusura dell'app di generazione di video tramite AI è una notizia improvvisa ma non così imprevista: i problemi legali erano molti e grossi, tutti relativi al diritto d'autore.
In molti hanno sottolineato una differenza sostanziale tra Zuckerberg e i dipendenti di Meta, però: lui non può essere licenziato e rimpiazzato dall'AI.
La foto del Ministro degli Esteri che esercita il diritto di voto è diventata, suo malgrado, il simbolo di tutto ciò che è andato storto nella campagna per il Sì, tra citazioni sbagliate e foto imbarazzate.
L'uomo si chiama George Georgiou, ha 69 anni e di mestiere fa l'operaio. Ha definito quello che gli è successo «assurdo».