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02:52 lunedì 20 aprile 2026
Il biopic su Kate Moss è in realtà la storia del ritratto che Lucien Freud fece a Kate Moss S'intitola Moss & Freud e racconta la tormentata realizzazione del celebre ritratto Naked Portrait.
Torneremo a usare i contanti, per colpa delle guerre in Medio Oriente Ma non è luddismo monetario: in un panorama segnato da minacce di blackout, attacchi informatici e tensioni internazionali, la scorta di contante domestico viene oggi promossa come il solo bunker finanziario.
Il Segretario della Guerra Pete Hegseth si rifiuta di ammettere di aver citato Pulp Fiction in una preghiera per i soldati americani in Iran, nonostante la sua preghiera fosse identica al monologo “Ezechiele 25:17” di Pulp Fiction E nonostante il fatto che tutti si siano accorti subito che stava citando il monologo "Ezechiele 25:17" di Pulp Fiction. Anche perché l'unica altra spiegazione possibile è che Hegseth non conosca i versetti della Bibbia che cita.
La coppia formata da Cameron Winter e Olivia Rodrigo è un enigma che nemmeno i social riescono a risolvere Cosa unisce la principessa del pop gen alpha con il cantante dei Geese? In attesa di capire se facciano davvero coppia, internet non sembra farsene una ragione.
Lana Del Rey ha fatto una canzone per 007 ma non tutti hanno capito che si tratta del videogioco e non del film Molti sono ancora confusi da "First Light": la canzone più bondiana di Lana Del Rey, che sembra la intro di un film di 007 ma un film non ce l'ha.
Le persone che si sono accaparrate i biglietti per le prime proiezioni di Dune 3 li stanno rivendendo su eBay a migliaia di dollari Su eBay si trovano biglietti per gli spettacoli in IMAX venduti al 1500 per cento del prezzo originale.
Il libro fotografico con le ragazze che imbracciano armi che compare in The Drama esiste davvero (più o meno) Si intitola Chicks with Guns, lo ha fatto la fotografa Lindsay McCrum ed è uscito nel 2011. Ed è molto, molto simile a quello che si vede nel film.
La prima canzone dei Massive Attack dopo quasi dieci anni è un pezzo contro la guerra fatto assieme a Tom Waits Si chiama Boots on the ground e parla di disordini che stanno avvenendo negli Usa, mescolando liriche belliche a immagini grottesche.

Il cervello dei ricchi funziona in modo diverso

21 Febbraio 2017

Sappiamo che il modo di guardare le cose o di interpretare i fenomeni varia in relazione al linguaggio e quindi alla geografia e al tipo di cultura da cui si proviene. Davanti alla stessa immagine, per esempio, occidentali e orientali hanno un modo diverso di concentrare l’attenzione. Gli occidentali sono più portati a cogliere i dettagli, mentre gli orientali sono naturalmente portati alla visione d’insieme. Meno scontate sono le differenze di percezione tra diverse classe sociali di una stessa popolazione.

In tempi recenti diversi studi scientifici si sono dedicati a questo tema da diverse angolazioni, ma giungendo sempre a risultati simili, spiega Drake Baer su Science of Us. Un esempio molto significativo viene per esempio da uno studio sull’empatia di Michael Varnum, neuroscienziato all’Arizona State University, pubblicato in un paper del 2015. Dopo aver compilato un questionario sul loro livello di educazione e di reddito, i 58 partecipanti erano sottoposti a un elettroencefalogramma mentre gli venivano mostrate delle facce con espressioni normali o sofferenti. Con il risultato che, nonostante i partecipanti con un livello socioeconomico di livello più elevato si fossero definiti più empatici, era vero in realtà il contrario. I partecipanti “ricchi” si erano dimostrati infatti meno sensibili a livello neurologico alla sofferenza altrui.

In un altro studio del 2016, Varnum e i suoi colleghi hanno scoperto che persone di classe sociali più basse hanno un sistema di neuroni a specchio più sensibile, il che ha portato alla conclusione che «il nostro sistema cognitivo, il grado con cui risponde al comportamento altrui, è influenzato dalla nostra classe sociale». Un altro studio realizzato da Pia Dietze a ottobre 2016 è giunto a conclusioni simili.

Ci sono molte possibili interpretazioni sulle cause di queste differenze. Vivere in povertà porta a dipendere di più dagli altri, oppure l’essere attenti a ciò che ti sta intorno può essere legato alle condizioni di vita in un ambiente meno sicuro. Le persone più ricche prestano meno attenzione agli altri perché possono permetterselo e possono concentrarsi maggiormente sui loro obiettivi e desideri. Queste, in sintesi, le argomentazioni prodotte dal dottor Varnum.

Fotografia Getty Images.

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