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C’è una casetta che è rimasta miracolosamente intatta nell’inondazione in Nepal e nessuno sta riuscendo a spiegare come sia stato possibile L'hanno ribattezzata "casa miracolosa" e le hanno dato un pin tutto suo su Google Maps, dove ora è classificata come "a prova di alluvione".
A 80 anni Paul Schrader ha provato l’ayahuasca e gli è piaciuta così tanto che ha deciso di farci un film Dopo otto trip consecutivi (otto!) e un mese in Costa Rica, Schrader ha capito che dall'esperienza era necessario trarre un film.
Anne Carson ha scritto un bellissimo saggio per dire che ama follemente Rosalía È così innamorata che ne perdona anche i difetti: ad esempio non sembra del tutto convinta dei testi delle sue canzoni, ma, ci tiene a specificare, lei «non è certo la giudice migliore».
La strana, stranissima storia che ha portato un collettivo antifascista italiano nella lista delle organizzazioni terroristiche degli Stati Uniti L'A/I Collective, che fornisce servizi internet anonimi, da adesso è considerata un'organizzazione terroristica di sinistra, accusata di sostenere la cosiddetta "rete antifa".
Una delle cose più belle scritte da Gloria Steinem è un capitolo del suo memoir in cui racconta che divenne femminista grazie a sua madre, che femminista non aveva mai potuto essere Un testo che si può leggere gratuitamente sul sito del Guardian, uno dei tantissimi lasciti della giornalista, scrittrice e attivista.
Se un adolescente vi dovesse dare del “poliestere”, sappiate che vi sta insultando pesantemente Polyester è il nuovo improperio preferito dei ragazzini: si usa per le persone che conducono una vita "finta" e superficiale. Ma anche per chi fa video brutti.
Tom Hardy ha pubblicato un album rap e la cosa sorprendente è che non è per niente male Si intitola Czarface Meets Frankie Pulitzer: quindici tracce con Inspectah Deck dei Wu-Tang Clan e 7L & Esoteric, più Busta Rhymes, Method Man ed El-P.
Putin ha deciso che da ora in poi le aziende che non sanno difendersi dagli attacchi dei droni ucraini verranno nazionalizzate E sarà lui (ovviamente) a decidere chi gestirà l'azienda, e come, dopo l'avvenuta nazionalizzazione.

Uno dei ladri del water d’oro di Maurizio Cattelan ha confessato

03 Aprile 2024

A distanza di 5 anni dal misfatto, un uomo si è finalmente dichiarato colpevole per il furto del famoso “cesso d’oro” di Maurizio Cattelan. Si chiama James “Jimmy” Sheen, ha 39 anni, vive a Wellingborough, Northamptonshire, e si è dichiarato colpevole martedì 2 aprile, davanti alla Crown Court di Oxford.  Come ha riportato il Guardian, Sheen è comparso davanti alla Oxford Crown Court tramite collegamento video dal carcere HMP Five Wells di Wellingborough, dove sta già scontando una pena di 17 anni per una serie di furti, tra cui trattori per un valore di 400 mila sterline e trofei di alto valore provenienti dal National Horse Racing Museum di Newmarket. Gli altri tre uomini sospettati, Michael Jones, Frederick Sines e Bora Guccuk, continuano a dichiararsi non colpevoli per le accuse legate al furto: verranno processati il 24 febbraio 2025.

Perfettamente funzionante e utilizzabile per soli tre minuti per evitare code troppo lunghe, il water da 18 carati e del valore di 5 milioni di dollari era stato rubato dal Blenheim Palace di Woodstock nel settembre 2019, due giorni dopo l’inaugurazione della mostra. La brusca rimozione dell’opera da parte dei ladri, tra l’altro, aveva causato allagamenti e gravi danni alla dimora signorile del XVIII secolo e patrimonio mondiale dell’Unesco, considerata un capolavoro dell’architettura barocca.

L’opera, che si chiama “America”, aveva esordito nel 2016 val Guggenheim Museum di New York, dove 100 mila persone avevano fatto la fila per vederla (e usarla), o per usare le parole di Nancy Spector, ai tempi direttrice artistica e curatrice capo del Guggenheim, «per avere l’opportunità di entrare in comunione con l’arte e con la natura».

Nel 2019, quindi, l’opera era stata spostata a Blenheim e installata in una piccola stanza di fronte alla camera in cui nacque Winston Churchill in occasione della prima mostra personale di Cattelan nel Regno Unito in più di 20 anni. L’ampia mostra, che continuò anche dopo la rapina (di cui si parla anche nel catalogo), si chiamava Victory is Not an Option e oltre a raccontare la trentennale carriera dell’artista italiano comprendeva nuove opere concepite per l’occasione.

In pezzo dal bellissimo titolo: “Golden, Going, Gone” il New York Times aveva riportato i commenti a caldo dell’artista dopo la notizia del furto: «Credevo fosse uno scherzo. Ho pensato: chi è così stupido da rubare un water? Per un secondo mi sono dimenticato che è un water d’oro». E poi: «Voglio essere positivo e pensare che sia un’azione ispirata a Robin Hood». Cattelan aveva subito negato che si trattasse di una delle sue trovate, come inizialmente il mondo dell’arte aveva pensato: «Mi piacerebbe che fosse uno scherzo. E invece no, la situazione è molto seria, anche se è tutto un po’ surreale trattandosi di un water». E adesso abbiamo la prova dell’innocenza dell’artista.

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