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13:24 mercoledì 11 febbraio 2026
Trump ha fatto rimuovere la bandiera Lgbtq+ dal monumento di Stonewall, il luogo in cui è nato il movimento Lgtbtq+ Il governo ha poi spiegato che le uniche bandiere consentite nei pubblici monumenti sono quelle che «esprimono la posizione ufficiale» del governo.
La pergamena lunga 36 metri sulla quale Jack Kerouac scrisse la prima stesura di Sulla strada andrà all’asta La basa d'asta è fissata a due milioni e mezzo di dollari, per un oggetto diventato quasi leggendario tra gli appassionati di letteratura americana.
Per addestrare la sua intelligenza artificiale, l’azienda Anthropic avrebbe comprato, scansionato e poi distrutto due milioni di libri usati L'azienda avrebbe approfittato di un cavillo legale e sostiene di avere tutto il diritto di usare in questa maniera libri che ha regolarmente acquistato.
Maison Margiela ha reso disponibile il suo intero archivio, per tutti, gratuitamente, su Dropbox L'iniziativa fa parte del progetto MaisonMargiela/folders, che porterà il brand in Cina con 4 mostre, e una sfilata programmata ad aprile.
Su Vanity Fair è uscita la prima intervista mai fatta a Bianca Censori Per la prima volta ha parlato di sé, in occasione della mostra che sta presentando a Seoul (anche se, ovviamente, Ye si è messo in mezzo).
Il governo francese invierà una lettera a tutti i 29enni del Paese per invitarli a fare figli prima che sia troppo tardi È parte di una campagna per contrastare la denatalità e informare su salute riproduttiva e sessuale. Ma in molti l'hanno accolta abbastanza male.
Le compagnie aeree stanno cancellando i voli verso Cuba perché sull’isola non c’è abbastanza carburante per fare rifornimento e ripartire C'entra l'embargo degli Stati Uniti e la crisi in Venezuela, la situazione è talmente grave che già a marzo Cuba potrebbe non avere più benzina.
All’Halftime Show alternativo dei trumpiani c’erano a malapena 200 spettatori Nel frattempo, lo spettacolo di Bad Bunny è diventato il più visto nella storia del Super Bowl, con 135 milioni di spettatori.

Il fantasma di Carolyn Bessette-Kennedy su Instagram

Il 7 gennaio la bellissima moglie di John Fitzgerald Kennedy Jr., morta nel 1999, avrebbe compiuto 56 anni, ma nelle immagini dei tanti account creati per adorarla è rimasta cristallizzata in un'eterna giovinezza.

09 Gennaio 2022

I social media ci hanno dato nuovi modi per elaborare il lutto e questo vale anche per la morte di personaggi famosi. Una volta si facevano pellegrinaggi fino a Père-Lachaise solo per lasciare una sigaretta sulla tomba di Jim Morrison, adesso si aprono account tematici su Instagram dove rilanciare foto e video che conservano l’allure della star defunta all’apice del successo. Non si tratta solo di consumare nostalgia, è più una seduta spiritica in cui si rievoca il loro stile per perpetuarne l’influenza sulla società. Un fenomeno che trova particolare evidenza con Carolyn Bessette-Kennedy: gli account Instagram a lei dedicati sono altari di un piccolo culto coltivato da utenti devotissimi. Scrollando questi account in memoriam di Carolyn Bessette, è impossibile non subirne il magnetismo. È difficile smettere di fissare le sfumature biondo-oro dei suoi capelli lisci, gli occhi azzurro-piscina di Palm Beach, il sorriso largo alla Julia Roberts, la mano candida e affusolata che stringe, abbraccia, tiene al guinzaglio senza sforzo cani di grossa taglia, mentre veleggia spedita sui marciapiedi di New York in Ralph Lauren. Nata il 7 gennaio 1966 a New York, morta il 16 luglio 1999 in un incidente aereo mentre si recava a una cerimonia di nozze a Martha’s Vineyard insieme a sua sorella Lauren e al marito John F. Kennedy Jr, detto John John. Inabissati nell’Oceano Atlantico: in un certo senso è un modo di morire molto chic.

Carolyn Bessette non ha mai rilasciato un’intervista, di lei si diceva che non amava mettere in mostra la sua vita. Questo non ha fermato i paparazzi appostati sotto il loft a Tribeca, dove viveva con John John Kennedy: un appuntamento che affrontava dignitosamente mostrandosi impermeabile alle provocazioni dei fotografi. Sono soprattutto queste foto rubate che l’hanno fatta diventare un’icona dello street-style e l’hanno consegnata ai posteri. Minimal ed elegante, chic e newyorkese, sono gli aggettivi ripetuti come mantra dalle riviste di moda che per prime non ne hanno accettato la scomparsa. Cappotto Yohji Yamamoto, jeans Calvin Klein e stivali Prada, il nero, il beige e un po’ di rosso: si scrollano le foto cercando di assorbire le lezioni di stile. Le foto del matrimonio con cerimonia privatissima a Cumberland Island sono le più belle della power couple più fotogenica mai esistita. Guardarle causa uno shock culturale, soprattutto oggi che i matrimoni degli influencer sono maratone documentate minuto per minuto, con l’esercito di wedding planner che srotola chilometri di lucine su tendoni adibiti a sale ricevimento, coi putti scolpiti nel ghiaccio che pisciano vodka e spose con almeno dieci cambi d’abito. Nella loro foto più famosa, Carolyn Bessette esce da una chiesina semi-diroccata mentre l’uomo più affascinante del mondo le bacia la mano guantata, indossando l’abito da sposa più bello mai visto: di Narciso Rodriguez, color perla, in crêpe di seta, che scivola perfetto. Di una semplicità che ha del mistico e funziona solo per certe sante.

L’account Instagram che va seguito per diventare iniziati del culto è @carolynbessettehd, che trova rare e sfocate foto della coppia, prese dai giornali di gossip degli anni ’90 e le lavora dandogli un nitore da tecnologia del Ventunesimo secolo. Chi gestisce @carolyn_iconic e @carolynbessette svolge invece un lavoro da documentarista, con la stessa perizia e delicatezza di un egittologo alle prese con una tomba intatta e ricoperta di geroglifici. Si trovano reperti incredibili, come ad esempio lo screenshot da un video in cui si vedono Lady Diana, Elton John e Carolyn Bessette al funerale di Gianni Versace. O il ritaglio ingiallito di un giornale in cui si parla di questa “nuova fiamma” di Kennedy Jr, sperando che non sia “un’altra Daryl Hannah”, con cui precedentemente John John aveva avuto una liaison. O la foto che le hanno scattato uscendo da Saks Fifth Avenue per l’ultimo pomeriggio di shopping della sua vita, prima di salire sul fatale aereo. E poi le foto con Jennifer Aniston e Kate Moss, le gite in barca, le corse a Central Park in athleisure fianco a fianco col marito. Di una fighezza tale che si capisce quasi perché certe frange estreme di Qanon credono che John Kennedy Jr sia ancora vivo e sono lì che aspettano la sua apparizione a Dallas o durante un concerto dei Rolling Stones.

Le disgrazie succedono anche ai bellissimi. Non erano di questo mondo, eppure sono morti. Erano un’idea di futuro che non si è realizzata. Difficile non farsi sopraffare dal pensiero magico e pensare cose il cui incipit è “se non fossero morti”. Se non fossero morti, sarebbero diventati al momento opportuno i naturali inquilini della Casa Bianca e non ci sarebbe stato Bush, le Torri non sarebbero crollate, non ci sarebbe stata la crisi economica del 2008 e neanche quella pandemica del 2020, e tutti saremmo ancora temporalmente incastrati nella seconda metà degli anni Novanta, felici, benestanti e con la famiglia intatta. Come se il mondo si fosse fermato al 1999.

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