L'Agenzia nazionale del Turismo norvegese ha pubblicato un articolo intitolato «Questi sono i cessi migliori del mondo?». E, in effetti, nel Paese ci sono davvero dei bellissimi bagni pubblici.
Le nuove assunte del Comune di Tokyo sono due capre a cui è stato affidato il campito di “curare” il prato attorno alla stazione
Cioè, di brucare il prato attorno alla stazione di Yotsuya. Lavoro in cui Nagi e Pokke si sono fin qui dimostrate impeccabili.
Nel centro di Tokyo, dove ogni metro quadrato ha un prezzo e ogni minuto un orario, le due nuove celebrità della città passano le giornate a mangiare erba. Si chiamano Nagi e Pokke, sono due capre bianche, lui di un anno e lei di due, e dal 9 ottobre lavorano su un terreno incolto accanto alla stazione di Yotsuya, uno dei nodi ferroviari più trafficati della capitale giapponese, come racconta Euronews. A metterle lì è stata JR East, la compagnia ferroviaria che gestisce la stazione, che sul suo profilo X le ha presentate con un messaggio a metà tra il comunicato e il cartone animato: mangiano di gusto e tengono pulita la stazione. Più precisamente, si tratta di una sperimentazione di diserbo con le capre, pensata come metodo «rispettoso dell’ambiente», riporta il Tokyo Sports, al posto dei tosaerba e dei diserbanti (un’iniziativa simile l’ha presa anche il Comune di Ixelles, in Lussemburgo).
L’idea, secondo quanto ha spiegato JR East al sito J-Town Net, è venuta a un dipendente della stazione, e non è nemmeno del tutto nuova: la compagnia aveva già sperimentato il pascolo delle capre altrove, ma questa è la prima volta all’interno dell’anello della Yamanote, la linea circolare che delimita il cuore di Tokyo. Il terreno è di circa 900 metri quadrati, e le capre resteranno al lavoro fino a dicembre, o fino a quando non avranno finito l’erba. Nel frattempo sono diventate un’attrazione: dal ponte in ferro che passa sopra il lotto, scrive il Japan Times, studenti e salary man si fermano a guardarle durante la pausa pranzo, mentre sui social si moltiplicano foto e video di Nagi e Pokke che brucano, bevono e si riposano nel loro piccolo riparo, del tutto indifferenti ai treni che passano.
Il successo delle due capre dice qualcosa di Tokyo, e forse di tutte le grandi città: basta pochissimo, un pezzo di prato e due animali che fanno il loro lavoro senza fretta, per interrompere la corsa quotidiana dei pendolari. «Mi rilassano. Oggi ho avuto un sacco di lezioni, e fermarmi qui prima di tornare a casa è diventata la mia abitudine», ha raccontato una matricola universitaria alla tv giapponese ANN. Nei commenti dei passanti raccolti dalla stampa locale torna sempre la stessa parola, iyasareru, che sta più o meno per «mi sento rasserenato»: le capre di Yotsuya non sono solo un sistema di manutenzione sostenibile del verde, ma una piccola oasi in mezzo alla città. Almeno fino a dicembre, o fino all’ultimo filo d’erba.