Cioè, di brucare il prato attorno alla stazione di Yotsuya. Lavoro in cui Nagi e Pokke si sono fin qui dimostrate impeccabili.
Dopo che Trump l’ha definita «un cesso di Paese», la Norvegia ha risposto pubblicando una lista dei suoi bagni pubblici più belli
L'Agenzia nazionale del Turismo norvegese ha pubblicato un articolo intitolato «Questi sono i cessi migliori del mondo?». E, in effetti, nel Paese ci sono davvero dei bellissimi bagni pubblici.
Nel 2018 Donald Trump diceva di volere più immigrati dalla Norvegia e meno da quelli che aveva chiamato «shithole countries», Haiti e diversi paesi africani. Otto anni dopo la classifica si è ribaltata. Domenica 25 ottobre, durante un comizio a Port Huron, in Michigan, a pochi giorni dalle elezioni di metà mandato, il Presidente americano è tornato sulla sua ossessione per il Nobel per la Pace, assegnato quest’anno alla giurista sudafricana Navi Pillay, e se l’è presa con un intero Paese: «Francamente, la Norvegia fa schifo. La Norvegia è diventata un “shithouse country”, in realtà», cioè più o meno un Paese latrina, aggiungendo che per questo non vuole «nessuno dalla Norvegia», come si sente nel video del discorso. Il giorno dopo il Ministro degli Esteri norvegese Espen Barth Eide ha ricordato alla tv pubblica NRK che Trump «sa benissimo che il Comitato Nobel è indipendente», come riportato da Euronews e dalle principali agenzie. Ma la risposta più efficace non è arrivata dalla diplomazia.
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È arrivata da Visit Norway, l’ente ufficiale del turismo norvegese, che ha deciso di prendere l’insulto alla lettera. Sul suo sito ha rilanciato una vecchia pagina dedicata ai bagni pubblici del paese con un nuovo titolo, «Are these the world’s best shithouses?», e uno slogan preso in prestito direttamente dal repertorio trumpiano: «Norway makes shithouses great again!». Sui social il messaggio era ancora più diretto: «Abbiamo sentito un po’ di chiacchiericcio attorno a un “Paese latrina”. Che dire, abbiamo davvero alcuni dei bagni più belli e spettacolari del mondo», si legge nel comunicato ufficiale che ricostruisce la campagna. Le foto, del resto, non hanno bisogno di troppe spiegazioni: c’è il bagno del belvedere di Stegastein, sospeso sull’Aurlandsfjord, che secondo la rivista di design DesignCurial è tra i dieci bagni pubblici più belli del mondo; c’è quello a forma d’onda di Ureddplassen, sulla costa di Helgeland, accanto al memoriale per l’equipaggio del sottomarino Uredd affondato durante la Seconda guerra mondiale; e c’è il bagno dorato sull’isola di Senja.
Non sono trovate da campagna pubblicitaria, ma architetture vere: fanno parte del progetto delle Norwegian Scenic Routes, le diciotto strade panoramiche dove l’amministrazione stradale norvegese ha commissionato ad architetti e designer belvedere, aree di sosta e, appunto, servizi igienici pensati per dialogare con il paesaggio. Il materiale, secondo quanto riportato da Associated Press, era stato preparato anni fa per la Giornata mondiale del bagno, che cade il 19 novembre, e Trump ha semplicemente offerto l’occasione perfetta per ritirarlo fuori. «Il mondo ha bisogno di farsi una risata», ha spiegato alla NRK Evgenia Egorova, responsabile dei social di Visit Norway, raccontando che la scelta è stata quella di rispondere con gentilezza e un po’ di umorismo. Che è forse il modo più norvegese possibile di chiudere la questione: niente incidente diplomatico, solo un invito a venire a vedere di persona. Anche quando non scappa.