L'uomo che a Detroit inventò un suono che non esisteva è morto a 64 anni. Una delle sue ultime esibizioni è stata quella al Dekmantel di Amsterdam, nella scorsa estate. Ora la si può vedere tutta, ancora e ancora.
Forse stavolta non dovremo aspettare dieci anni per vedere il nuovo film di Jonathan Glazer
Il regista lo ha rivelato quasi per caso al New York Film Festival: dettagli non ne ha dati, però ha detto che è già a buon punto con la scrittura.
Jonathan Glazer è uno di quei registi che parlano poco e girano ancora meno, e proprio per questo ogni sua frase pubblica finisce per diventare una notizia. L’ultima è arrivata quasi per caso: durante l’incontro con il pubblico che ha seguito la proiezione del suo nuovo documentario al New York Film Festival, il regista di La zona d’interesse si è lasciato sfuggire che, quando è stato coinvolto nel progetto, era nel pieno della scrittura del suo prossimo film. A raccogliere la frase è stato World of Reel, che sottolinea come Glazer non abbia aggiunto altro: niente titolo, niente trama, niente cast. Ma per uno abituato a lasciar passare un decennio tra un’opera e l’altra, anche un inciso del genere vale come conferma che il nuovo film di Jonathan Glazer è già in lavorazione.
Il documentario in questione si intitola Joy of Joys, dura 38 minuti ed è stato presentato in anteprima mondiale nella sezione Spotlight Gala della 64ª edizione del festival newyorkese. Ideato insieme a Mica Levi, come si legge nella scheda del BFI London Film Festival, racconta dietro le quinte degli studi di Abbey Road la registrazione di HELP(2), l’album benefico di War Child Records candidato al Mercury Prize, con tra gli altri Damon Albarn, Olivia Rodrigo, Arctic Monkeys, Beth Gibbons, Fontaines D.C. e Jarvis Cocker. L’idea, secondo la presentazione ufficiale del festival, è stata affidare le videocamere a dei bambini: alcuni scolari londinesi, liberi di riprendere le sessioni come volevano, e altri bambini che vivono in zone di guerra come Gaza, Sudan, Ucraina e Yemen, le cui immagini scorrono in parallelo a quelle dello studio.
Che qualcosa si stesse muovendo, del resto, Glazer l’aveva già lasciato intendere l’anno scorso a Bologna, durante la lezione di cinema tenuta il 27 giugno 2025 al Cinema Modernissimo per Il Cinema Ritrovato: in quell’occasione, come riportato dal sito del festival, aveva detto di essere già al lavoro su un nuovo film e che questa volta non sarebbero passati dieci anni. Sarebbe una piccola rivoluzione per un autore che in venticinque anni ha diretto appena quattro lungometraggi: Sexy Beast (2000), Birth (2004), Under the Skin (2013) e La zona d’interesse (2023), Grand Prix a Cannes e due Oscar, tra cui quello per il miglior film internazionale. Sul resto, come sempre con Glazer, conviene non farsi illusioni: con ogni probabilità sapremo di che cosa si tratta solo quando sarà già pronto.