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13:39 venerdì 6 novembre 2026
Un regista sta girando un film sulla gentrificazione a Milano che inizia così: un regista frustrato deve girare uno spot per il Comune di Milano sulla riqualificazione di un quartiere Si intitola La piccola illusione, l'ha diretto Fabrizio Recchi è un cortometraggio indipendente e si finanzia con un crowdfunding in cui le ricompense si chiamano "Subaffitto in nero" e "Attico vista cantiere".
Forse stavolta non dovremo aspettare dieci anni per vedere il nuovo film di Jonathan Glazer Il regista lo ha rivelato quasi per caso al New York Film Festival: dettagli non ne ha dati, però ha detto che è già a buon punto con la scrittura.
Oggi ad Amsterdam si terrà la più grande manifestazione contro i data center mai organizzata da quando esistono i data center Il collettivo Geef Tegengas protesta contro il data center di Microsoft che verrà costruito vicino alla stazione di Sloterdijk e che consumerà tanta energia quanta ne consumano tutte le famiglie che vivono nella zona.
Tre sex worker si sono stufate delle piattaforme che le sfruttano e censurano, così hanno deciso di fondarsi una piattaforma tutta loro, «la più pro-sex worker del mondo» È nata per accorciare la strada tra i social e i contenuti per adulti, e la gestiscono tre sex worker. Vieta l’AI, commissioni più basse di OnlyFans e promette alle creator una cosa rara in questo lavoro: una comunità.
Il rimedio contro la desertificazione potrebbe venire da una sperduta isola dell’Atlantico che da deserto si è trasformata in giungla Dal 1847, su un’isola vulcanica di Ascension, gli alberi dei Kew Gardens hanno creato una foresta che si mantiene da sola. Gli scienziati la studiano per capire come fermare l’avanzata dei deserti, ma il modello ha dei limiti.
Il paradiso esiste e si chiama Gifcities, il museo che raccoglie tutte le gif apparse sull’internet dei bei vecchi tempi Più di quattro milioni di GIF animate recuperate dalle pagine di GeoCities, grazie all'ennesimo sforzo di conservazione del benemerito Internet Archive.
Le proteste in Francia continuano e adesso agli studenti si sono aggiunti lavoratori di praticamente tutti i settori Lavoratori degli ospedali, degli aeroporti, delle poste, delle scuole, delle ferrovie e molti molti altri: questo fine settimana sono attesi in piazza centinaia di migliaia di persone.
Le banche stanno iniziando a rinegoziare i mutui concessi alle persone che vivono nelle zone più a rischio a causa del Super El Niño Con il super El Niño che si sta formando nel Pacifico, i grandi istituti di credito stanno rivedendo i prestiti esposti a siccità e alluvioni, soprattutto in agricoltura.

Forse stavolta non dovremo aspettare dieci anni per vedere il nuovo film di Jonathan Glazer

Il regista lo ha rivelato quasi per caso al New York Film Festival: dettagli non ne ha dati, però ha detto che è già a buon punto con la scrittura.

06 Novembre 2026

Jonathan Glazer è uno di quei registi che parlano poco e girano ancora meno, e proprio per questo ogni sua frase pubblica finisce per diventare una notizia. L’ultima è arrivata quasi per caso: durante l’incontro con il pubblico che ha seguito la proiezione del suo nuovo documentario al New York Film Festival, il regista di La zona d’interesse si è lasciato sfuggire che, quando è stato coinvolto nel progetto, era nel pieno della scrittura del suo prossimo film. A raccogliere la frase è stato World of Reel, che sottolinea come Glazer non abbia aggiunto altro: niente titolo, niente trama, niente cast. Ma per uno abituato a lasciar passare un decennio tra un’opera e l’altra, anche un inciso del genere vale come conferma che il nuovo film di Jonathan Glazer è già in lavorazione.

Il documentario in questione si intitola Joy of Joys, dura 38 minuti ed è stato presentato in anteprima mondiale nella sezione Spotlight Gala della 64ª edizione del festival newyorkese. Ideato insieme a Mica Levi, come si legge nella scheda del BFI London Film Festival, racconta dietro le quinte degli studi di Abbey Road la registrazione di HELP(2), l’album benefico di War Child Records candidato al Mercury Prize, con tra gli altri Damon Albarn, Olivia Rodrigo, Arctic Monkeys, Beth Gibbons, Fontaines D.C. e Jarvis Cocker. L’idea, secondo la presentazione ufficiale del festival, è stata affidare le videocamere a dei bambini: alcuni scolari londinesi, liberi di riprendere le sessioni come volevano, e altri bambini che vivono in zone di guerra come Gaza, Sudan, Ucraina e Yemen, le cui immagini scorrono in parallelo a quelle dello studio.

Che qualcosa si stesse muovendo, del resto, Glazer l’aveva già lasciato intendere l’anno scorso a Bologna, durante la lezione di cinema tenuta il 27 giugno 2025 al Cinema Modernissimo per Il Cinema Ritrovato: in quell’occasione, come riportato dal sito del festival, aveva detto di essere già al lavoro su un nuovo film e che questa volta non sarebbero passati dieci anni. Sarebbe una piccola rivoluzione per un autore che in venticinque anni ha diretto appena quattro lungometraggi: Sexy Beast (2000), Birth (2004), Under the Skin (2013) e La zona d’interesse (2023), Grand Prix a Cannes e due Oscar, tra cui quello per il miglior film internazionale. Sul resto, come sempre con Glazer, conviene non farsi illusioni: con ogni probabilità sapremo di che cosa si tratta solo quando sarà già pronto.

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