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12:51 venerdì 6 novembre 2026
Oggi ad Amsterdam si terrà la più grande manifestazione contro i data center mai organizzata da quando esistono i data center Il collettivo Geef Tegengas protesta contro il data center di Microsoft che verrà costruito vicino alla stazione di Sloterdijk e che consumerà tanta energia quanta ne consumano tutte le famiglie che vivono nella zona.
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Oggi ad Amsterdam si terrà la più grande manifestazione contro i data center mai organizzata da quando esistono i data center

Il collettivo Geef Tegengas protesta contro il data center di Microsoft che verrà costruito vicino alla stazione di Sloterdijk e che consumerà tanta energia quanta ne consumano tutte le famiglie che vivono nella zona.

06 Novembre 2026

Il data center che Microsoft sta facendo costruire nel porto di Amsterdam, vicino alla stazione di Sloterdijk, consumerà ogni anno circa ottocento milioni di chilowattora, quasi quanto tutte le famiglie della città messe insieme. È contro questo cantiere, tre torri alte ottantacinque metri costruite dalla società britannica Pure DC e affittate interamente a Microsoft, che venerdì 6 novembre il collettivo Geef Tegengas ha convocato un’azione di massa a cui dovrebbero partecipare collettivi da tutta Europa, dalla Svizzera al Portogallo passando per Germania, Danimarca e Belgio. Il gruppo è noto nei Paesi Bassi per i blocchi della ferrovia del porto di Rotterdam, da cui nell’ottobre del 2025 la polizia aveva rimosso oltre 300 attivisti. Al progetto il collettivo contesta l’energia che sottrarrà a una rete elettrica già satura e l’uso militare dei server di Microsoft, dopo che nel 2025 un’inchiesta del Guardian aveva rivelato che l’intelligence militare israeliana conservava grandi quantità di dati sui palestinesi nei data center di Microsoft, anche nei Paesi Bassi.

Amsterdam è uno dei luoghi in Europa dove il conflitto è più concreto. I data center consumano già quasi il 5 per cento dell’elettricità olandese, e il Comune ha ammesso che la mancanza di capacità della rete mette a rischio la costruzione di 30 mila case e di 50 tra scuole e asili. Il progetto di Sloterdijk ha ottenuto permessi e allacciamento prima dell’arrivo di regole più severe, ed è stato diviso in tre edifici, ciascuno appena sotto la soglia oltre la quale scatterebbe il divieto nazionale per i grandi data center. Nel sud-est della città, invece, la statunitense Equinix ha ottenuto il via libera per un campus di quattro torri che a regime userà oltre un miliardo di litri di acqua potabile all’anno, contro cui si sono mobilitati più di cinquecento residenti. In estate il cantiere di Microsoft era già stato bloccato da Geef Tegengas e preso di mira da Extinction Rebellion, che aveva lanciato sulle fondamenta palloncini pieni di una miscela corrosiva, senza però causare danni.

La manifestazione arriva mentre negli Stati Uniti l’opposizione ai data center è diventata una forza politica. Secondo Data Center Watch, nel primo trimestre del 2026 le proteste locali hanno bloccato o rallentato almeno settantacinque progetti, per un valore di circa centotrenta miliardi di dollari, quanto in tutto il 2025, e in sei mesi i gruppi contrari ai nuovi impianti sono più che raddoppiati, arrivando a 853 in 49 stati. Martedì 3 novembre, alle elezioni di metà mandato, gli elettori di almeno 33 comunità hanno approvato divieti, moratorie o limiti ai data center. A Trenton, in Ohio, circa l’80 per cento ha votato per vietare gli impianti sopra i 25 megawatt, bloccando il piano della città per ospitare un campus di Amazon da 1.000 megawatt.

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