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L’uomo condannato per l’omicidio di Tupac aveva scritto in un libro di essere il mandante dell’omicidio di Tupac, poi è stato accusato di essere il mandante dell’omicidio di Tupac e ha detto che in realtà si era inventato tutto per vendere più copie Il libro si intitola Compton Street Legend, autopubblicato, 215 pagine con filigrane a forma di foro di proiettile, e descrive Duane Keith Davis, detto Keffe D, come l'uomo che procurò la pistola che fu usata per uccidere Tupac.
Four Tet ha pubblicato su YouTube un set di 4 ore e mezza 58 tracce condensate in 4 ore e 24 minuti. Nel video ci sono inediti, remix, canzoni dal suo repertorio fantasma e numerose collaborazioni.
A Gaza non si possono più far volare gli aquiloni perché Israele li considera una minaccia terroristica Lo ha annunciato il Ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, secondo il quale «Un aquilone viene trattato come un drone, con o senza esplosivi».
Ci sono così tanti video dell’inondazione in Nepal generati con l’AI che il governo nepalese ha intimato alle piattaforme di rimuoverli tutti immediatamente E ha pure creato una task force di polizia esclusivamente dedicata alla caccia di questi contenuti e alla denuncia delle persone che li creano e diffondono.
Ib Kamara lascia Off White ed è l’ennesima brutta notizia per lo streetwear Sono previste però special capsule firmate da lui con dieci collaboratori esterni, tra cui il musicista Kid Cudi e lo stilista Raul Lopez.
Il governo serbo concederà a Ratko Mladic, il boia di Srebrenica, il funerale di Stato perché «era pur sempre un generale» «Il generale Mladic è un generale, e ci sono dei protocolli da seguire», questo si è limitato a dire il Ministro della Giustizia serbo, Nenad Vujic.
La ragione per cui le aziende AI stanno addestrando le AI usando solo libri vecchi e che i libri vecchi sono gli unici che sicuramente non sono stati scritti con l’AI Cause giudiziarie e inchieste giornalistiche hanno rivelato che questa è una pratica ormai diffusissima. Anche perché le AI non possono più essere addestrate con contenuti presenti su internet, perché troppi contenuti presenti su internet sono ormai fatti con l'AI.
Le operazioni di soccorso al confine tra Nepal e Tibet stanno diventando impossibili a causa della piena di un lago che si è formato dopo la frana che ha causato l’inondazione Operazioni che erano già difficili per via dalle infrastrutture distrutte e dalle linee di comunicazione danneggiate.

Ci sono alcune tribù amazzoniche che danno droghe psichedeliche ai loro cani

10 Settembre 2019

Brian lo faceva solo per passare il tempo, quando nel primo episodio della terza stagione de I Griffin, decise di ingerire una cospicua quantità di funghi allucinogeni. Nulla di paragonabile a quanto accade ancora oggi in alcune zone dell’Amazzonia, le cui tribù più antiche sono solite dare sostanze psichedeliche ai propri cani. Una pratica antica, per loro ortodossa, che troverebbe motivo nel legame profondo, di vita e di morte, che simili popolazioni istaurano con i propri animali.

Come riporta The Outline, la prima a darne testimonianza è stata Rocío Alarcón, etnofarmacologa per il Centro Iamoe in Ecuador, che ha trascorso più di 30 anni lavorando a stretto contatto con gruppi etnici nella foresta pluviale tropicale ecuadoriana e nelle Ande. Vantando fra i rami del suo albero genealogico una lunga stirpe di guaritori, la studiosa ha deciso così di fornire basi concrete ai ricordi dell’infanzia legati agli usi e ai costumi della sua gente. «Addestrare i cani usando psichedelici è qualcosa di assolutamente normale per noi. Ci sono ingredienti che innestano particolari emozioni e consentono agli animali di sviluppare le loro capacità a livello sensoriale, rendendoli cacciatori o difensori migliori», spiega Alarcón. Ma il tutto «prevede un rituale accurato sotto l’attenta supervisione degli anziani del villaggio», che favorirebbe il legame tra il cane e il padrone. Perché in molte culture indigene del Sud America l’animale domestico ricopre un ruolo fondamentale. «Per noi i nostri cani sono molto di più», per questo danno loro una miscela di Ayahuasca, «specificatamente pensata per non essere pericolosa». Come racconta Alarcón, infatti, ogni infuso in grado di indurre un effetto allucinatorio è realizzato in modo tale da non arrecare danno alla salute dell’animale, e viene somministrato in dose minime. Fatto ingerire o spalmato sul naso.

Ma Alarcón non è stata la sola studiosa ad aver approfondito l’usanza. Insieme a lei, anche l’etnobotanico Bradley Bennett, ora direttore del Center for Ethnobiology and Natural Products alla Florida International University, iniziò a maturare il suo interesse per l’argomento durante un sopralluogo nel Parco Nazionale di Yasuní insieme ad Alarcón. «Alcuni ragazzi di 17 anni stavano letteralmente drogando i loro cani con un estratto allucinogeno di Huapa», racconta Bennet. «Spesso i cani non vengono nutriti, ma grazie all’aiuto di simili sostanze possono essere in grado di procacciarsi il cibo più velocemente e con meno fatica».

Collaborando con le tribù, i due ricercatori hanno elencato 22 specie di piante utilizzate dagli Shuar e dai Quichua per la medicina del cane, e 43 specie di piante utilizzate su di loro in altre culture come droghe. Tra queste la Ilex guayusa, per favorire la vigilanza. I risultati della ricerca però, non hanno ottenuto ancora la fiducia degli scienziati come Jessica Hekman, una ricercatrice di Harvard specializzata in comportamento genetico canino. «Sarebbe interessante valutare il benessere di questi cani, ma si tratterebbe di qualcosa di problematico. Al momento è impossibile dare alla ricerca una base scientifica», ha detto. Bennett, nel frattempo, ha contattato diverse organizzazioni, tra cui il programma Expeditionary Canine Sciences della Marina degli Stati Uniti, per vedere se sarebbero interessati a proseguire questa ricerca. Finora, ha affermato, nessuno ha manifestato interesse.

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