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Il governo serbo concederà a Ratko Mladic, il boia di Srebrenica, il funerale di Stato perché «era pur sempre un generale» «Il generale Mladic è un generale, e ci sono dei protocolli da seguire», questo si è limitato a dire il Ministro della Giustizia serbo, Nenad Vujic.
La ragione per cui le aziende AI stanno addestrando le AI usando solo libri vecchi e che i libri vecchi sono gli unici che sicuramente non sono stati scritti con l’AI Cause giudiziarie e inchieste giornalistiche hanno rivelato che questa è una pratica ormai diffusissima. Anche perché le AI non possono più essere addestrate con contenuti presenti su internet, perché troppi contenuti presenti su internet sono ormai fatti con l'AI.
Le operazioni di soccorso al confine tra Nepal e Tibet stanno diventando impossibili a causa della piena di un lago che si è formato dopo la frana che ha causato l’inondazione Operazioni che erano già difficili per via dalle infrastrutture distrutte e dalle linee di comunicazione danneggiate.
Dopo 25 anni di attesa, il regista di Donnie Darko ha finalmente pronto il sequel, solo che non è un film ma un romanzo epistolare di 800 pagine sui viaggi nel tempo Richard Kelly, regista, sceneggiatore e adesso anche scrittore, ha già detto che questo è solo il primo passo nell'esplorazione dell'universo di Donnie Darko.
Il pezzo di ghiacciaio che ha causato le inondazioni in Tibet e Nepal era talmente grosso che quando si è schiantato al suolo ha provocato un terremoto Una scossa di magnitudo 5.2 aveva fatto pensare a un sisma. Solo dopo si è capito che tutto era iniziato con un pezzo di ghiacciaio precipitato a valle.
La grande retrospettiva che sta per arrivare allo Stedelijk Museum di Amsterdam è l’occasione per conoscere e celebrare davvero Yayoi Kusama Dall'11 settembre al 17 gennaio 2027 l'esposizione ripercorrerà oltre settant'anni di carriera, dalle enormi e ipnotiche tele alle famosissime installazioni di specchi.
Il modo perfetto di ricordare Tim Curry è andare a rivedere The Rocky Horror Picture Show al Cinema Mexico di Milano, dove è in programmazione ininterrottamente da 45 anni Il Mexico è una delle pochissime Rocky Horror House del mondo: dal 1981, quasi ogni venerdì, il film torna sul grande schermo. E tornerà anche adesso che Tim Curry non c'è più, per celebrarlo e ricordarlo.
Un sito sta raccogliendo tutte le elegie funebri scritte dai giornalisti palestinesi per i loro colleghi uccisi negli attacchi israeliani Si chiama The Living Record e permette di ascoltare la voce e le parole dei giornalisti di Gaza, mentre ricordano i loro colleghi uccisi negli attacchi israeliani.

Foto di famiglia di pittori geniali

La mostra Portraits of Friends di Bruce Bernard racconta momenti d'intimità di Lucian Freud, Francis Bacon, Frank Auerbach, Michael Andrews, Celia Paul, gli artisti con i quali Bernard ha passato la vita e che nelle sue foto diventano soltanto degli amici.

17 Novembre 2022

C’è Lucian Freud che ti guarda con la faccia un po’ stralunata. Ha la camicia bianca sgualcita di chi probabilmente ci ha dormito tutta la notte e la barba di almeno un giorno. Dietro a lui, sua figlia Bella che punta lo sguardo nella stessa direzione come per cercare di capire cos’è che incuriosisce così tanto il padre. Lo scatto in questione è bellissimo ma soprattutto emana tanta umanità. Riporta al livello terrestre chi solitamente è abituato a viaggiare nella stratosfera. Come Freud, per esempio: pittore sublime, quasi alieno ma qui più umano fra gli umani. Lo scatto è stato realizzato da Bruce Bernard e farà parte della mostra Portraits of Friends allestita dal 17 novembre fino al 28 gennaio alla Gagosian Gallery di Grosvenor Hill a Londra. Una mostra che svela al pubblico il lato più intimo di leggende dell’arte da sempre considerate vere divinità.

L’autore di tutte queste foto, Bruce Bernard, non è un tipo qualunque. Figlio dello scenografo e architetto Oliver Bernard e della cantante lirica Fedora Roselli, è stato picture editor del Sunday Times Magazine, curatore alla Barbican Art Gallery e fotografo che ha esposto alla Tate Britain e all’Hayward Gallery. Negli spazi di Mayfair, Bruce ci racconta i più grandi artisti britannici degli ultimi quarant’anni da un punto di vista privilegiato. Perché con loro andava a bere al pub e faceva colazione al Savoy. L’esibizione inglese, che si apre in contemporanea con l’attesa Friends and RelationsLucian Freud, Francis Bacon, Frank Auerbach, Michael Andrews – sempre da Gagosian, dimostra quanto gli scatti di Bruce abbiano vissuto in simbiosi con i quadri degli amici artisti, molti dei quali conosciuti nei bar di Soho negli anni Cinquanta.

Bella Freud, Paul e Lucian Freud nel suo studio (stampata postuma, 2021)

Nelle fotografie raccolte come in un grande album di famiglia ci sono praticamente tutti: dal Auerbach a Andrews, da Celia Paul a Freud, conosciuto a quattordici anni. Fra i lavori che toccano di più il cuore, spicca il ritratto di Francis Bacon, realizzato da Bernard nel 1984. L’artista è nel suo studio, indossa un giubbotto di pelle nera e una camicia azzurra. Ha lo sguardo corrucciato e un ciuffo di capelli che gli scivola sulla fronte. Quasi un marchio di fabbrica. Non sembra in posa, anzi. Appare quasi in procinto di dire qualcosa all’amico interlocutore. Una cosa del tipo “ehi, dimmi quando sei pronto a scattare, così mi preparo”. Tutto in realtà è già compiuto. Il clic è arrivato prima che la situazione divenisse banale e artefatta. Ogni cosa è naturale. Francis se ne sta lì, spiazzato e circondato dai suoi colori color sangue e carne. Dietro di lui dei cavalletti accatastati. In un altro lavoro c’è invece Franz Auerbach, pittore tedesco naturalizzato britannico di origini ebraiche. Stavolta la foto è in bianco e nero ed è stata scattata nel 2000, pochi mesi prima che Bernard ci lasciasse.

Lucian Freud e sua figlia Bella con Large Interior in W11 (After Watteau)

Frank Auerbach nel suo studio, 21 Marzo 2000, (stampata postuma, 2011)

Anche Auerbach sembra un po’ preso di sorpresa. Anche stavolta lo scatto sembra arrivare istanti prima del previsto, rendendo l’intero contesto più autentico. Mentre sullo sfondo, scorrono scorci di quotidianità: il laboratorio, un angolo di specchio, alcuni schizzi appesi su una parete scura. Molte delle opere in mostra alla Gagosian sono inedite, esposte per la prima volta e pubblicate come stampe postume. Tra queste c’è il gruppo di ritratti di Lucian Freud, Bella Freud e Celia Paul e tre di Frank Auerbach. Per una armoniosa legge del contrappasso, Bernard è stato sia ritrattista che ritratto. Infinite volte infatti è stato immortalato dagli amici pittori. Freud, per esempio, lo ha dipinto almeno due volte, nel 1992 e nel 1996. Mentre nel 1992 Bacon lo ha reso protagonista del pannello di sinistra del piccolo trittico “Three Studies for Portraits” del ‘69. Auerbach ha disegnato il suo volto nel 1975, mentre Andrews, che probabilmente fra questi era l’amico più caro in assoluto, lo ha ritratto a matita in preparazione del suo storico quadro “The Colony Room” del 1962 e in un’opera del 1992. Insomma, l’esposizione è come un magma in cui le istantanee si sciolgono nei dipinti. Una connessione a cui Bernard ha lavorato tutta la vita, rivendicando fino all’ultimo giorno la parità fra le due forme espressive. «Il fotografo», amava ripetere, «non sa mai cosa accade esattamente poco prima di realizzare una foto sublime, così come il pittore non sa che sta per dare alla luce un quadro altrettanto meraviglioso. Le opere più grandi non hanno mai a che fare con elementi legati all’intelligenza». Come a dire: tutto, nella creatività, è frutto di istinto e talento naturale e incontrollato. L’intelletto, il criterio o il buon senso servono a poco. Quasi a nulla.

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