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14:42 giovedì 26 febbraio 2026
Alla prossima Biennale d’Arte di Venezia non ci sarà neanche un artista italiano A parte quella scelta per rappresentare il nostro Paese nel Padiglione Italia, Chiara Camoni.
Dopo essere stato snobbato agli Oscar, Park Chan-wook si è consolato con la nomina a presidente della giuria del Festival di Cannes Il regista torna, stavolta con un ruolo "istituzionale", al Festival che lo ha fatto conoscere a tutto il mondo: fu qui che nel 2004 presentò Oldboy.
L’Isis sta invitando i suoi miliziani a imparare a usare l’AI per diventare «jihadisti migliori» E sta fornendo anche delle pratiche guide per capire quale delle numerose AI oggi disponibile si presta meglio a ogni jihadistico proposito.
Un’artista ha passato gli ultimi 12 anni a girare un remake di Titanic identico inquadratura per inquadratura a quello di James Cameron L'opera è dell'artista cilena Claudia Bitrán, si intitola Titanic, A Deep Emotion e verrà esposta alla Cristin Tierney Gallery di New York.
Dopo la giacca dedicata agli Oasis, Lidl ci riprova con una borsa a forma di carrello della spesa La trolley bag firmata dallo studio di design di Nik Bentel si può vincere iscrivendosi a un concorso sul profilo Ig della catena di supermercati
A Milano ha aperto BAOL, la prima biblioteca a offerta libera della città, pensata per i lettori in difficoltà economiche Si trova in viale Molise n. 47 e funziona così: chi vuole prendere in prestito, prende in prestito; chi vuole comprare, paga quel che può.
Un partito dell’estrema destra polacca che si chiama Nuova speranza, come un film di Star Wars, ha dovuto cambiare nome e ora si chiama L’impero colpisce ancora, come un film di Star Wars Il curioso cambio di nome è stato necessario per evitare la cancellazione, decisa da una sentenza di un tribunale di Varsavia per questioni finanziarie.
Aimee Lou Wood sarà Jane Eyre in una nuova serie che certifica come le sorelle Brontë siano tornate di moda Dopo il successo di "Cime tempestose" anche il classico di Charlotte Brontë avrà un nuovo adattamento, con protagonista la star di Sex Education.

Come Britney Spears è diventata marxista

26 Marzo 2020

Quando ogni aspetto della nostra vita sembra precipitare, la compagna Britney Spears, che già nel 2013 aveva dichiarato che il suo singolo “Work Bitch” le era stato ispirato dagli scritti di Karl Marx, torna per alleviare i nostri mali. È avvenuto nella sera del 25 marzo durante l’emergenza Coronavirus, quando la pop star ha condiviso un’immagine sul suo profilo Instagram: un piccolo manifesto redatto dalla scrittrice di origine cinese Mimi Zhu, che auspica un ripensamento del sistema economico liberista e un nuovo orientamento in senso socialista come conseguenza, e anzi frutto, di questa pandemia.

«Durante questo periodo di isolamento, abbiamo bisogno della connessione ora più che mai», recita il manifesto. «Ci nutriremo a vicenda, ridistribuiremo la ricchezza, sciopereremo. Capiremo la nostra importanza dai luoghi in cui dobbiamo rimanere». Questo l’augurio condiviso dalla Spears, che ha anche aggiunto un suo commento nella didascalia: «La comunione va oltre i muri», seguito da tre emoji di una rosa rossa (simbolo comunemente associato ai socialisti americani). Ma se Britney, che l’Independent aveva definito «l’unica vera luce di questo periodo», ha deciso ora di farsi progressista illuminata, paladina per una corretta ridistribuzione delle ricchezze e per uno sciopero generale dei lavoratori di tutto il mondo, c’è chi come Cardi B ha da tempo lanciato messaggi di matrice socialista dai propri profili. La polemica di fondo? Che la classe più agiata si trovi ad affrontare un numero significativamente basso di blocchi stradali e controlli – in termini di prevenzione, come la misurazione della febbre – e un impatto economico inferiore sui propri redditi.

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Communion goes beyond walls ???

Un post condiviso da Britney Spears (@britneyspears) in data:

Come riporta Paper Magazine infatti, Cardi B è stata una delle prime pop star a intraprendere queste azioni, sostenendo apertamente la campagna di Bernie Sanders e attaccando direttamente il presidente Trump – che lei non chiama mai per nome, ma definisce solo il “numero 45” – e le sue dichiarazioni contraddittorie sul virus della scorsa settimana. Il grido di battaglia di Britney sembra aver avuto un’eco maggiore: nelle scorse ore, su Twitter alcuni utenti hanno iniziato a postare le sue foto accanto ai manifesti del Partito Comunista che, a seconda dell’edizione e del colore della copertina, meglio si abbinavano alla palette dei suoi look più iconici.

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