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Per entrare nel Board of Peace per Gaza istituito da Trump bisogna pagare un miliardo di dollari Tutti soldi che verranno investiti nella ricostruzione della Striscia, ha giurato l'amministrazione americana.
Julian Barnes ha annunciato che il suo prossimo libro, Partenze, sarà anche l’ultimo Il romanzo uscirà il 20 gennaio anche in Italia per Einaudi. Dopo questo non ce ne saranno altri, come confermato dallo stesso scrittore.
È morto Valentino Garavani «Si è spento nella serenità della sua residenza romana, circondato dall’affetto dei suoi cari», si legge nella nota stampa della fondazione Valentino.
Il regime iraniano avrebbe intenzione di “scollegare” definitivamente il Paese da internet e farsi la sua Rete nazionale Il modello sarebbe l'internet della Corea del Nord e sistemi simili sperimentati in Russia e Cina: chiusi, inaccessibili, efficacissimi strumenti di censura.
Britney Spears si è chiesta «da dove ca**o salta fuori» la mela di Pistoletto in Stazione Centrale a Milano L'ha scritto sotto la foto di uno sconosciuto che, senza alcun apparente motivo, Britney ha voluto postare sul suo profilo Instagram.
Era dal 2013 che non si verificava un incidente ferroviario grave come quello in Andalusia Al momento sono 39 le vittime e 150 i feriti accertati nell'incidente, numeri che, purtroppo, quasi sicuramente saliranno.
Si è scoperto che a difendere la Groenlandia in caso di un attacco americano dovrebbe essere un viceammiraglio americano Doug Perry, 58 anni, veterano della navigazione sottomarina, è l'uomo che i Paesi membri della Nato hanno scelto per proteggere l'Artico.
Josh Safdie ha detto che nella prima versione del finale di Marty Supreme Marty diventava un vampiro Persino un produttore dalla mente aperta come A24 ha pensato che fosse un finale troppo strano e l'ha costretto a cambiarlo, ha spiegato il regista.

La prima boyband israelo-palestinese si è dimostrata una pessima idea

02 Ottobre 2024

Presentati come «la prima band pop israelo-palestinese al mondo» gli as1one hanno lanciato il loro singolo di debutto il mese scorso, suscitando reazioni molto negative da parte degli utenti dei social. Il gruppo è composto da sei fotogenici ragazzi, di cui quattro israeliani e due palestinesi. «È una disgustosa trovata pubblicitaria, soprattutto considerando cosa sta succedendo a Gaza e in Cisgiordania», è uno dei commenti riportati da Middle East Eye, che tra le altre cose sottolinea l’infelice tempistica dell’uscita, così vicina al primo anniversario dell’attacco del 7 ottobre.

Secondo qualcuno, la canzone, che promuove un’idea molto superficiale di pace e unità, è un orribile «tentativo di spostare l’attenzione dal genocidio»: suona un po’ strano cercare di veicolare attraverso la musica un messaggio di unità in un momento in cui il conteggio dei palestinesi uccisi è arrivato a 41.500. Il titolo della canzone, “All Eyes On Us”, ha peggiorato la situazione: in molti l’hanno considerato una fastidiosa appropriazione della frase (e alla storia realizzata con l’AI) diventata virale dopo la strage di Rafah. «Non ho problemi con la “diversità” della boy band», ha commentato un altro utente. «Ho problemi con il fatto che sia il marchio della boy band. Per me, la vera coesistenza parla da sola. Non c’è bisogno di vantarsene e di certo non verrà monetizzata».

La band, che si pronuncia “as one”, è stata creata a tavolino dai dirigenti musicali americani James Diener e Ken Levitan, noti per aver creato i Maroon 5 e i Kings Of Leon. L’intento era quello di creare una “versione israeliana dei BTS”. Per creare il gruppo, nel 2021 sono state organizzate delle audizioni in tutto Israele. Non sono stati tenuti casting nella Cisgiordania occupata e a Gaza a causa di alcune “difficoltà logistiche”.

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