Il film, prodotto da A24, è ambientato nell'estate del 1975 a Provincetown (Massachusetts), in un momento che si rivelò formativo per il futuro chef.
Björk ha fatto un podcast che consiste in analisi dettagliate dei dischi di Björk
Nelle scorse settimane Björk ha annunciato che in autunno arriverà un suo nuovo album, intitolato Fossora, che a suo dire «conterrà parti uguali di clarinetto basso e di violente esplosioni di gabber». Sarà il decimo album in studio di Björk, l’ultimo di una serie cominciata nel 1993 con il disco di debutto intitolato, appunto, Debut. In vista dell’uscita di Fossora, l’artista islandese ha pensato a tutti i fan di vecchia data che hanno bisogno di un ripasso generale della sua opere e a tutti i nuovi seguaci che non vedono l’ora di essere introdotti alla sua musica: per venire incontro agli uni e agli altri ha lanciato un podcast, Sonic Symbolism, in cui ogni episodio è dedicato a un’analisi dettagliata e approfondita di uno dei nove dischi di Björk fin qui pubblicati.
«Strutture, tonalità e paesaggi emotivi», questi gli oggetti dell’attenzione di Björk, che nei vari approfondimenti sarà accompagnata e aiutata da amici come il filosofo e scrittore Oddný Eir e il musicologo Ásmundur Jónsson. «Quando mi chiedono quali siano le differenza tra la musica contenuta nei miei album, la cosa che mi viene più facili è descrivere queste differenze usando delle scorciatoie visive. È più o meno per questo che le copertine dei miei dischi sono quasi sempre dei tarocchi artigianali. L’immagine ritratta potrebbe sembrare semplicemente un’immagine, ma per me è la descrizione del sound del disco. Forse lo si potrebbe definire simbolismo sonore?», ha detto l’artista in delle dichiarazioni riprese da Dazed.
I primi tre episodi di Sonic Symbolism – dedicati a Debut, Post e Homogenic – saranno disponibili sulle piattaforme streaming a partire dall’1 settembre, mentre le puntate successive arriveranno a cadenza settimanale fino alla metà di ottobre. Se volete ascoltarne il trailer, lo trovate qui.
Per la seconda volta consecutiva, la Santa Sede ha allestito uno dei padiglioni più belli della Biennale: Alexander Kluge, Brian Eno,, Caterina Barbieri, Devonté Hynes, FKA Twigs, Jim Jarmusch, Kali Malone, Patti Smith (tra gli altri) espongono tutti qui.
In particolare, il regista voleva che le protagoniste del suo Bucking Fastard, Rooney e Kate Mara, potessero vincere il premio per la Miglior attrice.