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Il governo sudafricano ha dovuto ritirare la sua proposta di legge sull’AI perché si è scoperto che è stata scritta con l’AI In particolare, si è scoperto che l'AI si era inventata di sana pianta tutta la bibliografia alla base del testo di legge.
Secondo uno studio, nelle città europee sta diventando quasi impossibile spostarsi senza la macchina Milano è una delle poche in cui si riesce a muoversi almeno un po' con i mezzi pubblici. A Roma, invece, la situazione è disastrosa.
Mentre faceva uscire il nuovo singolo, preparava un tour continentale e invitava a boicottare l’Eurovision, Robert Del Naja dei Massive Attack ha trovato anche il tempo di farsi arrestare a una manifestazione pro Palestina Stava manifestando a Trafalgar Square esponendo un cartello con su scritto «Mi oppongo al genocidio, sostengo Palestine Action».
Quest’anno in concorso al Festival di Cannes ci sono soltanto film lunghissimi Oltre la metà durano più di due ore, ben otto superano le due ore e mezza, ce n'è uno che arriva a tre ore e un quarto.
Il Met Gala starebbe abbassando i prezzi perché con Jeff Bezos e Lauren Sánchez a finanziarlo nessuno ha granché voglia di andarci Dagli iniziali 75 mila dollari per l'ingresso e 350 mila per un tavolo da 10, i prezzi adesso si starebbero abbassando sensibilmente.
Con tutto quello che sta succedendo nel mondo, Donald e Melania Trump stanno impiegando tempo ed energie per litigare con Jimmy Kimmel (di nuovo) Stavolta i Trump si sono arrabbiati per una battuta in cui Kimmel definiva Melania «una vedova in divenire».
Acne Paper ha messo in mostra per la prima volta 70 disegni di René Bouché che ritraggono 70 donne che hanno fatto la storia Tra i ritratti dello storico illustratore di Vogue compaiono i volti di Lee Radziwill, Billie Holiday, Helena Rubinstein e Babe Paley.
Adesso anche TikTok fa la sua classifica dei bestseller Uscirà ogni mese e incrocerà le vendite dei libri con le visualizzazioni che i contenuti dedicati a quel libro ottengono sul social.

Il padiglione ucraino sarà presente alla Biennale d’Arte di Venezia nonostante l’invasione russa

09 Marzo 2022

La Biennale d’arte di Venezia, che quest’anno si terrà dal 23 aprile al 27 novembre e si chiamerà Il latte dei sogni (qui la nostra intervista alla curatrice Cecilia Alemani, che ci ha raccontato come l’ha organizzata durante la pandemia e quale sarà il tema che collegherà tra loro tutte le opere in mostra) riunisce nei padiglioni disseminati nei Giardini della Biennale le opere di artisti chiamati a rappresentare il loro Paese. La guerra in Ucraina ha creato diversi problemi nei padiglioni della Russia e dell’Ucraina: nella giornata del 27 febbraio Raimundas Malašauskas, curatore del padiglione russo, si è dimesso.

L’annuncio di Malašauskas ha seguito di qualche giorno quello con cui i curatori del Padiglione ucraino Lizaveta German, Maira Lanko e Borys Filonenko hanno comunicato di aver sospeso i preparativi per la mostra, sottolineando però che la loro decisione non rappresentava «la posizione e le intenzioni del Ministero della Cultura e della Politica dell’Informazione dell’Ucraina, ma una posizione personale del team dietro al Padiglione». Per la Biennale d’Arte 2022, l’Ucraina ha scelto come suo artista rappresentante Pavlo Makov. La sua opera doveva essere spedita a breve a Venezia, ma lo scoppio della guerra e il conseguente blocco dei voli dall’Ucraina hanno fermato tutto. A febbraio Pavlo Makov, il cui lavoro doveva essere presentato nella mostra, ha affermato che lui e il suo team sono stati costretti a interrompere i preparativi per il viaggio in Italia. Tutti i voli da e per la capitale ucraina, Kiev, sono stati bloccati fino a nuovo avviso.

L’8 marzo, però, durante una videochiamata con gli organizzatori della Biennale di Venezia, i curatori del Padiglione ucraino hanno annunciato di aver ripreso il lavoro sul progetto e che confermano la loro presenza alla Biennale: nonostante la guerra in corso, il team è riuscito a evacuare frammenti dell’opera d’arte da Kiev. Il team ha espresso la ferma convinzione che la possibilità di rappresentare il Paese alla più importante mostra d’arte al mondo con il lavoro di Pavlo Makov abbia il potere di aiutare l’Ucraina a farsi sentire e combattere l’aggressione russa non solo nelle città e nei villaggi del loro Paese, ma anche nella cultura a livello internazionale.

Quando la Russia ha invaso l’Ucraina il 24 febbraio, la squadra dietro il Padiglione ucraino ha dovuto riunirsi con le rispettive famiglie e trovare un posto sicuro nel quale ripararsi. Ma in due settimane sono riusciti a trovare una soluzione: «In tempi come questi, che l’Ucraina sia rappresentata alla mostra è più importante che mai. Quando il diritto all’esistenza per la nostra cultura viene messo in discussione dalla Russia, è fondamentale dimostrare al mondo ciò che siamo capaci di fare», hanno affermato i curatori del Padiglione ucraino Maria Lanko, Lizaveta German e Borys Filonenko.

Il padiglione dell’Ucraina presenterà il lavoro di Makov — Fountain of Exhaustion del 1996. La fontana è una scultura cinetica composta da 72 imbuti di rame, montati su una piattaforma di tre metri quadrati. Gli imbuti sono disposti uno sotto l’altro a forma di piramide. L’acqua versata in ciascun imbuto è divisa in due flussi, alimentando gli imbuti sottostanti nella piramide. Solo poche gocce raggiungono il fondo, a simboleggiare l’esaurimento a livello personale e globale.

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