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Meryl Streep interpreterà Joni Mitchell nel biopic sulla cantautrice diretto da Cameron Crowe Potrebbe non essere l'unica interprete, però: secondo le indiscrezioni, nel film, sempre nella parte di Joni Mitchell, ci sarà anche Anya Taylor-Joy.
Dagli Epstein Files è spuntata una inquietante intervista a Epstein che non si sa da chi sia stata fatta, quando e perché A un certo punto l'intervistatore chiede a un interdetto Epstein: «Lei è il diavolo in persona?». E lui risponde pure.
Quello che sta succedendo a Piazza Italia non è affatto una novità nel mondo della moda Per il brand di fast fashion è scattato il provvedimento di amministrazione giudiziaria, come già successo in altri celebri casi.
A Milano verrà aperto un nuovo museo dedicato a Gio Ponti Aprirà all’interno dell’ADI Design Museum, in piazza Compasso d'Oro 1, entro la fine del 2026.
L’Onu è in una grave crisi economica perché tantissimi Stati membri sono in ritardo con il pagamento della quota d’iscrizione La situazione è talmente grave che nella sede di Ginevra gli ascensori sono stati spenti e il riscaldamento ridotto al minimo.
A San Francisco hanno organizzato una manifestazione in difesa dei miliardari ma non si capisce se sia un’iniziativa seria o una burla L'obiettivo (pare) è proteggere i miliardari residenti in California da una proposta di patrimoniale del 5 per cento sui patrimoni dal miliardo in su.
In Portogallo il centrodestra sta chiedendo ai suoi elettori di votare per i socialisti al ballottaggio pur di non far vincere l’estrema destra Diversi esponenti del centrodestra hanno annunciato che l'8 febbraio voteranno António José Seguro, perché è l'unico modo di difendere la democrazia portoghese.

Perché si sta già parlando del padiglione ucraino della Biennale di Venezia

15 Aprile 2024

La Biennale d’Arte di Venezia aprirà al pubblico sabato 20 aprile. Il New York Times ha appena pubblicato un bel ritrattone del curatore di questa edizione dal titolo “Can Adriano Pedrosa Save the Venice Biennale? No Pressure”, mentre tra gli addetti ai lavori già si parla dei padiglioni più attesi e interessanti (qui scrivevamo del padiglione del Vaticano). Anche il Guardian ha scritto del padiglione dell’Ucraina, al centro dell’attenzione anche in quest’edizione per ovvi motivi. Nell’aprile 2022, subito dopo l’invasione russa, l’artista ucraino Pavlo Makov era miracolosamente riuscito a sfuggire al bombardamento di Kharkiv e a mostrare il suo lavoro a Venezia. Quest’anno, però, sarà la prima volta che il padiglione ucraino presenterà opere d’arte realizzate nel bel mezzo dell’invasione russa. Il titolo della mostra ucraina è Net Making, un riferimento all’attività di guerriglia (in questo caso, difesa) urbana in cui i cittadini annodano insieme delle reti mimetiche.

Andrii Dostliev presenta un lavoro sull’esperienza dei rifugiati e sugli stereotipi utilizzati dalla stampa europea. Con l’aiuto di vere rifugiate ucraine, che collaborano con lui perfezionando lo styling, il make up, i capelli e aggiungendo i vari oggetti di scena (una coperta di alluminio, un orsacchiotto sporco, fasciature, sangue finto), l’artista ucraino “traveste” delle attrici e degli attori non ucraini da rifugiati, fotografandoli in una galleria d’arte di Liverpool. Oltre a quest’opera il padiglione mostrerà un film montato da Andrii Rachynskyi e Daniil Revkovskyi che riunisce filmati pubblicati dai cittadini su YouTube, facendo adottare allo spettatore il punto di vista di un civile che vive in un Paese invaso. L’idea generale del padiglione, secondo quanto affermato dal co-curatore Max Gorbatskyi, è che ogni opera possa «coinvolgere le persone come collaboratori, o parlare di alcune esperienze di vita reale», avventurandosi oltre la visione singolare di un artista. «Non vogliamo parlare solo della guerra, solo di come stiamo lottando nel mezzo di una catastrofe. Vogliamo mostrare come le persone vivono la propria vita, sia all’interno che all’esterno dell’Ucraina, durante la guerra», aggiunge la co-curatrice Viktoria Bavykina.

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