Dal numero ↓
01:08 mercoledì 24 giugno 2026
Olivia Rodrigo ha annunciato un festival musicale con una line up di sole artiste donne per raccogliere fondi a sostegno delle donne Si chiama Daisy Chain Fields: sul palco si esibiranno Stevie Nicks, Karen O, Chappell Roan, Mitski, Doechii, le Katseye e tante altre.
Dopo averne licenziati quasi 10 mila, Zuckerberg ha ordinato ai dipendenti di Meta sopravvissuti ai tagli di «ricominciare a divertirsi» Viene da chiedersi: se un dipendente si rifiuta e si presenta a lavoro di cattivo umore, viene licenziato pure lui?
Fatboy Slim ha fatto un dj set improvvisato e gratuito durante una manifestazione contro l’estrema destra a Brighton E ha commentato tutta la giornata così: «Never been more proud of my hometown. More disco, less fascism».
In Albania un milione di persone è sceso in piazza per protestare contro il resort di lusso di Jared Kushner, il genero di Trump I manifestanti, però, non si accontentano più di fermare la costruzione del resort: adesso vogliono le dimissioni di tutti coloro che hanno approvato il progetto.
Loris Messina e Simone Rizzo sono i nuovi Direttori Creativi di Moschino Il loro debutto è fissato per settembre, alla Milano Fashion Week, dove presenteranno la loro prima collezione ufficiale.
Trump sta combinando un grosso, grossissimo guaio con la Reflecting Pool del Lincoln Memorial a Washington Ha speso 15 milioni di dollari per rifarla come voleva lui. Ora l'acqua è verde perché invasa dalle alghe e la vernice del fondo si sta staccando.
A Berlino sta nascendo una nuova scena musicale che mescola il jazz e (ovviamente) la techno Due generi apparentemente lontanissimi e che, non senza una certa sorpresa, a Berlino hanno scoperto che stanno benissimo assieme.
Lo smartworking riduce la socialità e rovina la salute mentale, secondo una delle più grandi ricerche di sempre sul lavoro da casa Quasi 600 mila lavoratori hanno preso parte alla ricerca e i risultati sono stati abbastanza incontrovertibili.

Beyoncé balla da sola

Il suo nuovo album, apprezzatissimo dalla critica, è un'infilata senza interruzioni di pezzi dance, tra invocazioni sessuali, inviti a dare le dimissioni e immancabili polemiche.

02 Agosto 2022

Ci sono artisti che puoi ascoltare e basta, e poi ci sono artisti come Beyoncé negli ultimi dieci anni. Beyoncé non la si può ascoltare e basta, neanche quando sforna l’album più dance di sempre. Perché per capire la portata di Renaissance bisogna studiare tutti quelli che ci hanno collaborato (ottanta tra autori, compositori e produttori tra cui Skrillex, Honey Dijon, Big Freedia, Drake, Tems e 070 Shake), capire da dove arrivano i sample, considerare il lavoro d’archivio fatto sulla cultura afroamericana e tener conto del fatto che è soltanto la prima parte di una misteriosa trilogia. Il carattere dance che l’album condivide con l’ultimo di Drake, Honestly, Nevermind, è sicuramente una reazione al trauma della pandemia e dell’isolamento: Renaissance è infatti un unico flusso di energia, non c’è soluzione di continuità tra le tracce, sono tutte collegate come se fossero un unico pezzo. L’ultima canzone si chiama “Summer Renaissance” ed è un po’ un manifesto dell’album, con l’ingresso a sorpresa del riff di “I Feel Love” di Donna Summer by Giorgio Moroder. Come sottolinea Slate, è un album molto leggero, meno impegnato e impegnativo rispetto ai lavori degli ultimi anni, nonostante il singolo “Break My Soul” ci inviti a lasciare il nostro lavoro e liberare la nostra anima dallo stress e dall’ansia.

Quando è uscita, “Break My Soul” aveva suscitato un bel po’ di polemica: come poteva essere l’inno delle Grandi Dimissioni se a cantarlo era una multimilionaria celebre per il suo stakanovismo? In molti non hanno apprezzato questa proiezione e basta farsi un giro tra i commenti sotto al post di The Cut per farsi un’idea di come “Break My Soul” sia stata recepita (da alcuni, perché in tanti l’hanno invece amata sin da subito): «Il picco dell’American delusion», scriveva qualcuno, «adorare un miliardario capitalista come il presunto eroe delle Grandi Dimissioni». Ma anche: «Non fatevi trascinare da Beyoncé nella disoccupazione: lei è già ricca». E pure: «Me lo paga lei il mutuo?».

Quella sul tema di “Break My Soul” non è l’unica polemica che ha accompagnato l’album: non solo nelle ore precedenti l’uscita è saltato fuori il solito link illegale (con lei che poi ha ringraziato i fan che hanno scaricato legalmente nonostante il leak), ma nei giorni scorsi l’attivista e scrittrice Hannah Diviney ha fatto notare a tutti che nel brano “Heated”, scritto insieme a Drake, compare due volte parola “spaz” (abbreviazione di “spastico”), termine che, sempre su indicazione di Diviney, anche Lizzo aveva dovuto eliminare dal suo ultimo album e che anche Beyoncé si è apprestata a rimuovere dal testo. Non si spiega come il team di persone coinvolte nella realizzazione di Renaissance si sia perso il dibattito che due mesi fa è apparso su tutti i giornali. «Non si spiega nemmeno», scrive Diviney sul Guardian, «come milioni di persone abbiano ascoltato l’album e non stiano sollevando la questione». Tuttavia, nonostante questi problemi, l’album sta ricevendo ottime recensioni e sta andando benissimo su tutte le piattaforme di streaming. Su Pitchfork, Julianne Escobedo Shepherd gli assegna lo stellare punteggio di 9.0. E sottolinea come in realtà il tema centrale non sia tanto la liberazione dell’anima o della mente ma quella del corpo. Secondo lei «Beyoncé non è mai stata così pubblicamente arrapata» (obiezione: cosa dire del video di “Baby Boy” con Sean Paul del 2003, in cui Beyoncé, tutta sudata, simula un lungo orgasmo stringendo una coperta pelosa?). A 40 anni cerca di superare la sua stessa insuperabile sensualità e infarcisce l’album di invocazioni sessuali, come ad esempio in “Virgo’s Groove”: «So use me, pursue me / Kiss me when you bruise me / Taste me, the fleshy part / I scream so loud, I cuss myself».

Sarà che è arrivata un po’ tardi rispetto alla hot vax summer, sarà perché noi persone normali il risveglio sessuale post-pandemia l’abbiamo già superato da un bel po’ e siamo già ritornati al goblin mode aggravato dalle situazioni difficili affrontate negli ultimi due anni e mezzo, ma è un po’ complicato – questa volta – allinearsi alla sensazione di rinascita spirituale, sensoriale, ormonale di cui canta Queen B in Renaissance. Per una volta, insomma, Beyoncé sembra scollegata dallo spirito corrente, mentre con Lemonade ne era stata l’incarnazione perfetta. Sarà forse per questo che le bellissime immagini che hanno accompagnato l’album non ci hanno entusiasmato come avrebbero dovuto, senza nulla togliere all’immenso talento dell’artista Nusi Quero (già autore, tra le tante cose, del magnifico tatuaggio bianco di Grimes). Amazzone bellissima e perfetta che cavalca un cavallo di cristallo, nelle foto di Beyoncé sembra una creatura divina (se ne rende conto anche lei, che in “Alien Superstar” canta: «I’m one of one, I’m number one / I’m the only one / Don’t even waste your time trying to compete with me / No one else in this world can think like me»). Ma il dolore che si prova guardando Beyoncé è molto diverso da quello che si prova guardando il video di Elodie che dice 1, 2, 3, alza. Forse è proprio quello il punto: se la nostra Elodie ha ancora qualcosa di terreno (ad esempio la capacità di sfornare bellissime canzoni pop senza pretese, come l’ultima, “Tribale”:«Forse è stato tempo perso / Un petalo di rosa nel deserto»), Beyoncé ha del tutto abbandonato le fattezze umane. E nelle disperate condizioni in cui siamo, è un po’ difficile empatizzare con Dio.

Articoli Suggeriti
Sergio Romano dopo il David, dopo Le città di pianura, dopo Carlobianchi

Per la nostra nuova digital cover abbiamo incontrato il protagonista del film italiano dell'anno. È stata una lunga chiacchierata su cinema, arte, politica, la regia di Francesco Sossai e le poesie di Pierpaolo Capovilla. E sui baffi di Carlobianchi.

Olivia Rodrigo ha annunciato un festival musicale con una line up di sole artiste donne per raccogliere fondi a sostegno delle donne