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23:38 martedì 1 settembre 2026
L’uomo condannato per l’omicidio di Tupac aveva scritto in un libro di essere il mandante dell’omicidio di Tupac, poi è stato accusato di essere il mandante dell’omicidio di Tupac e ha detto che in realtà si era inventato tutto per vendere più copie Il libro si intitola Compton Street Legend, autopubblicato, 215 pagine con filigrane a forma di foro di proiettile, e descrive Duane Keith Davis, detto Keffe D, come l'uomo che procurò la pistola che fu usata per uccidere Tupac.
Four Tet ha pubblicato su YouTube un set di 4 ore e mezza 58 tracce condensate in 4 ore e 24 minuti. Nel video ci sono inediti, remix, canzoni dal suo repertorio fantasma e numerose collaborazioni.
A Gaza non si possono più far volare gli aquiloni perché Israele li considera una minaccia terroristica Lo ha annunciato il Ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, secondo il quale «Un aquilone viene trattato come un drone, con o senza esplosivi».
Ci sono così tanti video dell’inondazione in Nepal generati con l’AI che il governo nepalese ha intimato alle piattaforme di rimuoverli tutti immediatamente E ha pure creato una task force di polizia esclusivamente dedicata alla caccia di questi contenuti e alla denuncia delle persone che li creano e diffondono.
Ib Kamara lascia Off White ed è l’ennesima brutta notizia per lo streetwear Sono previste però special capsule firmate da lui con dieci collaboratori esterni, tra cui il musicista Kid Cudi e lo stilista Raul Lopez.
Il governo serbo concederà a Ratko Mladic, il boia di Srebrenica, il funerale di Stato perché «era pur sempre un generale» «Il generale Mladic è un generale, e ci sono dei protocolli da seguire», questo si è limitato a dire il Ministro della Giustizia serbo, Nenad Vujic.
La ragione per cui le aziende AI stanno addestrando le AI usando solo libri vecchi e che i libri vecchi sono gli unici che sicuramente non sono stati scritti con l’AI Cause giudiziarie e inchieste giornalistiche hanno rivelato che questa è una pratica ormai diffusissima. Anche perché le AI non possono più essere addestrate con contenuti presenti su internet, perché troppi contenuti presenti su internet sono ormai fatti con l'AI.
Le operazioni di soccorso al confine tra Nepal e Tibet stanno diventando impossibili a causa della piena di un lago che si è formato dopo la frana che ha causato l’inondazione Operazioni che erano già difficili per via dalle infrastrutture distrutte e dalle linee di comunicazione danneggiate.

Il lieto fine dei Carters

Gran finale della storia d'amore e di musica più potente di questi anni.

06 Luglio 2018

C’è stato un tempo, nemmeno poi così lontano, in cui il divorzio era ancora considerato, nelle famiglie più provinciali, come qualcosa di scandaloso. «I suoi genitori sono divorziati», dicevano le madri del paese con la voce piena di compassione, parlando di una mia compagna di classe delle elementari: emulando il loro atteggiamento, osservavo la mia amica con un misto di pietà, tenerezza e invidia. Essere figlia di divorziati la rendeva una creatura esotica, più vicina alla realtà dei film americani e ai gossip sulle star del cinema che a quella di Galbiate. Poi ha divorziato anche mio fratello, hanno divorziato un po’ tutti, e la separazione è diventata una cosa banale, comunissima. Così il vero mito è diventato quello della stabilità, o meglio, del super-matrimonio. Forse proprio perché ci troviamo in tempi più che mai precari, ci piace almeno sognare la solidità, desiderare qualcosa che vale e dura nel tempo: un capo classico, firmato, che resiste all’usura e un matrimonio che si piega ma non si spezza, magari perfino fruttuoso per entrambi, a livello professionale. Insieme a Kanye West e Kim Kardashian, Jay-Z e Beyoncé sono l’incarnazione pop di quest’aspirazione all’efficacia di coppia (noi abbiamo Fedez e Chiara Ferragni: sono solo all’inizio, ma promettono bene).

Se negli ultimi anni, loro malgrado, Kim e Kanye hanno dato prova della loro natura fragile e umana (prima la rapina a mano armata subita da lei, poi l’impazzimento di lui), la coppia dei Carters, che si esibirà stasera allo stadio di San Siro, è sembrata vacillare soltanto per rinforzarsi. Ebbene sì, devo scriverlo: Beyoncé e Jay-Z hanno dato al mondo una grande dimostrazione di resilienza, parola abusata dei nostri tempi. Nell’era delle fashion blogger, degli youtuber e del miraggio del successo senza fatica né talento (almeno apparentemente) cosa c’è di meglio della capacità di trasformare le difficoltà in punti di forza, ovvero, per dirla più chiaramente, di tramutare i problemi in soldi? E così, grazie al tocco magico di Beyoncé (che però di talenti ne ha eccome) quello che per altre poteva essere motivo di cedimento (la scoperta di avere un marito traditore) è diventata un disco che ha segnato la storia della cultura pop.

Non soltanto Lemonade (2016) si è rivelato un enorme successo commerciale, ma grazie al visual album che l’ha accompagnato è stato uno dei primi prodotti a lanciare la moda del cosiddetto “femminismo pop”: archiviata ormai da un bel po’ la Beyoncé sexy, spensierata e “pazza d’amore” per il suo Jay-Z (“Crazy in Love”, 2009) negli ultimi anni la postar è diventata sempre più politicamente impegnata, militante, addirittura colta (già nel 2013 si appropriava della TED Talk di Chimamanda Ngozi Adichie e la metteva in una canzone). Un’artista solida, di spessore, in grado di citare e mescolare di tutto, dalle performance di arte contemporanea (il video di “Hold Up” cita una celebre azione di Pipilotti Rist), ai numerosi riferimenti legati alla storia dei neri (dalla nonna a Malcolm X). Insomma, tutto tranne che sostituibile: un mostro di bravura e di successo, che non ha paura di condividere il proprio dolore proprio perché può vantare una solida rete di salvataggio, a partire dalle relazioni familiari, anche queste, oggi, diventate più cool che mai (cfr le coppie precedentemente citate: sorelle e madri sempre presenti). Ed è proprio in questi anni che i riflettori si sono accesi anche sulla sorella di Beyoncé (qualcuno ne aveva mai sentito parlare prima d’ora?) Solange, che oltre a malmenare Jay-Z in ascensore dopo il Met Gala per vendicare la sua B, ha sfornato un disco apprezzatissimo e regalato a un pubblico selezionato quell’esibizione così artsy al Guggenheim Museum.

Jay-Z ha risposto a tono, pubblicando 4:4, un disco incredibile introdotto dal singolo The Story of O.J, il cui video di animazione è un capolavoro. Certo, in quanto rapper, Mr Carter si è sempre dimostrato politicamente consapevole fin dagli inizi: ma in questo suo lavoro, neanche fosse una sfida, spinge ancora più a fondo la leva del coinvolgimento emotivo nell’attualità, e si spreca in analisi della società americana e delle problematiche legate alla questione razziale, presente e passata, senza contare l’ammissione delle proprie colpe. Dopo il parto gemellare, la moglie contrattacca trasformando il Coachella in Beychella, con un’esibizione che, neanche a dirlo, passerà alla storia per… tutto: dai costumi di Olivier Rousteing (Balmain), all’orchestra-corpo di ballo in stile Solange, al raduno delle Destiny’s Child, all’impeccabile interpretazione della diva, che a un mese dal parto aveva già perso 13 chili.

Tutto filosoficamente perfetto: dopo la tesi (Lemonade) e l’antitesi (4.44), quest’anno è arrivata la sintesi (Everything is Love). Il nuovo album dei Carters appare senza preavviso sabato 16 giugno, pochi giorni dopo l’inizio del loro tour insieme, ed è una vera e propria auto-celebrazione: del loro amore, dell’eredità culturale, politica e sociale ricevuta dai loro predecessori, della loro sconvolgente ricchezza, dei fortunati discendenti a cui hanno dato vita. Accompagnati dal maestoso video Apeshit, l’apoteosi delle aspirazioni artsy e politically correct della coppia (girato da Ricky Saiz al Louvre di Parigi), il disco e il tour sono la super-glorificazione di un super-matrimonio, o meglio, citando Rolling Stone, di una dinastia familiare. Una saga architettata a tavolino o l’evoluzione naturale della relazione tra due dei personaggi pop più perfetti e talentuosi del pianeta? Non credo abbia importanza. Ogni concerto rimette in scena un lieto fine di una favola che mescola realtà e finzione, vita pubblica e privata. Dopo questo “gran finale”, non potrà che cominciare un altro capitolo.

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