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20:22 venerdì 13 febbraio 2026
Sull’isola di Epstein c’era un Pokestop di Pokemon Go ma non si sa chi è stato a metterlo lì E probabilmente non lo sapremo mai, visto che lo sviluppatore del gioco Niantic nel frattempo lo ha rimosso.
Alla Berlinale, il Presidente della giuria Wim Wenders è stato criticatissimo per aver detto che «il cinema deve stare lontano dalla politica» Lo ha detto durante la conferenza stampa di presentazione del festival, rispondendo a una domanda su Israele e Palestina.
È scoppiato un grosso scandalo attorno al più famoso e lussuoso ristorante del mondo, il Noma di Copenaghen Un ex dipendente sta raccogliendo e pubblicando decine di accuse nei confronti dello chef René Redzepi: si va dagli abusi psicologici alla violenza fisica.
Per il suo centenario, E/O ripubblicherà tutta l’opera di Christa Wolf con le copertine degli anni Ottanta Si comincia il 9 aprile con la riedizione di Cassandra.
James Blake presenterà il suo nuovo disco con una listening session gratuita in Triennale Milano Trying Times, questo il titolo del disco, esce il 13 marzo. Con questo evento in Triennale, Blake lo presenta per la prima volta al pubblico.
Gisele Pelicot ha scritto un memoir in cui racconta tutto quello che ha passato dal giorno in cui ha scoperto le violenze del suo ex marito Il libro uscirà in contemporanea in 22 Paesi il 19 febbraio. In Italia sarà edito da Rizzoli e tradotto da Bérénice Capatti.
Le cure per il cancro sono costate così tanto che la famiglia di James Van Der Beek è rimasta senza risparmi ed è stata costretta a lanciare una raccolta fondi In nemmeno due giorni, 42 mila persone hanno fatto una donazione e sono stati raccolti più di 2 milioni di dollari.
Anna Wintour e Chloe Malle hanno fatto la loro prima intervista insieme ed è talmente strana che non si capisce se fossero serie o scherzassero L'ha pubblicata il New York Times, per discutere del futuro di Vogue. Si è finiti a parlare di microespressioni e linguaggio del corpo.

Il vero protagonista dell’Inauguration Day è stato Bernie Sanders

21 Gennaio 2021

Il 20 gennaio Joe Biden e Kamala Harris si sono finalmente insediati come il 46esimo presidente degli Stati Uniti e la prima vicepresidente donna (oltre che non bianca) della storia del Paese. La strada fino alla cerimonia tenutasi ieri a Washington è stata lunga e tortuosa, a partire dai ritardi negli scrutini dei voti passando per le (infondate) contestazioni del risultato fino al tentativo di insurrezione dello scorso 6 gennaio. Ora, però, l’America cambia rotta e lo fa con una festa che, seppur senza pubblico, è stata gioiosa. Molta attenzione è stata dedicata alle scelte in fatto di stile dei protagonisti della giornata, da Joe Biden in Ralph Lauren a Kamala Harris in Markarian, ma c’è un altro personaggio pubblico che ha catalizzato l’interesse, soprattutto quello di internet: il senatore del Vermont ed ex candidato presidenziale Bernie Sanders.

Rifiutando, com’è nel suo stile, la formalità dell’abito politico, Sanders si è presentato in perfetto stile “Vermont dadcore”: giaccone di Burton, chiaramente non nuovo, per proteggersi dal freddo, polacchina classica, mascherina chirurgica d’ordinanza e, soprattutto, un paio di moffole ricavate da materiali riciclati, che gli aveva regalato qualche anno fa un’insegnante del Vermont e che lui ha rispolverato per l’occasione. Risultato: è diventato il re dell’Inauguration Day. L’hashtag #BerniesMittens è andato virale su Twitter, c’è addirittura chi ha creato un sito in cui il Bernie photoshoppato compare in ogni angolo di Google Maps, mentre i meme si sono sprecati: Bernie in prima fila alle sfilate, Bernie seduto di fronte a Marina Abramović, Bernie fra i BTS, Bernie nella metropolitana di New York, allo stadio, nello spazio, Bernie ovunque. Ha scritto Rachel Syme sul New Yorker che «L’anti-fashion di Sanders è sembrata, in qualche modo, un’ancora: un promemoria, dopo una giornata piena di festeggiamenti e di sollievo palpabile, quasi estatico, che c’è ancora molto lavoro da fare». Sarà così, ma di sicuro ci ha fatto sorridere.

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