Libri per l'estate ↓
15:14 giovedì 30 luglio 2026
Da un grande problema con gli incendi boschivi stanno derivano grandi problemi con le assicurazioni e i risarcimenti Il 75 per cento dei danni da catastrofe naturale in Europa non è coperto da nessuna polizza assicurativa, e la quota cresce ogni estate. In più, i danni causati dagli incendi non sono comunque coperti da queste polizze.
Finché potremo vedere e rivedere all’infinito quella scena di Drive, di Kavinsky non ci dimenticheremo mai È morto a 50 anni uno dei grandi protagonisti della scena elettronica. Di lui resta tanto ma soprattutto una canzone, Nightcall, pezzo fondamentale di un film indimenticabile.
C’è un motore di ricerca che vuole rendere accessibili liberamente e gratuitamente tutte le opere d’arte conservate in tutti i musei del mondo Su The Last Museum si trovano già 5,8 milioni di opere e l'archivio continua a crescere giorno dopo giorno. L'obiettivo è raccogliere tutta l'arte di tutti i tempi.
Sta per uscire un libro che raccoglie centinaia di schizzi e bozzetti di Yohji Yamamoto ritrovati per caso in un magazzino di Tokyo Si intitola Yohji Yamamoto Drawings, la curatela è di Peter Saville e i disegni sono stati selezionati da Yamamoto in persona.
La traduttrice dell’Odissea alla cui opera Nolan si è ispirato per il suo film ha detto che Odissea di Nolan è orribile da ogni punto di vista Emily Wilson, autrice della più recente traduzione del poema in inglese, ha firmato una delle più brutali stroncature del film: «Se la sceneggiatura l'avessi scritta io, me ne vergognerei», ha detto.
Le prime stime dicono che la devastazione causata dagli incendi in Francia e Spagna è seconda solo a quella causata dalla Seconda guerra mondiale Macron ha parlato di tempeste di fuoco e della situazione più difficile dal '45. Sánchez ha detto che questa ormai «non è più un'eccezione. È la regola».
Un uomo di New York è stato sfrattato dal suo appartamento perché aveva troppi libri Lui si chiama Mendel Uminer, libri posseduti: 10 mila. Sfratti subiti: 1, perché il suo ex padrone di casa considerava tutta quella carta una violazione delle norme antincendio del condominio.
Le colonne di fumo generate dagli incendi in Francia e Spagna sono talmente grandi che al loro interno si stanno formando dei temporali Si chiamano pirocumulonimbus e sono nuvole che si generano direttamente dentro il fumo degli incendi, con tanto di fulmini e raffiche di vento.

Bentornato Moratti

22 Giugno 2011

“Penso che poter essere il presidente dell’Inter sia innanzitutto un privilegio”. Questo diceva Massimo Moratti, il 19 febbraio 2002. L’Inter era prima in classifica e sulla buona strada per vincere il suo 14esimo scudetto dopo 13 anni di astinenza. Come andò a finire è cosa nota ai più. Per tutti gli altri dovrebbe esserci una lapide da qualche parte con incise sopra una data e un luogo: 5 maggio, Stadio Olimpico di Roma. Ricorda il punto più increscioso e grottesco, al limite del “non voglio guardare! non voglio guardare!” della storia recente del club nerazzurro e del suo presidente. Anni prima di Calciopoli, Mancini, Mourinho e il triplete. Ma anche anni prima di Benitez, di Leonardo, del suo fresco e ingarbugliato addio e di questo riflusso di confusione, di questa restaurazione di “Morattismo” dalle parti di Appiano Gentile. Laddove per Morattismo si intende la pratica di navigare a vista, anzi a pancia. La pancia del presidente, ovviamente; con la M nel nome come alcune delle tappe imprescindibili del suo laborioso cammino verso il successo: Moggi (La caduta di), Mancini, Mourinho e infine Madrid (La notte di). La notte del triplete in cui il presidente che aveva speso più di tutti e vinto meno di tutti poté guardare in faccia il mondo, il ritratto di suo padre e urlare: “ce l’ho fatta anche io”.

Sono passati 13 mesi eppure sembra già un secolo fa; oggi che al Moratti vincente e sicuro di sè di allora è subentrato nuovamente il Moratti comprensivo e paterno, con tanti dubbi nello sguardo e una sigaretta calata in bocca. Quello che si innamorava di Recoba e cedeva Simeone a cuor leggero, per intenderci. Il Moratti prima della cura Mancini/Mourinho. Il Moratti che piace a quelli che non tifano Inter; quello che saluta con “tanto affetto e immutata stima” un allenatore che nemmeno un mese prima del ritiro, scappa a Parigi, con le valigie in una mano e un assegno da sei milioni nell’altra.

“Del resto il suo sogno era fare il dirigente”, dice Massimo che intanto non ha un allenatore, ma non è questo che conta. Quel che conta è essere un “gran signore”. Un “gran sciuro” come si dice a Milano. “Del resto il suo sogno era fare il dirigente”, e allora Massimo – che quell’allenatore l’aveva coperto di affetto, fiducia e “immutata stima” – cosa fa? Ovviamente lo lascia andare a fare il dirigente. Che non sia mai che si dica di un Moratti che castra le ambizioni altrui – anche se questo implicitamente significa inseguirne un altro, di mister, e in tutta fretta, con un mercato da fare e senza idee chiare né progetti plausibili per l’Inter futura.

Non importa se tra il calcio di Villas Boas e quello di Mihajlovic, tra la statura di Capello e quella di Gasperini, tra il modulo di Hiddink e quello di Ancellotti ci passa “l’universo mondo”. Non importa se una scelta piuttosto che un’altra significa progetti tecnici, campagne acquisti e scenari futuri del tutto diversi e incompatibili tra loro (e alcuni pure con l’Inter attuale). Non importa se il tempo stringe e le piste sfumano una dopo l’altra, senza essere guidate da nessuna logica apparente e gettando tifosi e squadra nel caos.

Non importa perché, agli occhi eternamente fanciulleschi di questo miliardario milanese vecchia maniera, queste cose non contano poi troppo: i suoi dipendenti – compresi quelli potenziali – è come fossero tutti un po’ figli suoi.

Come scriveva oggi Mario Sconcerti: “Morattismo allo stato puro”. Un mix di passionalità, incoscienza, generosità e inadeguatezza che rende Moratti, Massimo.

Ora l’interista deve sperare che da “puro” si passi allo stadio di “purissimo”.

In tal caso domani verrebbe annunciato Pep Guardiola.

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