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04:15 lunedì 5 ottobre 2026
Le case editrici e le tipografie ucraine sono diventate uno degli obiettivi più colpiti dall’esercito russo Una vera e propria strategia, ormai. Tanto che in questi attacchi è andato distrutto un terzo dei libri stampati in Ucraina nel corso dell'anno.
È uscito un videogioco in cui l’unica cosa da fare è andare a un rave illegale e ballare tutta la notte Si chiama Afters, è gratuito e lo ha realizzato un game designer a cui l'idea è venuta dopo una notte passata tutta a ballare a un rave illegale.
La cosa incredibile di questa crisi energetica è che tutti sapevano che prima o poi sarebbe arrivata, perché tutti sapevano che le scorte di petrolio prima o poi sarebbero finite Ed evidentemente nessuno è riuscito a fare nulla per evitare lo scenario peggiore. Che è quello che stiamo vivendo in questi giorni.
Tilda Swinton ha scritto un’autobiografia, ma siccome non voleva fare la solita autobiografia ha deciso di raccontare la sua vita attraverso gli oggetti che ama Si intitola Material Evidence, uscirà nel 2028 e al suo interno ci saranno: un abito da battesimo, una lettera, una gamba di legno, una felpa, una matassa di seta da ricamo, una fotografia, una vita intera.
Per lanciare il loro nuovo album i Fontaines D.C. hanno organizzato dei listening party nei negozi di dischi indipendenti di tutto il mondo e l’Italia è uno dei Paesi in cui ce ne saranno di più Saranno ben 22 e si terranno tutti l'8 ottobre, sparsi dalla Liguria alla Sicilia e molti in "provincia", dentro negozi che sono pezzi di storia delle città.
La storia del Bosco Ospizio di Reggio Emilia, abbattuto per far posto anche a un supermercato, è molto più complicata e preoccupante di come la si sta raccontando Perché oltre al supermercato verranno costruiti anche una Casa della Comunità, una biblioteca e un polo sociale. E piantati 1350 nuovi alberi.
Negli ultimi cinque anni la Svizzera ha perso un quinto dei suoi ghiacciai Solo nel 2026 è sparito il 5,5 per cento del ghiaccio delle Alpi Svizzere. Gli scienziati parlano apertamente di «un anno catastrofico».
Esiste una mappa che raccoglie tutte le donne, militanti, scrittrici e studiose, che hanno fatto la storia dell’anarchia Si chiama Mujeres Anarquistas e al momento include sette grandi italiane: Virgilia D'Andrea, Luce Fabbri, Giovanna Berneri, Maria Roda, Tina Tomasi Ventura, Anna Maria Mozzoni e Marie Louise Berneri.

Perché Bella Hadid sta pensando di fare causa ad adidas

22 Luglio 2024

Se l’obiettivo era dare alla Gen Z un altro paio di scarpe che non fossero le Samba, possiamo dire che è fallito miseramente. Come scrivevamo in StudioBullettin, la nostra newsletter del sabato con i temi e le polemiche della settimana (ci si iscrive qui), adidas ha dovuto cancellare con effetto immediato tutti i contenuti di una campagna pubblicitaria con Bella Hadid come protagonista. Hadid era uno dei volti scelti per il rilancio di un paio di sneaker ispirate a un modello storico, le SL 72 OG, lanciate per la prima volta alle Olimpiadi di Monaco del 1972. Come chiunque ricorda, durante quelle Olimpiadi ci fu un attentato di cui furono vittime quindici persone tra atleti e allenatori israeliani (e una guardia tedesca), perpetrato dal gruppo terroristico palestinese Settembre Nero. In molti hanno perciò trovato sbagliata la scelta di Hadid, che è di origine palestinese e che nell’ultimo anno è stata una delle poche figure di rilievo nella moda a condannare i bombardamenti israeliani su Gaza e la conseguente strage di civili. Hadid è stata accusata da diverse figure istituzionali (compreso l’ambasciatore israeliano a Berlino) di incitare all’antisemitismo, cosa che ovviamente la modella non ha mai fatto.

Ora, secondo quanto riportato da Tmz, Bella Hadid avrebbe intenzione di fare causa ad adidas, anche se non è ancora chiaro cosa preveda il contratto che la lega all’azienda. Fonti vicine a lei affermano che avrebbe assunto un avvocato per sottolineare la «mancanza di responsabilità» da parte di adidas nella gestione della campagna: sia nella fase creativa, quando avrebbe potuto prevedere come la campagna sarebbe stata ricevuta e interpretata, sia dopo le polemiche, quando invece di sottolineare e sostenere la posizione della modella, contro ogni forma di violenza, ha immediatamente ritirato la campagna. Secondo quanto riferito, Hadid ritiene che adidas avrebbe dovuto affrontare pubblicamente le polemiche e prendere le distanze dal massacro di Monaco, invece di limitarsi a cancellare tutto e pubblicare un messaggio di scuse.

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