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18:35 mercoledì 12 agosto 2026
Anche l’Accademia svedese ha fatto la sua lista di libri per l’estate, composta tutta da Premi Nobel per la letteratura, ovviamente Cinque libri, cinque autori e autrici, con una brevissima recensione a spiegare perché vale la pena portarseli in vacanza.
In Spagna c’è un hotel in mezzo al nulla, senza Wi-Fi né tv, che si può prenotare solo spedendo una lettera scritta a mano E aspettando una lettera di conferma altrettanto manoscritta. È l'hotel El Elevador a El Hierro, la più piccola e meno visitata delle Canarie.
Un gruppo di scienziati ha creato una nuova AI appositamente per trovare tutte le opere d’arte trafugate dai nazisti ancora disperse L'AI si chiama Provenance Assistant e a lei è andato l'ardua compito di ritrovare 100 mila opere rafugate di cui si sono perse le tracce.
Iberia, la compagnia aerea di bandiera della Spagna, ha organizzato un volo speciale per “inseguire” e trasmettere in streaming l’eclissi solare del 12 agosto Si tratta della prima eclissi solare totale visibile dalla Spagna continentale dal 1905. Come si può capire, c'è una certa attesa attorno all'evento.
Una professoressa universitaria è stata licenziata per aver letto e spiegato ai suoi studenti un racconto di Ottessa Moshfegh È successo a Vinita Prabhakar: Bettering Myself, racconto del 2013 di Moshfegh, le è costato il posto al South Florida State College.
Il nuovo, attesissimo, chiacchieratissimo romanzo di Rachel Cusk che potrebbe come non potrebbe parlare (male) di Natalie Portman Il romanzo si intitola Life of M, e in effetti le somiglianze tra il personaggio M e la persona Natalie Portman sono abbastanza innegabili.
I lavoratori dei musei di Venezia minacciano lo sciopero perché sono costretti a lavorare con 30° gradi al chiuso a causa dell’aria condizionata che funziona male o manca del tutto Una situazione così grave da portare al rischio di «spossatezza, crampi e colpi di calore» per i lavoratori, ai quali mancherebbe anche la formazione adeguata per affrontare questa emergenza.
Per sopperire al taglio dei fondi per la ricerca, un gruppo di scienziati che studia le marmotte ha aperto un canale OnlyFans tutto dedicato alle marmotte OnlyMarms (si chiama proprio così) è gratuito, pubblica «contenuti non censurati di marmotte dalle Montagne Rocciose» e accetta mance per la buona causa della scienza.

Perché in Giappone ce l’hanno a morte con Barbie

02 Agosto 2023

Ogni verità deve avere la sua eccezione che la confermi. Una verità di cui tutti siamo testimoni in questi giorni è il successo mondiale di Barbie, film che procede spedito verso il miliardo di dollari di incasso al botteghino che solo Margot Robbie aveva previsto in tempi non sospetti. Eccezione che conferma questa verità: c’è un solo Paese al mondo in cui il film si è rivelato un fiasco ed è la Corea del Sud, per ragioni raccontate in questo bel pezzo del Guardian. Altra verità: i meme di Barbenheimer fanno ridere. Altra eccezione: tranne che in Giappone (Paese in cui sia Barbie che Oppenheimer devono ancora uscire: il primo l’11 agosto, il secondo non si sa ancora), dove in questi giorni i suddetti meme sono diventati ragione di una shitstorm che dai social è finita addirittura nella cronaca nazionale.

I fatti. Durante lo scorso fine settimana, tra gli utenti giapponesi di Twitter giravano moltissimo due hashtag: #Barbie e #NoBarbenheimer, attraverso i quali si faceva notare a tutto il resto del mondo che i meme che mischiavano Barbieworld e la bomba atomica non sono così divertenti se vieni dal Paese sul quale sono state sganciate le uniche due bombe atomiche sganciate nella storia dell’umanità. Tra i tanti interventi c’è stato anche quello di Murata Shunichi, esponente del Partito socialdemocratico giapponese. Tra i tantissimi contro-meme, uno è stato particolarmente apprezzato e ricondiviso dai giapponesi: secondo voi, chiedeva retoricamente l’autore del contro-meme, in America si metterebbero a ridere se vedessero i social pieni di meme che mettono assieme Barbie e l’11 settembre? In mezzo ci è finito anche l’account Twitter ufficiale di Barbie, il film, negli Stati Uniti, accusato di aver interagito e quindi contribuito a diffondere questi meme della discordia.

La situazione è presto degenerata in una guerra civile tra account promozionali ufficiali del film. Quello giapponese, infatti, ha pubblicato un comunicato stampa in cui si accusava pubblicamente l’account americano: precisando che Barbenheimer non è un’iniziativa promozionale ufficiale ma soltanto un “movimento” nato e cresciuto online, l’account giapponese diceva di trovare «estremamente sgradevole» la reazione di quello americano ai meme di Barbenheimer. Com’è finita questa storia? Con le pubbliche scuse di Warner, produttore di Barbie, e la rimozione dei tweet che avevano scatenato la shitstorm. E arriviamo così a una terza verità confermata dalla sua stessa eccezione: è vero, la campagna promozionale di Barbie è stata probabilmente la più perfetta operazione di marketing nella storia del cinema. Tranne che in un caso.

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Lui si chiama Mendel Uminer, libri posseduti: 10 mila. Sfratti subiti: 1, perché il suo ex padrone di casa considerava tutta quella carta una violazione delle norme antincendio del condominio.